Dalle lettere
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"Salire all'altezza di Dio"
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Le due lettere scritte al figlio Francesco in Inghilterra sono una dell'aprile 1954 in occasione del compleanno; l'altra di luglio, alla vigilia dell'ordinazione sacerdotale. Ecco la prima: " Caro Francesco. Sento che sei un po' preoccupato della responsabilità tremenda del sacerdote; hai ragione, ma nel medesimo tempo non devi perdere la fiducia in Dio. Pensa solo questo: chi è degno di essere sacerdote? Nessuno, e allora? Percbé Dio ha permesso che un uomo salisse all'altezza di Dio? Segno è che non è impossibile; Iddio ha pregato il Padre celeste per i sacerdoti e la sua preghiera è stata certamente esaudita, è stata accettata dal suo divin Padre, e allora avanti con coraggio. Piuttosto stai ben attento a non lasciarti lusingare dal demonio, perché in questo tempo vicino al sacerdozio adopererà le armi più potenti per farti cadere nel baratro del male. Quest'oggi sono andata al cimitero a trovare papà; sembrava che mi dicesse: 'Noi saremo più forti del demonio, e poi Francesco è quello che mi ha sempre aíutato, ti assicuro che lo aiuterò a superare qualunque ostacolo'. Per mio conto faccio tutto quello che posso e se il Signore volesse anche la mia vita per la tua santità, ben volentieri la darei con la sua grazia. A questo mondo tutto è vanità: cose, persone, lodi, gloria, salute; tutto passa, nulla resta, lo dice lo Spirito Santo; e allora noi tendiamo sempre a quello più necessario, cioè alla santità. Segui la Madonna, non devierai, se pensi a Lei non sbaglierai, sotto la sua guida non ti stancherai, con la sua benevolenza arriverai. Di' anche: Signore dammi la forza di essere a te unito nel dolore, unito a te nella rassegnazione, unito a te nella riparazione, unito a te nella salvezza delle anime. La misericordia di Dio può perdonare, ma solo l'amore può rinnovare il mondo. Amiamo il Signore: saremo felici, più lo ameremo più saremo felici. Continuerei, ma forse sei stanco; ad ogni modo, il Signore ha voluto che lo chiamassimo Padre nostro che sei nei cieli, e allora niente paura. Avevi paura te a presentarti davanti a papà pur facendolo tribolare un poco? Confidenza, confidenza, via tutti i dubbi percbé sono opera del demonio. Non pensarci per noi che stiamo bene; ringraziamolo di tutti i favori che ci dà e speriamo nel Signore. Adesso ho terminato; ti bo stancato un po', ma cosa vuoi, la mamma è sempre ispirata da Dio quando parla " (22-4-1954).
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"L'estasi di una mamma cristiana"
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Questa seconda lettera della Mamma è scritta a Francesco, ma intende indirizzarla anche a don Egidio e a don Angelo: " Carissimo Francesco, avrei dovuto scrivere una lettera anche a Egidio e Angelo in occasione della loro prima messa, ma questo ho voluto riservarlo a te che sei l'ultimo, però intendo che sia indirizzata anche a Egidio e Angelo. Ho assistito all'ordinazione solo di Angelo ed ora esprimo tutto quello che ho provato. Quando si vuol parlare della gioia del cielo non si deve dire altro: è la gioia dí una mamma che vede Dio scendere alla voce del suo figlio. Angelo alla consacrazione era là, la sua figura, i movimenti gravi tutto lo rendevano maestoso. Io ero vicina all'altare, non mi muovevo, i miei sensi sembravano sospesi, l'estasi di una mamma cristiana. Dicevo solo: Grazie, o Dio, grazie! Quel sacerdote era mio, la sua anima era stata illuminata dalla mia; ora non è più mio ma soltanto vostro, conservatelo e preservatelo dalla più piccola ombra del male, è il sale della terra, impedite che si corrompa. Quale momento! Mio Dio vi amo, e l'amo; è il vostro sacerdote, è il mio figlio. Ho pregato? Non so proprio: una pace fino allora non provata mai e sono scoppiata a piangere, piangere d'amore e di riconoscenza. Papà, Dina, con tutti gli altri angioletti del cielo vi guardano e vi dicono: avanti con coraggio, non temete di nulla, dopo