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Direttore: Don Angelo Vigano'


Gennaio 2000

Lettera del Direttore

Carissimi,

Il giubileo ci offre l'occasione per compiere un salto di qualità nel nostro modo di incontrare Dio. Possiamo superare un'idea vaga di Dio e sentirlo Padre e Figlio e Spirito. E questo ci aiuterà a migliorare la nostra vita poiché la qualità della vita non si misura solo dal punto di vista economico, o sanitario, o ecologico ma anche sotto il profilo dei valori più profondi che abitano in noi.

Ho appena finito di scrivere un libretto che risulterà prezioso e che si intitola: Santa Trinità: Padre, Figlio, Spirito. Molti cristiani sono indifferenti di fronte a Dio. n Giubileo è una occasione offerta a tutti per conoscere Dio e capire il senso della vita; il Giubileo deve toccarci il cuore; e questo avviene se scopriamo che Dio abita in noi.

Di quale Dio parliamo? La Trinità è comunità di amore: Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito. Forse siamo legati a una concezione della divinità che è lontana dal Dio di Gesù Cristo. Ognuno deve interrogarsi se ha mai incontrato Dio, il Dio vero, perché spesso, coloro che annunciano Dio fanno fatica a parlarne con sicurezza, a presentare una immagine di Lui che convinca e affascini.

Molti hanno una immagine di Dio misteriosa ed enigmatica, né comprensibile né amabile; parlano delle cose sacre di Dio, dei sacramenti, della Messa, spiegano la Parola di Dio e i suoi comandamenti, ricordano i "novissimi". . . ma non parlano di Lui, non amano incontrare la gente con Lui. Eppure di Dio e con Dio bisogna parlare: ne abbiamo un estremo bisogno. Alla domanda: "Quale Dio?" la religione ebraico-cristiana risponde: "Quel Dio che ha voluto rivelarsi all'uomo". Ma cosa Dio ci ha detto di se stesso?

"L'evento del grande Giubileo del 2000 sarà la riscoperta e glorificazione della Trinità Santa, che aiuterà i cristiani a rinvigorire la fede e a fronteggiare vittoriosamente le provocazioni dei tempi nuovi" (Tertio M. Adv. Giovanni Paolo II).

"La situazione sociale e culturale oggi ci presenta una religiosità senza nome e senza volto: un Dio vago e generico. Con la Trinità ci si trova davanti ad un elemento unico tra le grandi religioni monoteiste. Dio parla all'umanità, manda il Figlio che muore e consegna lo Spirito. Ecco allora il "salto di spiritualità", il maggiore tra i possibili salti di qualità. Questo atteggiamento spinge "all'amore fraterno". Il termine del secolo avrebbe dovuto purificare dalla guerra, invece ogni giorno assistiamo a nuovi conflitti. Ci vuole il coraggio - dice il Card. Tettamanzi di Genova - del perdono, diversamente gli sforzi per la giustizia o per il servizio sociale non raggiungono lo scopo. E' il cuore che deve cambiare, non ci si può chiudere in sé stessi".


Vostro Don Angelo Viganò


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