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Direttore: Don Angelo Vigano'


Settembre 2002

Lettera del Direttore

Ai lettori

Carissimi,

puntualmente a Settembre riaprono le scuole. La scuola ha un ruolo strategico per lo sviluppo della persona. La scuola è una delle più grandi risorse della società. E’ logico, dunque, dedicarle qualche riflessione. Oggi andare a scuola rischia di diventare una passerella.
· Via il vecchio grembiule! Trionfa la felpa con lo stemmino del college o la griffe di Armani o Benetton.
· Via la cartella sostituita dallo zainetto: targato e pagato a caro prezzo.
· Via il modesto diario, sostituito da agende di lusso.
· Per non parlare del telefonino...

Cosa può succedere nella mente di un ragazzo tutto preso dai mille acquisti, prima che arrivi il giorno fatidico dell’apertura della scuola? Penserà che basta “apparire” per “Essere”. E’ il look che mi fa scolaro perfetto! Impegno e intelligenza non conta-no. L’importante è avere gomme profumate, quaderni firmati, tempera matite super accessoriati...
Non si vuole tornare al passato, ma non è educativo trasformare il primo giorno di scuola in parata ferendo chi è in una brutta situazione economica. Una simile superficialità può far dimenticare ai nostri ragazzi che la cosa più importante della scuola non è l’attrezzatura, non sono neppure i maestri. Il segreto è dire: io voglio studiare, io devo studiare!

Altri grandi avvenimenti ecclesiali hanno richiamato la nostra at-tenzione sulla Chiesa-Mistero: la Giornata Mondiale della Gioventù con la presenza eroica del Papa e la visita a Guadalupe (Messico) con la canonizzazione dell’umile Juan Diego.
Non ci sfugga il valore del messaggio della Madonna nella pro-clamazione di Diego santo, che sembra destinato proprio al nostro tempo. La Vergine sapeva che solo con la tecnologia moderna si pote-va evidenziare il segreto racchiuso negli occhi di quella sua immagine, rimasta prodigiosamente impressa nella “tilma” di Juan Diego.
La presenza nello sguardo della Madonna di persone di razze di-verse (monito antirazzista), la “tilma” che, per gli atzechi, era più uno strumento di lavoro che un indumento vero e proprio, potrebbe essere un invito a servirci della tecnologia per diffondere la parola di Cristo.

                                                          
                                                            Il Direttore
                                                     Don Angelo Viganò

 



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