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Direttore: Don Angelo Vigano'


Maggio 2000

Lettera del Direttore

Carissimi,

Nel mese di Maria vorremmo scoprire la misteriosa grandezza di Dio Trinità come è capitato a Lei.

Quando Maria si rivolge a Dio Padre fa sentire la misteriosa grandezza e bontà di Dio, Lui Creatore, Lei piccola creatura; Lui datore di ogni bene e Lei preservata dal peccato; Lui origine della vita divina e Lei umile serva disposta a ogni iniziativa di Dio.

Quando Maria si rivolge al Figlio Gesù, gli parla come vera madre, modesta e coraggiosa: "Perché ci hai abbandonati?"(Lc 3,48) "Non hanno più vino" (Gv 2,3).

Quando Maria si rivolge allo Spirito Santo si lascia formare facendosi obbediente nella Incarnazione, a Betlemme, sul Calvario e nel Cenacolo e divenendo eloquente nel "magnificat" e servizievole con Elisabetta.

Maria ci insegna a vivere con la Trinità; ci spiega l'amore di Dio, ci indica la strada dei rapporti trinitari, ci aiuta a incontrare la Trinità in un abbraccio indissolubile. Maria può esserci modello, poiché è in grado di sviluppare in noi le qualità che più si addicono a coloro che vogliono vivere trinitariamente: pazienza, perseveranza, povertà, distacco dalle nostre ricchezze anche spirituali, silenzio, temperanza, purezza, mansuetudine, amore.

In maggio sbocciano i fíori più belli, le gemme preannunciano i frutti dell'estate. Maria rappresenta bene la primavera della Chiesa. n Concilio Vaticano II afferma che il culto della Beata Vergine "differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato come al Padre e allo Spirito Santo, e particolarmente lo promuove".

Così la Costituzione Lumen Gentium (66) ribadisce le caratteristiche del culto mariano nel rapporto con la Trinità. La venerazione dei fedeli verso Maria pur superiore al culto rivolto agli altri santi, è tuttavia inferiore al culto di adorazione riservato a Dio, dal quale differisce essenzialmente. Con il termine "adorazione" viene indicata la forma di culto che l'uomo rende a Dio, riconoscendolo Creatore e Signore dell'universo.

Illuminato dalla divina rivelazione, il cristiano adora il Padre "in spirito e verità" (Gv 4,23); adora il Cristo Verbo incarnato, esclamando con l'apostolo Tommaso: "mio Signore e mio Dio" (Gv. 20,28); nel medesimo atto di adorazione include lo Spirito Santo, "che con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato ". L'amore che i credenti nutrono per Maria differisce da quello che essi rendono a Dio: mentre i! Signore va amato sopra ogni cosa con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente (cf Mt. 32,37), il sentimento che unisce i cristiani alla Vergine ripropone sul piano spirituale l'affetto che i figli nutrono verso la madre.


Vostro Don Angelo Viganò


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