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Direttore: Don Angelo Vigano'


Giugno 1998

Lettera del Direttore

lettere del Direttore Carissimi,

in questo mese di Giugno desideriamo invocare, lo Spirito Santo nell'anno in preparazione al Giubileo del Duemila.
Imploriamo il Datore di doni, lo Spirito creatore, il Signore della vita che accompagna le vicende umane verso la salvezza, compresa la nostra e quella della nostra famiglia e comunità.

Lo Spirito è l'agente principale dei nostri progetti, ci anima nell'intimo! ci consola, ci dimostra con quale amore si può amare imitando Cristo che offrì se stesso fino alla croce.

La Chiesa, nella Messa, prima della consacrazione, implora: "Ora ti preghiamo umilmente, manda o Padre il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo".
Con la potenza dello Spirito di Dio il sacerdote può cambiare il pane nel corpo e il vino nel sangue di Cristo, può perdonare i peccati. Il Vescovo può fare di un uomo un sacerdote.

Lo Spirito ammaestra, testimonia, mette sotto accusa, guida, annuncia, sostiene, conforta. Innumerevoli sono le testimonianze dello Spirito: opera nei sette discepoli scelti per le attività caritative (cf At 6,1-7); conforta Stefano nella sua predicazione e nella lapidazione (cf At 7,54ss); accompagna Filippo nel colloquio con il funzionario etiope (cfAt 8,26-40);fa di Saulo, persecutore sulla via di Damasco, un apostolo convinto (=Paolo): «Fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo» (At 9,17); ordina a Pietro di recarsi dal centurione romano Cornelio a proclamare la salvezza (cfAt 10,17-43); suggerisce alla Chiesa di Antiochia di riservare Paolo e Barnaba per una missione speciale (At 13,2); interviene nelle decisioni della Chiesa nascente (=problema della circoncisione) (cf At 15,28s); incoraggia l'attività di Paolo (cfAt 22,1ss); a Efeso, «non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, scese su di low lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano» (At 19).

Con la potenza dello Spirito, Dio penetra sempre più nella vicenda umana trasformando l'interno dei cuori; rende il cristiano figlio di Dio cioè riconoscibile come imitatore di Dio; e rende la Chiesa capace di camminare insieme verso il Padre e Figlio ed entrare così in contatto con la Trinità, perché lo Spirito ha avuto il Compito di insegnare ai discepoli ogni cosa. (Cf. Gv 14,26)

A Lui che è Amore infinito, respiro della nostra vita, anche noi chiediamo di suscitare tra noi amore, perdono, benevolenza, carità, e di preparare i nostri cuori e le nostre famiglie, le nostre comunità a entrare nel prossimo millennio da veri seguaci di Cristo.


Vostro Don Angelo Viganò  


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