aver adempiuto il vostro apostolato santamente verrete con noi, e sarete felici per tutta l'eternità. In questi giorni andrò di frequente al cimitero a parlare a papà e gli dirò: anche il tuo Francesco è sacerdote, aiutalo, come ti aiutava lui a innaffiare l'orto. Desidero che questa mia sia trascritta e mandata ad Egidio. Vorrei dirvi tante e tante altre cose che il cuore mi detta, ora però faccio un po' fatica a scriverle. Ed in questa occasione sento il dovere di domandarvi perdono, se alle volte fossi stata di mal esempio, e in tutto quello che ho mancato. Supplite voi per me. Caro Francesco, ti faccio tanti auguri di ogni bene. Qui tutti pregano per il tuo sacerdozio. C'è tanto bisogno di pregare. Ho avuto giorni belli nella mia vita ma questo è stato il più bello, perché i pensieri della terra non vi hanno avuto minima parte. Le lacrime cadono su questo foglio, sono lacrime di gioia. Le vostre mani quando eravate piccolini che baciavo, ora sono consacrate, le vostre dita toccano Dio: quell'intelligenza si è ingigantita ed ha sorpassato la mia con lo studio e con la grazia, ed ora eccola consacrata! Quei cuori che non hanno voluto avvicinare che il cuore di papà e di mamma, che hanno tremato dinanzi a contatti terreni, eccoli consacrati! 0 figli miei, questo tesoro sarà una riserva contro la vita, ma nel secreto del sacerdote quando Dio metterà sul vostro cammino un'anima smarrita tremante e perduta come saprà trovare le parole che sollevano e fanno confidare nella bontà divina! Sì, sì farete tanto bene miei cari figli, me lo assicura il Cuore di Gesù e Maria SS.! Ed io sono contenta di essere la mamma di tre sacerdoti. Ho sentito questo nelle conferenze: la mediocrità nel sacerdote non ci deve essere, perché se il sacerdote sarà buono la popolazione sarà cattiva; se sarà santo la popolazione sarà buona, per questo, se Dio volesse la mia vita, ben volentieri farei il sacrificio " (7-7-1954). (Nell'originale sono visibili le macchie lasciate dalle lacrime).
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"Una predilezione così incredibile"
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Anche i figli scrivono alla Mamma, la quale legge, rilegge, conserva le lettere. Questa è di don Egidio, inviata dal Cile in occasione della prima Messa di don Francesco. " Cara Mamma, sto pensando alla ordinazione di Francesco. Credo che quest'oggi siamo stati uniti nello stesso affetto e nella stessa preghiera. Si vede proprio la mano che muove gli avvenimenti umani con delicatissimo amore e grande predilezione per la nostra famiglia. Non c'è che da ringraziarlo! Tutti e tre i fratelli siamo ín eterno sacerdoti di Gesù, sbocciati in un focolare preparato dal Signore con cura e prodigalità. Percbé questa predilezione? Perché la guerra non ci ha sfracellati e la vita non ci ha mutuamente allontanati e amareggiati come tante altre famiglie? C'è una sola risposta: la bontà ineffabile di Dio. Il suo amore è imperscrutabile come la sua infinita grandezza. E non dipende proprio dai nostri meriti, anzi dobbiamo riconoscere che se avessimo corrisposto tutti con un po' più di generosità alle sue grazie la nostra famiglia sarebbe molto più santa di quello che è. Siamo una famiglia buona, cristiana, percbé Iddio ci ba amati, e saremmo ancora migliori se il sovrabbondante amore di Dio avesse trovato più corrispondenza in noi. In questi giorni di profonda gioia spirituale per tutti noi, mentre ammiriamo la magnificenza divina, bisogna pure che misuriamo la nostra generosità per non renderci indegni di una predilezione così incredibile. Carissimi, chiediamo che nella Prima Messa di Francesco sappiamo amare sempre più il Signore con la nostra vita vissuta e che la nostra Famiglia s'impegni unicamente, qui sulla terra, per le lotte e le conquiste del regno di Gesù. … Intanto anche tutti i Sondriesi dovranno pensare alla grandezza cristiana della nostra famiglia: non c'è da vantarsene ma solo da ammirare la fecondità di una fede accettata praticamente, anche con sacrificio " (Santiago, 18-7-1954). [...]
