Sito dell'Associazione OPERA SALESIANA DEL SACRO
CUORE
Via Matteotti, 25 - 40129 Bologna
Tel. 051-367875 - Fax.
051-377486
email:
operasal@sacrocuore-bologna.it
Direttore: Don Angelo Vigano'
Settembre 1998
Lettera del Direttore
Carissimi,
vi sarete accorti che da mesi la Rivista "Sacro Cuore", illustra in
copertina la persona di Gesù con il linguaggio dei pittori, veri mistici della
umanità di Cristo.
Nei Vangeli non esistono che cenni indiretti della
fisionomia di Gesù, che viene riprodotto con immagini legate ai singoli episodi
del Vangelo o dovute all'influsso di teologi che condizionavano l'artista o si
adeguavano alle estetiche di scuole diverse.
Le prime rappresentazioni
nelle catacombe ritraggono Gesù come "Buon Pastore" o come Orfeo che ammansisce
le fiere. Nei sarcofagi romani come il "Maestro" con il rotolo dei Vangeli, nei
mosaici di Ravenna e nelle basiliche come il "Pantocratore".
Dopo il XII
secolo, per l'influsso della dottrina di S. Bernardo e per la spiritualità di S.
Francesco si preferisce mostrare la "dolcezza" in Gesù, anche se Crocifisso.
Più tardi brilla ancora la "soavità" spirituale del Beato Angelico e
l'interiorità profonda del Masaccio.
Poi con Michelangelo prevale la
presentazione dell"'umanità" di Cristo,forte e superiore o quella trasfigurata
di Raffaello oppure quella più umanizzata di Caravaggio; il Barocco immergerà la
figura in scenografie di gloria mentre l'Ottocento ne ignorerà spesso le
sembianze; l'arte contemporanea amerà spesso ritrovarsi più di frequente nei
quadri di galleria.
Ora, la riscoperta dell'icona bizantina e russa
sembra ridare spiritualità alla figura di Gesù di Nazaret e ridare voce alla
contemplazione dei pittori cristiani i quali sembrano attendere più spazio.
L'essenza spirituale dell'arte aiuterà a "salvare il mondo"
(Dostoevskij), mentre la povertà economica non ha impedito di fare cose belle.
La conversione di Francesco d'Assisi e di Teresa d'Avila sono iniziate davanti a
un'immagine di Cristo sofferente.
Anche l'immagine del Cuore di Cristo,
trafitto dalla lancia, il "Sacro Cuore" delle nostre chiese e case, ha portato a
molte conversioni; anzi, ad un movimento di spiritualità, di perdono, di
misericordia, di penitenza, che ha trasformato molti cuori, ha dato inizio a
numerose Congregazioni, ha portato alla costruzione di molti santuari, templi,
altari, e dato il titolo a molte parrocchie.
Il Volto di Cristo muove i
cuori; ma qual è il più bel Volto di Cristo che l'odierna tecnica dell'immagine
mette sotto gli occhi di tutti?
"A nostro giudizio - scrive Pietro Luzi
- il più bel Volto di Cristo è quello stampato sul lenzuolo della Sindone
proprio per la sua devastante bellezza.
Purtroppo, per il soggetto del
Cristo sofferente la gran parte dei pittori o si è limitata a ritrarre il volto
d'una bellezza senza croce, o ha tolto l'onore a un volto umiliato; nella
Sindone invece anche la morte ha splendore."
Anche ciascuno di noi, ha
l'occasione di guardare il Volto di Gesù, ma con gratitudine, come la madre a
cui Gesù ha risuscitato il figlio a Naim, come la donna curva guarita
dall'emorragia, come i tre discepoli sul Tabor o nel Getsemani.
Anche se
non siamo stati a Torino a vedere la Sindone, possiamo sempre vederla nelle
varie riproduzioni largamente diffuse e presenti anche nella nostra rivista.
L'importante è "contemplare" l'amore di Gesù per noi.
Vostro
Don Angelo Viganò
Copyright © 2002 Opera Sacro Cuore di Bologna