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Febbraio 2000

IL BANCHETTO DI NOZZE

Il regno dei cieli è simile a un re, che fece festa di nozze per suo figlio. E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, e questi non vollero venire...

Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate alla festa di nozze quanti trovate... La sala della festa di nozze fu riempita di commensali. Ma il re, entrato, vide lì un uomo non vestito dell'abito nuziale..."
(Mt 22,1-14).



Gesù propone una storia che sembra "impossibile". Non si rifiuta un invito a un pranzo di nozze; soprattutto se l'invito viene da un re. Sono strane le reazioni degli invitati alle nozze, ma Gesù allude alla storia di Israele. I profeti avevano invitato il popolo a tornare a Dio (Is 5,1ss; Ger 2,21ss) e quante volte aveva rifiutato. Dio quando invita attende di essere ascoltato; invece alcuni ricorrono a vari pretesti per non accettare.


L'invito per un banchetto è anche la nostra Messa, convito eucaristico, e dovrebbe essere accolto con gioia come una festa. Purtroppo certe Messe non assomigliano per nulla a un pasto che celebra le nozze tra il Figlio di Dio e l'umanità. Nel banchetto della parabola Gesù dice che il re aveva preparato ogni cosa; anche noi partecipiamo a un banchetto in cui Dio prepara tutto; non abbiamo che da metterci a tavola e nutrirci di un cibo totalmente gratuito; dobbiamo solo portare alla festa noi stessi e la nostra fame. Gesù ci raduna tutti così come siamo, buoni e cattivi. Per questo le nostre Messe dovrebbero avere un tono di gioia e di festa; il mondo ha bisogno della nostra gioia e della nostra testimonianza. Nel banchetto tutti mangiano in comunione: quale strano comportamento tiene chi al banchetto eucaristico cristiano (= la Messa) non mangia mai, non festeggia mai, non condivide mai, veste abiti da funerale.


Nella parabola, entra nel banchetto anche un uomo senza veste nuziale: come quei cristiani distratti, svagati o rivestiti di severità, vestiti con trascuratezza e chiusi nel silenzio (v.12), mentre dovrebbero vestirsi di gioia e di speranza. Gesù, presente nelle nostre sante Messe, nel vedere volti tesi, occhi assenti, cuore freddo, potrebbe dirci: "Come mai sei entrato qui senza la veste nuziale? Dove hai lasciato la tua fiducia, la tua speranza, il tuo amore? Se sei convinto che Dio invita tutti gli uomini alla sua festa non puoi restare indifferente davanti al piatto vuoto di tanti bambini che muoiono di fame. Gesù dice che il Regno è adesso; il Regno è qui dove risuona l'invito e l'invitato sei tu; deciditi adesso. Sei chiamato alla conversione.


Sentendo la parabola, un gruppo di detenute ha detto al prete cappellano del carcere:

"Se i primi invitati si sono autoesclusi dal Regno di Dio e altri ne prendono il posto, io mi sento obbligata a rivedere la mia intera vita. Mi ha presa una gran voglia di cambiare; mi è parso che l'invito fosse rivolto a me in prima persona. Se è vero che Gesù raccoglie tutto il rottame umano, allora posso esserci anch'io" .

A.V. 


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