Sito dell'Associazione OPERA SALESIANA DEL SACRO
CUORE
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Direttore: Don Angelo Vigano'
Gennaio 2001
Lettera del Direttore
Ai
lettori
Che ne è oggi delle devozioni nella Chiesa? Il Concilio le ha
difese e raccomandate, ma ha chiesto che si armonizzassero con la liturgia (SC
12-13). Un progetto culturale orientato in senso cristiano non può ignorare le
devozioni popolari e in particolare la devozione al Cuore di Gesù e alla
Madonna, perché esse offrono concretezza storica allafede cristiana. La
devozione al Sacro Cuore deve configurarsi sulla persona di Cristo più che in un
insieme di pratiche religiose e di esercizi di pietà. Il Vangelo che rivela
Gesù, va conosciuto e meditato con più attenzione perché il suo Cuore sia
compreso nella sua sorprendente verità.
Occorre quindi che la nostra
devozione acquisti un vivo impegno di ascolto della parola di Dio per avere, con
l'aiuto dello Spirito Santo, una conoscenza sempre più viva dell'Amore di Gesù.
Oggi forse la nostra devozione al Cuore di Cristo è andata restringendo il suo
orizzonte, concentrandosi di preferenza sul cuore fisico e sul mondo affettivo
del Salvatore; per molti devotiforse la teologia e la predicazione non hanno
sostenuto la devozione con contenuti più validi. Così la devozione al Sacro
Cuore ha pagato un tributo a una certa povertà di contenuti. Anche se ha saputo
infondere calore e cuore ai veri devoti tra cui possiamo elencare schiere di
santi, di fondatori, di laici cristiani, di consacrati.
Prendiamo
allora nota delle carenze presenti nelle forme attuali di devozione per mettervi
rimedio. L'aver ristretto i confini della devozione:
- al solo
cuorefisico di Gesù e al mondo affettivo;
- a una teologia piuttosto carente
di Bibbía (= di Parola di Dio);
- a una cristologia non abbastanza
trinitaria;
- a una dottrina della salvezza legata prevalentemente a
categorie giuridiche;
- a una vita cristiana centrata più sulle opere
ascetiche che sulla fede e sulla grazia;
- non aver preso in seria
considerazione l'istanza del progetto culturale cristiano.
Centro
del mistero cristiano e chiave dell'universo è Cristo.
Pio XII chiamava
la devozione al S. Cuore "una pratica degna di ogni stima, nella quale si
ritrova il rimedio ai mali che ai nostri tempi, informa più acuta e più estesa,
intaccano individui e nazioni. (Haurietis aquas)"
Paolo VI nel 1965
ha inviato a tutti i vescovi una lettera per ricordare il I centenario della
festa liturgica del Sacro Cuore. In essa diceva:
"Desideriamo che a
tutte le categorie di fedeli siano spiegati, nel modo più adatto e completo, i
profondi e reconditi fondamenti dottrinali che illustrano gli infiniti tesori di
carità del Sacro Cuore... "
Il culto del Sacro Cuore - lo diciamo con dolore
- si è in alcuni un po'affievolito.
Desideriamo che rifiorisca e sia da
tutti considerato come una forma nobilissima e degna di quella vera pietà che al
tempo nostro, specialmente per opera del Concilio Vaticano II, viene
insistentemente richiesta verso il Cristo Gesù, Re e centro di tutti i cuori...
(Paolo VI)
"La rivelazione dell'amore e della misericordia ha nella
storia dell'uomo unaforma e un nome: si chiama Gesù Cristo" dice Giovanni Paolo
II (Redemptoris hominis)
Noi cristiani 'facciamo esperienza di Dio
solo in perfetta conformità al modo in cui Lui (Gesù Cristo) ci si è dato a
conoscere" (H. U. Von Balthasar). Per un ricupero della devozione al Sacro Cuore
di Gesù dobbiamo quindi portare di più la nostra attenzione sulla persona di
Cristo e diventare noi stessi "memoria di Cristo". E' un invito a riflettere.
Il Direttore
Don Angelo Viganò
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