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Direttore: Don Angelo Vigano'


Dicembre 2002

Lettera del Direttore

Ai lettori

Caro Natale

Non vi è paese del mondo ove non si ricordi con particolare significato il Natale. Il tempo che precede il Natale, l’Avvento, è il tempo nel quale ogni cristiano si impegna ad una revisione del proprio stile di vita. Pur nella superficialità di tante manifestazioni del nostro tempo, il Natale sembra portare una commozione nuova che richiama all’amore e alla gioia, alla preghiera e alla pace. C’è bisogno di essere perdonati, di ricominciare a vivere meglio, di riscoprire il bisogno di essere noi stessi. L’amore che emana dalla grotta di Betlemme è sempre lo stesso da duemila anni: non segue le regole delle mode e dei mass media, non è l’amore dell’egoismo umano, bensì l’amore che nasce da Dio che si fa Bambino per darci un insegnamento che non cambia con le stagioni. Natale è la festa della bontà per eccellenza; una bontà rivolta anzitutto a Dio e poi a noi e agli altri, in particolare ai più deboli e bisognosi.

Caro Anno Vecchio,
 
“Scrivo a te, che ormai già tutti mettono in archivio, ma non al tuo successore, perché mi dà fastidio la mania diffusa di salire sul carro del vincitore e il vincitore è l’anno nuovo, il tuo successore”( così scriveva Claudio Sorgi). Dal primo Gennaio, sarà lui a dettare legge in capo a tutte le lettere, i giornali, i contratti...
Mi dispiace vederti morire solo e abbandonato, circondato dall’ingratitudine e dall’oblio. Forse un giorno gli storici ti chiameranno “cruciale” o “determinante”, ma come sarebbe meglio sentirsi dire ora qualcosa come “favoloso” o “indimenticabile”? Bene, te lo dico io. Per me sei indimenticabile! Non ti dimenticherò, nel bene e nel male perché tu sei una tappa della mia eternità.
Per questo ti ringrazio caro Anno Vecchio: tu mi hai condotto per mano verso la casa del Padre, sempre più vicina.”


L’anno sta volgendo al termine: perché non “rendere grazie” per tutto ciò che ci ha regalato?
Anche quando un anno è stato difficile, a ben riflettere, sono sempre molto più i benefici che le disgrazie.
Dunque, perché non ringraziare?
L’ingratitudine è una delle peggiori forme di cecità; l’ingratitudine è “durezza di cuore”.
A mezzanotte del 31 dicembre 2002 non sarà l’anno vecchio che muore, ma l’anno nuovo che nasce.
Prepariamoci a una nuova missione: il Cuore di Gesù è con noi.


                                                                 Il Direttore
                                                           Don Angelo Viganò

La Strenna che il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chavez, rivolge alla Famiglia Salesiana, sollecita ogni comunità ed ogni famiglia a costruire “la casa e la scuola della comunione”. Il testo è il seguente:
FACCIAMO DI OGNI FAMIGLIA E DI OGNI COMUNITA’ “LA CASA E LA SCUOLA DELLA COMUNIONE” (NMI, 43)



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