Un appello dalle missioni salesiane in
Etiopia
Così si esprime uno scrittore moderno:
"Popolo di Etiopia, il tuo spirito è sovente umiliato, di canti e di danze tu sei penetrato, ma esse nascondono piaghe e ferite mortali, da secoli inferte nella tua viva carne".
Sfoglio i giornali di queste settimane e leggo:
"6 milioni di persone sono costrette dalla morsa della siccità a dipendere dagli aiuti, senza nessun altro mezzo per sopravvivere e presto il numero passerà da 10 a 14 milioni data la scarsità dei raccolti di quest'anno".
"Nei villaggi colpiti dalla siccità i bambini vanno a scuola e alla sera vanno a dormire senza aver nulla da mangiare".
"Ci sono in Etiopia 2.600.000 persone colpite da AlDS, di cui 250.000 sono bambini sotto i cinque anni, tra cui 75.000 sono orfani di padre e di madre".
In Etiopia la situazione è drammatica è stato rivolto un urgente appello all'ONU, alle Organizzazioni Internazionali e alle ONG per un immediato e responsabile intervento. Noi, qui sul posto, siamo coinvolti in questo ulteriore impegno per venire incontro ai bisogni di cibo, acqua, medicine e interventi di vario genere. La gente chiede aiuto e noi ci rivolgiamo a voi, cari Amici e Benefattori.
Insieme possiamo fare molto.
Con il vostro aiuto nel passato abbiamo sostenuto e continuiamo a seguire tante famiglie bisognose. Molti ragazzi possono frequentare la scuola. I nostri Centri, da Adua al nord fino a Dilla al sud, accolgono migliaia di giovani e tra tutti ci prendiamo particolare cura dei più poveri.
Una speciale attenzione la riserviamo ai profughi riuniti nei loro campi e agli "orfani" rimasti senza genitori o abbandonati dalle loro famiglie. Tutte queste Opere non ricevono nessun sostegno se non dai nostri benefattori.
Ultimamente abbiamo intrapreso nuove iniziative.
Un progetto per i "Ragazzi di strada" di Addis Abeba, un Centro Sanitario ad Abobo e alcune Missioni nelle zone più isolate del Paese. Stiamo costruendo una Scuola Tecnica e un Centro per accogliere giovani e ragazzi a Gambela, nella regione ovest, presso il Sudan.
Attorno a questi interventi ruotano tante persone con differenti bisogni. Pensiamo alla formazione del personale docente e dei tecnici, alla preparazione dei giovani salesiani locali e a tante situazioni di emergenza.
Proprio grazie al vostro costante aiuto abbiamo potuto fare molto. Sovente ci sentiamo impotenti di fronte a tanti bisogni. Il desiderio è di aiutare più gente, continuare a sostenere e non deludere questo popolo così provato ed ora ancora una volta in grande necessità. Tanta gente, troppa gente soffre e tutti dobbiamo fare di più.
Qui noi osiamo più delle nostre forze perché crediamo nella Provvidenza e ne facciamo esperienza quotidiana. Siamo pure convinti e sappiate per certo anche voi, cari Amici e Benefattori, che tutto ciò che riusciamo a realizzare è solo perché ci siete voi. Grazie per tutti gli aiuti e il bene che avete fatto.
"Popolo di Etiopia, il tuo spirito è sovente umiliato, di canti e di danze tu sei penetrato, ma esse nascondono piaghe e ferite mortali, da secoli inferte nella tua viva carne".
Sfoglio i giornali di queste settimane e leggo:
"6 milioni di persone sono costrette dalla morsa della siccità a dipendere dagli aiuti, senza nessun altro mezzo per sopravvivere e presto il numero passerà da 10 a 14 milioni data la scarsità dei raccolti di quest'anno".
"Nei villaggi colpiti dalla siccità i bambini vanno a scuola e alla sera vanno a dormire senza aver nulla da mangiare".
"Ci sono in Etiopia 2.600.000 persone colpite da AlDS, di cui 250.000 sono bambini sotto i cinque anni, tra cui 75.000 sono orfani di padre e di madre".
In Etiopia la situazione è drammatica è stato rivolto un urgente appello all'ONU, alle Organizzazioni Internazionali e alle ONG per un immediato e responsabile intervento. Noi, qui sul posto, siamo coinvolti in questo ulteriore impegno per venire incontro ai bisogni di cibo, acqua, medicine e interventi di vario genere. La gente chiede aiuto e noi ci rivolgiamo a voi, cari Amici e Benefattori.
Insieme possiamo fare molto.
Con il vostro aiuto nel passato abbiamo sostenuto e continuiamo a seguire tante famiglie bisognose. Molti ragazzi possono frequentare la scuola. I nostri Centri, da Adua al nord fino a Dilla al sud, accolgono migliaia di giovani e tra tutti ci prendiamo particolare cura dei più poveri.
Una speciale attenzione la riserviamo ai profughi riuniti nei loro campi e agli "orfani" rimasti senza genitori o abbandonati dalle loro famiglie. Tutte queste Opere non ricevono nessun sostegno se non dai nostri benefattori.
Ultimamente abbiamo intrapreso nuove iniziative.
Un progetto per i "Ragazzi di strada" di Addis Abeba, un Centro Sanitario ad Abobo e alcune Missioni nelle zone più isolate del Paese. Stiamo costruendo una Scuola Tecnica e un Centro per accogliere giovani e ragazzi a Gambela, nella regione ovest, presso il Sudan.
Attorno a questi interventi ruotano tante persone con differenti bisogni. Pensiamo alla formazione del personale docente e dei tecnici, alla preparazione dei giovani salesiani locali e a tante situazioni di emergenza.
Proprio grazie al vostro costante aiuto abbiamo potuto fare molto. Sovente ci sentiamo impotenti di fronte a tanti bisogni. Il desiderio è di aiutare più gente, continuare a sostenere e non deludere questo popolo così provato ed ora ancora una volta in grande necessità. Tanta gente, troppa gente soffre e tutti dobbiamo fare di più.
Qui noi osiamo più delle nostre forze perché crediamo nella Provvidenza e ne facciamo esperienza quotidiana. Siamo pure convinti e sappiate per certo anche voi, cari Amici e Benefattori, che tutto ciò che riusciamo a realizzare è solo perché ci siete voi. Grazie per tutti gli aiuti e il bene che avete fatto.
Con stima e riconoscenza.
Cesare Bullo
Cesare Bullo