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Il Santo del giorno

 

Novembre 2017
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8 Ottobre

Nome: SIMEONE

S. SIMEONE il VECCHIO
Profeta (sec. I)

 

San Simeone è il Santo della Presentazione di Gesù al tempio. Rileggiamo questo episodio evangelico nelle pagine di Luca, l’unico tra gli evangelisti che ce ne parli. «C’era a Gerusalemme un uomo di nome Simeone, persona giusta e pia, che aspettava la consolazione d’Israele. E su di lui era lo Spirito Santo, il quale gli aveva rivelato che egli non sarebbe morto prima di vedere il Cristo del Signore. Venne dunque al Tempio, guidatovi dallo Spirito, e quando i genitori vi portarono il Bambino, per adempiere nei suoi riguardi alle usanze legali, anch’egli lo prese tra le braccia, e benedisse Dio, esclamando: “Ora lascia pure, o Signore, che il tuo servo se ne vada in pace, secondo la tua parola; perché gli occhi miei hanno veduto la tua salvezza, da Te preparata al cospetto di tutti i popoli; luce per illuminare le genti e gloria del popolo tuo, Israele. Il padre e la madre restavano meravigliati delle cose che si dicevano del Bambino. Simeone li benedisse, e disse a Maria, sua madre: “Questo bambino è destinato ad essere causa di rovina e di risurrezione di molti in Israele, e a diventare segno di contraddizione. A te stessa, una spada trapasserà l’anima, e così saranno rivelati i pensieri di molti cuori”». Il Martirologio Romano qualifica Simeone come “vecchio”, e come tale è stato rappresentato da tutta l’arte e la letteratura cristiana. E’ probabile che aspettasse da lungo tempo il Salvatore, e la sua carne fosse ormai stanca. Così si spiega lo struggente abbandono del suo cantico, il Nunc dimittis: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo se ne vada in pace...”. E’ stato scritto che questo cantico di Simeone “ha la poesia del tramonto di una bella giornata”, ed è tanto più toccante quanto più si immagina il suo autore, curvato dagli anni e dalle prove. Simeone non è soltanto il vecchio uomo, ma il vecchio tempo, che vive però abbastanza a lungo per vedere l’alba del tempo nuovo. Egli misura la vecchiezza del mondo, che sarebbe fatalmente stanchezza se non fosse consolata e vivificata dall’annunzio di vita nuova, costituita dal Figlio di Maria, nato da pochi giorni.