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Il Santo del giorno

 

Novembre 2017
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21 Ottobre

Nome: ORSOLA

S.ta ORSOLA
Vergine e martire (epoca incerta)

 

Tra le Sante dei primi mille anni di storia cristiana, è stata nel Medioevo la più celebre e la più amata, Orsola martire, accompagnata da uno stuolo di undicimila fanciulle, tutte vergini e tutte martiri. La leggenda di Sant’Orsola è stata per secoli amata e ripetuta, ed ha ispirato numerose composizioni letterarie e opere d’arte, fra le quali, celeberrime quella del Memling a Colonia e del Carpaccio a Venezia. Secondo tale leggenda, c’era una volta una principessa d’Inghilterra, cristiana e figlia di un re cristiano. Fanciulla di eccezionale bellezza, venne chiesta in sposa da un principe pagano. Orsola, che si era consacrata segretamente a Dio, non disse di no, ma chiese tre anni di tempo, per meglio conoscere la volontà del Signore. Chiese anche la conversione del futuro sposo, e mille compagne per sé e per ciascuna delle dieci ancelle del suo seguito. Si formò così una schiera di undicimila fanciulle che, guidate da Orsola, attraversò il mare tra l’Inghilterra e il continente su una flotta di undici navi. Poi risalì il corso del Reno fino alla Svizzera, dove proseguì fino a Roma, in devoto e variopinto pellegrinaggio. Nel viaggio di ritorno, le undicimila fanciulle trovarono la città di Colonia assediata dagli Unni. La furia dei barbari si sfogò su quelle donne cristiane, che furono tutte martirizzate in un solo giorno. Tutte meno una e cioè Orsola. Della sua bellezza si invaghì il famigerato capo degli Unni, Attila, il quale la chiese in sposa, promettendole salva la vita. Orsola rifiutò, e morì anch’essa, trafitta da innumerevoli frecce. Questa, in breve, è la leggenda di Sant’Orsola e delle sue compagne. Però qualcosa c’è che ci aiuta a comprendere l’origine di questo romanzo. A Colonia si ritrovarono, nell’VIII secolo, le reliquie di giovani donne. E fu trovato, tra altri nomi femminili, anche quello di Orsola, una bambina di undici anni, cioè, latinamente, undecimilla. Quell’indicazione di età, a quanto sembra, venne letta come undecimilia, cioè undicimila. Da qui, la leggenda più fantasiosa venne a formarsi intorno al nome di una sconosciuta bambina di Colonia.