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Direttore: Don Angelo Vigano'


Dicembre 2000

Lettera del Direttore

Ai lettori

Natale dell'Anno Giubilare

Natale è ormai vicino e tutt'intorno a noi la città cambia volto. Noi stessi ci sentiamo diversi. Una atmosfera magica,fatta di luci, di stelle colorate, penetra anche in noi e ci invita ad un atteggiamento più sereno, a tornare fanciulli.

Anche se il ritmo della vita è cambiato, una tradizione sembra non tramontare: quella del presepe. Anche se in molte case domina l'albero di Natale, al presepio non si rinuncia: sotto l'albero ci deve essere la capanna. Il presepio non è altro che la rappresentazione plastica ed artistica della pagina del Vangelo in cui S. Luca descrive la nascíta del Redentore. Nel presepe in chiesa ci sono tutti.
C'è Maria, che ha accettato di diventare mamma di Gesù. C'è Giuseppe, suo sposo, uomo di fede che non si è tirato indietro difronte ai piani del Signore. Ci sono i pastori che hanno accolto l'annunci . o degli Angeli e sono corsi ad adorare il Bambino. Ci sono i Magi partiti da lontano per portare i loro doni al Re, annunciato dalla stella. C'è l'Angelo...


E c'è anche una statuetta anonima. Vognuno di noi davanti al Signore, perché Lui non è nato solo per le persone che erano là 2000 anni fa, è nato per ognuno di noi e continua a nascere tra noi se gli concediamo spazio. Ma quella statuetta rimane senza nome se noi non le diamo il nostro nome, se non diciamo: ci sono anch'io, sto lì davanti al Signore e mi prendo l'ímpegno di accoglierlo in me. "Voi ci state nel Presepe 2000". E' il primo di questo millennio, e dobbiamo lasciarne il ricordo a chi viene dopo di noi.


Il presepio diventa così un mezzo per ridestare nell'uomo le impressioni, i sentimenti, e la gioia che quell'avvenimento ha prodotto nei pastori di Betlemme.


La stessa pagina del Vangelo ha ispirato S. Francesco d'Assisi, che nella notte di Natale del 1223 organizzò a Greccio la sacra rappresentazione della natività di Cristo. Preparò una mangiatoia in una grotta, invitò tutti i frati, i pastori e gli abítanti del luogo, che vennero portando doni. Insieme celebrarono l'Eucarestia e adorarono il Cristo che si fece "Carne" per loro e per l'umanítà.


Il presepio fa scoprire la fede, i valori umani e spirituali e l'arte, perché il presepe non è solo il ricordo di un avvenimento storico, ma anche e soprattutto una pagina di vita vissuta. Le scenografie dei presepí spesso rappresentano luoghi e scene dei nostri paesi, per signíficare che il Redentore nasce oggi, tra noi.


Il Direttore
Don Angelo Viganò

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VIENI GESU' TI ASPETTIAMO

"Vieni Gesù! Sono un piccolo abbandonato, ho 9 anni; vieni Gesù, vieni a nascere sul marciapiede dove ogni sera mi corico e mi addormento; vieni nel vicolo scuro che mi serve da casa; vieni tra i bidoni di spazzatura che ogni giorno rovisto in cerca di un pezzo di pane, vieni qui con noi che siamo piccoli, siamo tanti, siamo milioni, siamo i ragazzi di strada, minori abbandonati di questa America Latina. Ti aspettiamo!"


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