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Direttore: Don Angelo Vigano'


Marzo 1999

Lettera del Direttore

Carissimi,

Noi cristiani desideriamo conoscere più chiaramente il volto di Dio; convinti che il nostro Dio è il Padre di Gesù Cristo, vogliamo parlargli e pregarlo come figli: ma in che modo?

Conviene evitare il ricorso generico al nome di "Dio": meglio parlare di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo. Conviene non soffermarsi su un'immagine vaga di Dio: il Padre è all'origine della vita trinitaria, e dall'eternità il Figlio e lo Spirito Santo procedono dal Padre, sono rivolti verso il Padre e vivono in comunione con il Padre.

Conviene prendere coscienza di questa realtà, che porta subito a chiedersi fino a che punto noi cristiani, quando preghiamo, riconosciamo la centralità del Padre.

Purtroppo la stragrande maggioranza dei fedeli non avverte se non confusamente questo dato di fede, e solo di rado rivolge avvertitamente la preghiera al Padre di Gesù Cristo.

Anche noi parliamo di Dio in modo generico riferendoci ora a Gesù Cristo, ora al Padre; quando recitiamo il "Padre nostro", raramente avvertiamo che il destinatario di questa preghiera è il Padre di Gesù Cristo, e stentiamo a sentir}9 "Abbà", Padre suo.

Per rimediare a questa disattenzione occorre fare una più profonda esperienza del Padre, usare con affetto il nome "Padre" nel pregare Dio, imparare a dialogare con questo Padre così amorevole, e fare come Gesù che si rivolgeva a Lui come "Abbà".

Allora la nostra preghiera e la stessa vita assumerà una struttura trinitaria più evidente e vivace, perché con la bontà del Padre coglieremo in modo più avvertito il valore della mediazione di Gesù e l'urgenza dell'aiuto potente dello Spirito.

Quando tu insegni il catechismo a tuo figlio o nipote che in tenera età si apre delicatamente al lieto annuncio, puoi dirgli: "Carissimo, esulta di gioia; la tua vita viene da Dio; sei figlio di Dio; Dio stesso con immenso amore ti ha pensato, ti ha desiderato, ti ha voluto.

E' Dio che, quando esisteva solo Lui, con ineffabile amore di predilezione ti ha chiamato alla vita, creandoti a sua stessa immagine e somiglianza, comunicandoti il suo essere, la sua vita, la sua intelligenza, il suo amore.

Dio è il tuo Abbà-Papà (Mc 14,33; Rm 8,15); alla tua nascita ha desiderato diventare tuo Padre in grado assai più profondo, donandoti nel Battesimo la vita divina: dobbiamo cercare di conoscerlo, amarlo e servirlo sempre.

Ma noi, che immagine abbiamo di Dio? Quali sentimenti suscita in noi? Lo chiamiamo "Padre " ?

La maggior parte dei cristiani ha appreso solo il volto e la figura del Figlio. La loro religione si ferma a Gesù. Rimangono lungo la strada che lui addita ("Io sono la Via") invece di andare là dove egli conduce, alla casa del Padre.

Questo anno di grazia ci faccia riscoprire la persona di Dio Padre.


Vostro Don Angelo Viganò


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