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Il Santo del giorno

 

Maggio 2018

13 Febbraio

Nome: FOSCA, MAURA

S.ta FOSCA
Martire (III sec.)

 

Torcello, la più antica, e per molti secoli la più splendida città della laguna veneta sorta quando la popolazione di Altinum fuggì, davanti ad Attila, cinta di mura turrite donde il nome: Turricellum, poi Torcello. Con lo sviluppo della vicina Venezia la città decadde e malaria e insabbiamento della laguna completarono l’opera di abbandono. Sopravvissero due bellissime chiese: la chiesa che fu cattedrale, snella come un alto vascello, alberata da uno squadrato campanile; e la chiesa di Santa Fosca ancora più interessante nella sua architettura circolare, con cupola e portici ai lati. In questa chiesa si conservano le reliquie di Santa Fosca e di Santa Maura, martiri del III secolo, di Ravenna, allora municipio romano.
Fosca aveva quindici anni, nel 250, quando l’Imperatore Decio ordinò la persecuzione. La sua famiglia era pagana ma la fanciulla sentì nascere in cuore una strana pietà. Si confidò perciò alla sua affezionata nutrice, chiamata Maura, cioè Mora, forse proprio d’origine africana; Maura incoraggiò i propositi della fanciulla, unendosi a lei nella conversione. Le due donne furono battezzate insieme. Avuta la notizia della conversione, il padre di Fosca fremé d’ira e di sdegno. Tentò ogni mezzo per far recedere la figlia dalla sua decisione. Poi egli stesso denunciò Fosca e Maura al governatore Quintiliano. La leggenda, quasi per rendere tangibile la virtù della due donne, racconta che i soldati incaricati di arrestarle, non osarono avvicinarsi, scorgendo due Angioli che si tenevano al loro fianco. Fosca e Maura si presentarono da sole in tribunale; sostennero l’accusa, professarono la fede. Nei processi contro i cristiani, l’ultima risorsa per spingere all’apostasia era la tortura. Ma la fede di Fosca e di Maura non vacillò sotto la flagellazione. Furono tutt’e due messe a morte con la spada. Santa Maura è considerata il modello delle nutrici cristiane.

13 Febbraio

Nome: ERMENEGILDA

S.ta ERMENGILDA (Ermenilda)
Badessa benedettina († 700 c.)

 

Il padre Earconberto era re del Kent (640-64), la madre Sesburga era fondatrice del monastero di Ely. Ermenilda sposo' Wulfhere, figlio del re della Mercia (657-74); riusci' a convertirlo al Cristianesimo e a spingerlo ad una legislazione favorevole alla religione cristiana e contraria al paganesimo. Imparti' ai figli ottima educazione cristiana: uno di questi, Kenredo, si reco' a Roma per farsi monaco.
Nel 674 Ermengilda, morto il marito, entro' nel monastero di Sheppey, divenendone badessa allorquando la madre, che ne era stata la fondatrice, assunse la direzione di quello di Ely. Dopo qualche anno, Ermengilda si trasferi' ad Ely ove ricopri' la carica di badessa (684). Ivi mori' ca. il 700; sepolta nella chiesa del monastero, ebbe il 17 ottobre 1106 solenne traslazione. La sua festa si celebra il 13 febbraio.