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CUORE
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Direttore: Don Angelo Vigano'
Ottobre 2000
I DUE SERVI
"Chi è dunque il
servo fedele e saggío? Quello che il padrone ha messo a capo degli altri servi
per distribuire loro il cibo al momento giusto.
Se il padrone, quando
ritorna, lo trova occupato a fare così, beato quel servo!
Vi assicuro che il
padrone gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni.
Se invece
quel servo cattivo pensa che il padrone torna tardi e comincia a trattar male i
suoi compagni e per di più si mette a far baldoria con gli ubriaconi, allora il
padrone tornerà, in un momento che lui non sa, quando meno se l'aspetta, lo
separerà dagli altri e lo metterà tra i malvagi.
E là piangerà come un
disperato" (Luca 12,41-48)
(Traduzione
interconfessionale)
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La parabola mette in scena
due personaggi dagli atteggiamenti opposti. Gesù non pensa il mondo in maniera
manichea, in bianco e in nero, credenti e non credenti. E' piuttosto l'ambiente
a cui Gesù si rivolge che pensa in questo modo.
Tra i primi cristiani vi
erano quelli che attendevano il ritorno del Risorto a breve scadenza e perciò
non sentivano nessun bisogno di cercarsi un mestiere, di fondare una famiglia,
di costruire edifici, di mettere soldi da. parte, né di fare politica; c'era
solo da preparare i bagagli per la partenza.
Ma poiché il padrone della
parabola si faceva attendere, la cosa si complicava. Infatti, pur continuando ad
attendere, i cristiani devono impegnarsi nel mondo. Hanno capito che la Chiesa
deve essere "annuncio del mondo futuro" ma lo deve fare nel mondo presente.
Inizia così la difficile coesistenza tra Chiesa e mondo, cristiano e
uomo; non una Chiesa che si isola dal mondo, ma una Chiesa che attende la venuta
di Gesù vivendo nel mondo senza essere del mondo. Alcuni cristiani confondono
allegramente Vangelo e politica; fede cristiana con l'appartenere a un partito;
Cristo con Cesare.
Per costoro non solo Gesù Cristo si farà attendere,
ma non verrà mai.
Vi sono poi altri personaggi che cercano di isolarsi
dal mondo in cui sono immersi; per loro la politica è peccato; nel loro
territorio si sentono stranieri; credono talmente al Regno di Dio futuro da
negare la realtà del Regno presente.
Ma non esiste una soluzione rigida
a questo problema.
La Chiesa deve difendere. il diritto di tutti i
cristiani alla libertà, di quelli che inclinano verso aspetti più spirituali
della vita e di quelli più attenti all'azione politica. La parabola afferma che
vi sono due modi di attendere il ritorno di Gesù Cristo: il modo di chi aiuta la
gente, e il modo di chi la tradisce; il modo di essere servi con loro e per
loro; e il modo di chi invece crede di essere padrone e maestro e considera gli
altri come inferiori.
Gesù ha previsto che il suo ritardo avrebbe posto
dei problemi ai responsabili della Chiesa.
Chi è per Gesù il servo
fedele e saggio?
Il testo risponde: un servo avveduto, intelligente, attivo e
calmo, non ansioso il quale sa di avere l'incarico di nutrire bene le pecorelle
a lui affidate.
Quanto al cattivo servo, che batte, colpisce, martirizza
gli altri servi, dimenticando che sono a lui affidati e sono suoi fratelli,
assomiglia a certi predicatori e giudici che sentenziano anziché
aiutare.
A.V.
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