la 2° guerra mondiale (1939-1945)
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La partenza di Egidio per il Cile
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In questa oscura vigilia di guerra, perviene a Egidio, ora chierico salesiano, l'invito a partire per le missioni. Di solito parte chi fa domanda; ma a chiedere è stato il chierico Piero Viganò, non lui. Il superiore salesiano, don Pietro Berruti, una volta chiarito l'equivoco, insiste amabilmente per questa partenza, e chiede se i genitori si sarebbero opposti. Egidio risponde: " Conosco la loro fede e sono certo che non metterebbero ostacoli ". Don Berruti allora destina Egidio al Cile. La Mamma commenta: " Diciamo: la vostra volontà o Signore sia pure la nostra, dateci la grazia di seguirla fino alla definitiva salvezza dell'anima nostra " (30-8-1939). " Egidio fa volentieri il sacrificio, perché príma di domandare a noi, aveva già detto di sì al Superiore generale, e questo ci ha fatto molto piacere, così sí vede la vera vocazione (malgrado il nostro dolore vederlo andare così lontano) quando si pensa che lo la per ubbidienza e che lo scopo è di servire il Signore, è fare la sua volontà anche quando il cuore sanguina; il resto lo farà il Signore " (30-8-1939). Dopo il distacco dal Papà a Sondrio, la sera del 2 dicembre 1939 Mamma Maria Enrichetta sul molo di Genova dà l'addio al figlio di 19 anni che parte per l'America Latina. Non dimenticherà più la pena di quella separazione, l'urlo prolungato e lamentoso delle sirene, il distaccarsi lento della nave "Rex" dal molo, l'offerta a Dio di tutte le sue sofferenze e la preghiera: "Venga il tuo regno " [...]
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Anche l'ultimo se ne va
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Dopo la partenza di Angelo, anche il figlio più giovane, Francesco, chiede in quei giorni di continuare gli studi, e quindi di allontanarsi da casa. E' l'ultimo di dieci figli, è il conforto di Papà e Mamma. Per essi questa partenza, sia pure solo temporanea, è davvero un grande sacrificio. Ma " senza sacrifici non c'è nulla di buono ", dice la Mamma, la quale scrive così ad Angelo: " Se puoi, scrivici…; dimmi tante cose, parlaci di Egidio. Noi godiamo nel leggere i vostri pensieri, le vostre parole, i vostri desideri; è l'unico conforto. Ora che anche Francesco va a Chiari restiamo qui un po' in solitudine: Francesco ci teneva in movimento, una la faceva e l'altra la pensava, io sgridando, il papà mettendo in moto la cinta (= la cinghia); colla Maria come cani e gatti. Così si stava anche allegri " (30-81939). Quando nel 1943 Francesco parte per il Noviziato e lascia la casa, a distacco avvenuto, essa commenta: " La partenza di Francesco ci ha fatto fare la volontà di Dio per la quarta volta; certo cbe questa è stata più dura delle altre perché era l'ultimo nostro conforto come si è dimostrato in questi ultimi due anni di vacanza con noi; anche lui era molto spiacente, si capiva cbe voleva sentire una nostra parola, cioè se eravamo contenti a lasciarlo andare, altrimenti si sarebbe fermato a casa. Allora io e papà, senza fargli capire il nostro dolore, gli abbiamo detto che eravamo contentissimi: basta che seguiva la strada che Dio si è degnato di tracciare. Ora siamo contenti perché al suo posto abbiamo Gesù Cristo, come ba detto S. Giovanni Bosco " (27-7-1943). Riconferma questa convinzione in una lettera a Francesco: " Quello che ti raccomandiamo di più è di stare allegro; non pensarci a nulla per noi, pensa solo a formarti bene, sei nella casa di Dio. Noi in casa abbiamo Gesù Cristo al tuo posto, non solo, ma anche al posto di Egidio, Angelo e Dina; vedi come siamo fortunati? " (28-8-1943). E in occasione della vestizione gli raccomanda: " Adesso hai messo l'abito clericale, cerca di corrispondere, scolpisci nella mente e nel cuore che non è l'abito che fa il monaco " (11-11-1943). Anche Papà, in uno dei rari scritti gli dice: "Caro Francesco, se tu sei contento, io ancora di più. Cerca di far bene e farti onore unito a Gesù. Ciao. Tuo Papà " (1944).
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Come "Mamma Margherita"
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Dopo il ritiro di Maria dal Cotonificio, la Mamma, che ha 58 anni, decide di cercare un lavoro per sé, perché il figlio Francesco possa continuare gli studi e perché anche Maria pensi a un titolo di studio utile a ottenere un impiego. Trova una occupazione al collegio salesiano e le pare di fare come " Mamma Margherita ", la madre di don Bosco. " Ti faccio sapere una bella cosa. Vado a lavorare dai Salesiani nella guardaroba; mi piace molto, mi sembra di essere vicina a voi, cari figli, e più ancora, lavoro con interesse come se fossi nella nostra famiglia " (6-1-1941). La vita di quegli anni di guerra è per tutti difficile e la gente del popolo affronta i sacrifici con grande coraggio e generosità. " Non ti scriviamo di frequente perché manca il tempo, lo sai già: al mattino mi alzo al massimo alle 5.30 per far in tempo alla Messa delle 6. C'è il latte da andare a prendere, bisogna correre per cbiamare la Maria per le 7 di recarsi anche lei alla Messa; intanto c'è la colazione; prima delle 8 bisogna girare e far coda per prendere qualche cosa da mangiare. Alle 8 e mezza al lavoro fino a mezzogiorno: dai Salesiani a casa nostra c'è un quarto d'ora o venti minuti, bisogna correre per preparare il pranzo. Alle due ancora al lavoro fino alle sette quando si ritorna a casa. Si ha volontà di riposare un poco, senza contare la pulizia alla casa e le galline " (8-3-1944). Intanto i figli avvertono che la preoccupazione costante della Mamma in mezzo ad avvenimenti così travolgenti è di non perdere dí vista Dio. Egidio scrive dal Cile al fratello: " Mi ha scritto anche mamma, e che lettera! Ne stralcio un pensiero che essa mi ha detto di tenere come testamento. "Hai detto bene che vuoi ricompensarmi con una vita sempre più perfetta di preghiere e di sacrifici, questo è quello che più desidero; e piuttosto che esser tu un prete tiepido e non santo, ofIrirei la mia vita a Dio, rinuncerei anche alla consolazione di vederti salire all'altare; Iddio mi darà la consolazione in Paradiso unita ai nostri cari sei angioletti". Proprio come Mamma Margherita. Meditiamo e cerchiamo noi d'essere come Don Bosco ", commenta Egidio (16-5-1939). [...]
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