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Direttore: Don Angelo Vigano'


Maggio 2001

Lettera del Direttore

Ai lettori

"Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). Questa certezza ha accompagnato la Chiesa per due millenni, ed è stata ora ravvivata nei nostri cuori dalla celebrazione del Giubileo. Da essa dobbiamo attingere un rinnovato slancio nella vita cristiana. Di fronte alle grandi sfide del nostro tempo non ci sono formule magiche. Non una formula ci salverà, ma la Persona di Cristo che dice: "Io sono con voi".
Lui ci infonde certezza.

Il programma - dice il Papa - è quello che troviamo nel Vangelo e nella Tradizione: è Cristo da conoscere, da amare, da imitare. E' necessario tuttavia tradurlo in orientamenti pastorali adatti a ciascuna comunità e famiglia.
Mantenere fisso lo sguardo su Cristo, affingendo dal suo Cuore abbondanza di grazia, sull'esempío degli intrepidi servitori della Chiesa che lungo i secoli hanno reso gloria a Dio con esercizio eroico delle virtù e fedeltà al Vangelo. Questa è la consegna che il Papa ha affidato ai nuovi Cardinali, ma vale per tutti noi: delineare con fiducia le tappe del cammino futuro, sintonizzare le scelte di ciascuna Comunità con quelle della Chiesa".


Se questa entusiasmante opera di ripresa pastorale investirà le diocesi, le parrocchie, gli ordini religiosi e le famiglie, tutta la Chiesa avvertirà la forza di questa presenza e tutti godremo nel ripartire dall'Amore di Cristo, raffigurato nel suo Cuore. Tale amore viene arricchito da pittori con altri segni: la croce, la corona di spine, lafiamma.

La via della croce accetta la "debolezza dell'amore"; non è solo la via del Figlio dell'uomo che muore per noi; è anche la via della fiducia nella libertà. Il Cristo non è venuto per imporre a noi il suo messaggio con una schiera di angeli. Anche se egli è Figlio di Dio e il suo discorso è talmente importante per ogni uomo che addirittura è su di esso che verrà giudicata la storia. Eppure, nonostante questo, Gesù non l'ha imposto, ma solo proposto, l'ha affidato al rischio della libertà dell'uomo, anche al rischio del rifiuto.

Il mondo si aspettava un Dio che imponesse a tutti il proprio messaggio e invece Dio ha proposto l'amore di un uomo accettandone fino in fondo la debolezza. Ha parlato di amore, ha percorso la via dell'amore, non ha preteso di imporre l'amore, in definitiva Gesù ha superato il giudizio degli uomini che dicono: si deve rispondere all'amore con l'amore, ma alla violenza con la violenza.

Gesù invece afferma: l'amore sempre. Gesù rifiuta la violenza, la sostituisce con la forza dell'amore.

Per questo è importante ed attuale la devozione al Cuore di Gesù.


Il Direttore
Don Angeo Viganò e collaboratori


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