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Direttore: Don Angelo Vigano'


Aprile 1999

Lettera del Direttore

Carissimi,

Parlare a Dio come Padre: quest'anno è dedicato a Dio come Padre. Gesù dice: "Nessuno conosce il Padre se non il Figlio" (Mt 11, 27). Nasce il desiderio di parlare del Padre. Non bisogna sciupare l'occasione di parlare del Padre; così non andrà perduta la forza di questo nome e ci immergeremo nella vivente, semplicissima e ineffabile realtà che è il Padre.

Questo è il nome "dal quale ogni paternità, nei cieli e sulla terra, prende nome" e davanti al quale san Paolo invita tutti a piegare le ginocchia insieme con lui (cf Ef 3, 14).

La rivelazione della amorosa paternità di Dio segna per il mondo un'esperienza nuova. L'amore di Dio Padre non si riversa solo sull'unico Figlio, ma per mezzo suo, su tutti i figli adottivi. Quando per il Battesimo diventiamo figli di Dio, Egli, nostro Padre, ci ama dello stesso amore con cui ama il proprio Figlio Gesù (cf Gv 16,27). Durante la sua vita terrena Cristo ha mostrato che Dio, il Padre, prima ancora di avere per figli gli uomini, aveva un proprio Figlio, Gesù stesso.

Ciò significa che il nostro rapporto con Dio è fondamentalmente con il Padre d i Gesù Cristo. "Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!" (1 Gv 3,1). - Siamo perciò autorizzati a rivolgerci a Dio nella preghiera chiamandolo confidenzialmente, come ha fatto Gesù "Abbà", "Papà"; tale invocazione, lungi dall'essere un infantilismo, ci aiuta invece a nutrire una illimitata confidenza in Lui. n Padre ci tiene nelle sue mani, come nelle sue mani ha tenuto Gesù nel momento cruciale della passione. Tutta la nostra vita deve essere una grande obbedienza al Padre, ispirata da amore, anche nella prova.

Con Gesù, dovremmo ripetere spesso: - "Mio cibo è fare la volontà del Padre" (cf G v 4,34); - Nelle tue mani, Padre, consegno il mio spirito" (Lc 23,46); il Padre ed io siamo una cosa sola" (Gv 10.30).

L'attenzione a Dio Padre in quest'anno risponde alla sensibilità religiosa attuale, ne parlano in molti: il Papa specialmente. Una visione di Dio più completa lega così più strettamente insieme le due tradizioni: la tradizione orientale con quella occidentale, in modo che il popolo cristiano può riprendere con maggiore ricchezza teologica a parlare di Dio e a Dio.

Sempre la parola del Padre favorisce il dialogo con tutti in particolare tra gli Ortodossi e i Cattolici. La documentazione circa la figura del Padre, proviene in gran parte dal patrimonio dottrinale della tradizione orientale. Parlando del Padre nella vita trinitaria e nella storia della salvezza, siamo in grande sintonia con l'insegnamento delle Chiese d'Oriente.

Per capire la bontà del Padre, vale ciò che afferma il curato d'Ars: "Non è il peccatore che ritorna a Dio per chiedergli perdono, ma è Dio stesso che corre dietro al peccatore per farlo ritornare a lui." Davvero l'amore del Padre è eterno. "Anche se i monti si spostassero... non si allontanerebbe da te il mio affetto" (Is 54, 10).

Vorrei terminare questa lettera con un pensiero del soavissimo Papa Albino Luciani: il progresso con uomini che si amano, ritenendosi fratelli e figli dell'unico Padre Dio, è una cosa magnifica. Il progresso con uomini che non riconoscono in Dio un unico Padre, diventa un pericolo continuo!"

Dio Padre ci aiuti a far crescere l'amore fraterno.


Vostro Don Angelo Viganò


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