14. Dalle lettere ai figli
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"Parola dei genitori… parole di Vangelo"
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" Non guardare agli errori, guarda solo il cuore di chi scrive " (8-12-1939). " Avrai ricevuto una lettera, scritta un po' male; quando non si ha istruzione abbastanza, si mette e si fa dei gran errori; l'intenzione però è sempre per il bene dei figli " (15-6-1940). " Ragazzi miei, imitate il babbo nell'adempimento del dovere, della regola, come ha sempre fatto e fa il vostro caro papà nei doveri del proprio stato, e sarete perfetti " (8-10-1938). " La cara Dina diceva sul letto della agonia che le parole dei genitori erano parole di vangelo. Con più vai avanti con più comprenderai: da giovani si comprende poco… Ti abbiamo fatto un po' di predica così alla buona, e forse anche piena di errori, ma quando le buone parole vengono dai genitori, sono parole di Vangelo" (11-6-1939). " (Credi che) la tua mamma forse non ti ricorda? Sta tranquillo che è più facile di dimenticare se stessi che i propri figli " (5-9-1943). " Non ho tanto tempo disponibile (per scrivere), e poi quando gli anni passano i 60, anche la memoria diminuisce e ci si mette di più a scrivere, tanto più che lo studio (mio) è arrivato fino alla terza elementare. Però nel cuore bo sempre tante cose e tanti consigli, perché il cuore non inveccbia mai, anzi sembra che ringiovanisca " (2-11-1944). " Queste cose non ci sarebbe bisogno di dirle, ma cosa vuoi, una mamma non è mai contenta; le sembra sempre che i suoi figli non facciano tutto il loro dovere; in una parola si pensa sempre male; non dico che sarà proprio così, ma la nostra debolezza è troppa ". (26-3-1945). " Ti tengo sempre vicino al cuore " (21-9-1945). " Scusami se ti ho fatto una mezza predica unita a tanti errori, ma è così, sono piena di difetti io, ed è per questo che vorrei vedere i miei figli virtuosi e santi " (21-1-1946). " Quando scrivo metto ciò che il Signore mi detta, perciò ascolta non me ma il Signore " (18-10-1950).
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"Fede ci vuole, fede viva... !"
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" Se noi pensiamo con vera fede che tutte le mattine entra Dio nel nostro cuore, e ogni volta che andiamo in Chiesa stiamo proprio lì davanti a Lui, è impossibile non adempiere scrupolosamente i nostri doveri, e ottenere le forze per vincere " (7-9-1938). " L'uomo veramente di fede non si sgomenta mai in qualunque evento della vita, e un sacerdote che deve essere maestro delle anime si sgomenterà? Sono sicura di no " (29-1-1957). " Però mi viene anche una gran fiducia: se Iddio ha voluto scegliere degli uomini figli di peccatori (e ancb'essi non esenti da peccato) gli darà tanta forza da affrontare tutto ". " Fede ci vuole, fede viva! Alle volte il Signore ci lascia un po' soli, noi invece dobbiamo corrergli dietro, e se occorre, essere seccanti fino che ci concede le grazie per poter proseguire nella vita spirituale di bene in meglio, salire sempre non contentandoci dell'ultimo posto in paradiso " (19-1-1947). " Ti raccomando coraggio e confidenza: se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? " (29-1-1957). " Il Signore vuole che abbiamo fiducia in Lui " (15-2-1958).
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"Quello che Dio vuole non è mai troppo"
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" Quando si ha sempre fisso nella mente e nel cuore la volontà di Dio, siamo sicuri della nostra perfezione (11-6-1939). " La parola che dice sempre papà te la ricordi? Quel che Dio vôr l'è mai tropp ". " Facciamo la volontà di Dio ". " Come Dio vuole ". [...]
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