Sito dell'Associazione OPERA SALESIANA DEL SACRO
CUORE
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Direttore: Don Angelo Vigano'
Gennaio 1999
Lettera del Direttore
Carissimi,
Il 31 Gennaio è la festa di Don Bosco: santo dei
giovani, santo per gli educatori. Le due categorie non si contrappongono, ma si
integrano: Il 25 agosto 1998 a Borgo Tossignano (Imola), per iniziativa dei
numerosi ex allievi salesiani è stata inaugurata una piazza intitolata a Don
Bosco, un fiore all'occhiello per l'urbanistica locale.
Per celebrare
l'avvenimento è intervenuto anche il Vescovo, Mons. G. Fabiani, che ha officiato
una messa nella parrocchia e subito dopo la piazza diventava per la circostanza
teatro per l'applauditissima esibizione degli sbandieratori e per una serie di
curiosi balli tipici, che hanno coinvolto il pubblico.
Sicuramente si
presterà anche per tante altre manifestazioni giovanili e popolari come
piacevano a Don Bosco.
La scelta del Sindaco e del Consiglio è stata
quanto mai felice perché il problema "gioventù" ha bisogno di gesti concreti che
aiutino a superare le difficoltà del nostro tempo; proporre a modello una
persona intelligente, ottimista, serena, attenta a Dio, alla società e ai
giovani; una persona che vive tra i giovani dimostrando che essi sanno
recuperare entusiasmo e speranza. L'insegnamento di Don Bosco va capito,
apprezzato, accettato: "Bisogna amare i giovani e stare con loro", certo vanno
anche corretti ma trattandoli con amore; amorevolezza e serenità conquistano i
cuori.
Genitori, insegnanti, pastori d'anime ne hanno bisogno per
conquistare la propria fiducia senza della quale non si costruiscono buoni
rapporti. Ci vuole amorevolezza, serenità, ottimismo, ma anche coerenza di vita
ed energia nel non cedere a forme distorte di consumismo.
Don Bosco
teneva particolarmente a una cosa che sta diventando difficile per tutti gli
educatori di oggi: la religione. Con questa parola Don Bosco intendeva tante
realtà. I giovani di oggi sono deboli nella fede, molti appaiono agnostici,
addirittura hanno perso la relazione con il trascendente. Ciò spesso è dovuto
all'atteggiamento poco religioso dei genitori e alla loro indifferenza nei
riguardi della Chiesa, della fede, dell'esistenza di Dio.
Don Bosco, nel
vedere i giovani assenti o lontani dalla religione, cioè dall'amore di Dio,
dalla sequela di Cristo, dallo schierarsi col Papa, dal pensare alle missioni,
si sarebbe proposto di:
· aiutare ogni giovane, a mettere Dio al primo
posto nella vita, a fare progetti grandi, a sviluppare una coscienza morale
civica e familiare chiara, a dare importanza al tempo, allo studio e al lavoro,
a dare spazio nella giornata alla preghiera;
· non lasciarsi dominare da
strutture etiche permissive; animare la riconoscenza che si deve a chi ci ha
preceduto e la bellezza del diventare utili e capaci a far qualcosa per gli
altri, in parrocchia e nella scuola, nella società;
· adoperarsi per i
giovani in difficoltà facendosi aiutare dagli adulti (di varie categorie) e dai
giovani stessi (un volontariato che diventa vocazione). Quante vocazioni ha
suscitato Don Bosco per la Chiesa!
· realizzare una scuola più adatta
alla crescita dei giovani, una scuola, che non faccia loro perdere tempo e non
li costringa a dilazionare le scelte.
Caro Don Bosco, dà anche a noi
il coraggio di invertire la rotta educativa e di investire risorse per il bene
dei giovani.
Vostro Don Angelo Viganò
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