Il miracolo di una vita
È il 19 aprile 2015 e si è appena conclusa la Giornata della Misericordia, organizzata dal Rinnovamento nello Spirito Santo a Seregno (MB). Tra i partecipanti a quell’intensa giornata di preghiera ci sono Angelica Tiraboschi, diciannovenne, e suo zio Luca. Mentre viaggiano in automobile verso casa, lo zio l’interpella: «Dov’è la gioia in tutto questo, nella tua malattia, nel tuo dolore quotidiano?». Da poco meno di un anno, infatti, Angelica è in cura per un tumore al seno. Luca rimane spiazzato quando la nipote risponde: «Sai, zio Luca, l’incontro con Gesù ha cambiato il mio lamento in danza», quindi replica: «Non riesco a essere gioioso pensando alla tua malattia». Angelica è di parere diverso: «No zio. Sorridi, sorridi sempre! C’è troppa gente che soffre. A chi è malato come me, bisogna dare speranza. Questa gente ha bisogno di sorriso, perché il vero miracolo è continuare ad amare la vita, nonostante le sofferenze, perché è sempre l’amore la chiave di ogni risurrezione. Solo allora capirai quanto è importante grazie a Dio per averti donato la vita… così come lui vuole… in ogni modo, circostanza, forma ed espressione».
UNA RAGAZZA DIRETTA E SINCERA
Angelica nasce a Treviglio, in provincia di Bergamo e diocesi di Milano, primogenita di Marcello Tiraboschi e Romina Palazzi, il 22 novembre 1995. Cresce circondata dall’affetto di una grande famiglia, che non le fa mancare neanche l’educazione alla fede. Vivace, sensibile, ma allo stesso tempo tenace, ricambia l’amore dei suoi cari con brevi pensieri, scritti in occasioni speciali come Battesimi o compleanni, ma anche in circostanze più quotidiane. Nel 2004 il fratellino Simone si aggiunge alla famiglia. Per lui Angelica è una vera sorella maggiore: lo aiuta in tutto, a cominciare dai compiti di scuola.
Con i compagni di classe, Angelica non tiene nascosta la sua fede, anzi, la difende con tenacia, ma senza offendere chi non la pensa come lei. Quando si verifica qualche litigio con loro, si fa avanti per portare la pace, rimanendo però salda nei suoi principi. Questo avviene sia alle scuole medie, sia quando passa alle superiori.
Frequentando il liceo Paolina Secco Suardo di Bergamo, Angelica trova un punto di riferimento nella sua insegnante d’inglese, Anna Maestroni, ma a sua volta lo diventa per le coetanee, attratte dal suo fascino particolare. Apparentemente è come loro: ama vestirsi e truccarsi con cura, uscire a divertirsi, ma non ha nessun vizio, nemmeno quello del fumo; non ha neppure un profilo Facebook, perché preferisce le relazioni faccia a faccia.
CONSAPEVOLE DI ESSERE NELLE MANI DI DIO
La relazione più importante nella sua vita, però, è quella con Dio. Frequenta con i familiari la parrocchia di San Michele Arcangelo a Pontirolo Nuovo, dov’è stata battezzata e ha ricevuto gli altri Sacramenti. Si accosta frequentemente alla Confessione sacramentale, per capire dove migliorarsi in ogni aspetto della vita quotidiana. Attraverso il Rosario, che prega sin da bambina, affida alla Madonna le richieste di preghiera che riceve; gli ammalati hanno un posto speciale.
Angelica vive la fede in maniera più consapevole aderendo al Rinnovamento nello Spirito Santo: frequenta il Gruppo Shalom, a Zorzone, frazione di Oltre il Colle, luogo d’origine di sua madre, dove torna per le vacanze e, quando possibile, nei fine settimana. Partecipa a ritiri e incontri di preghiera e, nel fine settimana del 2123 giugno 2013, riceve una nuova effusione dello Spirito Santo.
Quasi fino alla fine non manca agli incontri del Gruppo Shalom, mostrando un’energia che sorprende tutti i “fratelli” della comunità. Nell’ultimo incontro a cui partecipa, eleva una lode a Dio parafrasando il profeta Isaia: «Ti benedico, Signore, perché mi hai disegnata sul palmo della tua mano».
OLTRE IL LIMITE DELLA MALATTIA
Verso la fine dell’ultimo anno di liceo, mentre sta già pensando a quale strada intraprendere dopo gli studi, Angelica confida all’amica Alessandra di sentire come una biglia nel seno destro. Mentre partecipa al Centro ricreativo estivo nella parrocchia di Canonica d’Adda come animatrice, un bambino le corre incontro per abbracciarla: proprio in quel momento, sente una fitta proprio dove c’è quella “biglia”. Dato che il dolore persiste, si sottopone ad accertamenti: il 18 luglio 2014 le viene diagnosticato un carcinoma infiltrante di grado g3.
Tutti i familiari rimangono sconvolti, mentre Angelica cerca di consolare i suoi, tanto più che la guarigione rimane ancora una possibilità: «Papà, è la volontà di Cristo, non preoccupati: la croce la porto io. Ma quando sono stanca, te la do per un po’. E poi la riprendo». Inizialmente sembra rispondere bene alle terapie, tanto che il tumore risulta riassorbito. Non riferisce quasi a nessuno della malattia, se non a poche amiche.
Il 4 febbraio 2015, in seguito a un nuovo controllo, apprende di avere un altro tumore, stavolta nel seno sinistro. Si sottopone quindi a un’operazione il 16 febbraio, all’Istituto Europeo Oncologico (IEO) di Milano, per rimuovere almeno in parte il tumore, ma l’esito non è dei migliori. Quando i medici glielo comunicano, lei riecheggia il Salmo 118, quindi dichiara: «Voi avete fatto tutto quello che potevate. Vi ringrazio di cuore. Ora avete raggiunto il limite delle vostre possibilità. Anche a voi è stato dato un confine che non potete superare. Il resto lo può fare solo il Signore. Andare oltre il limite spetta solo a lui». In quella nuova prova, Angelica è spesso sfiduciata e ha bisogno di essere incoraggiata da chi le vuole davvero bene. Il 30 giugno 2015 scrive a una compagna di classe, in occasione del compleanno, citando le parole di «Ci sei sempre stata», canzone di Luciano Ligabue, tra i cantanti che predilige, e continuando: «E ci sei anche adesso; per questo penso che spesso gli amici tu non li scelga. Arrivano un giorno e salgono sul treno della tua vita senza un perché (nel tuo caso il perché c’è, visto che sei un po’ come il mio angelo custode in molti momenti)».
«L’AMORE È LA CHIAVE DI OGNI RISURREZIONE»
Nel mese di agosto Angelica sta tanto bene da poter tornare a Zorzone per le vacanze. Inizia anche ad attuare i suoi progetti per il futuro: il 18 tiene un colloquio di lavoro per essere assunta come cassiera in un supermercato a Canonica d’Adda, per il quale firmerà il contratto il 26, mentre il 20, accompagnata da alcune amiche, s’iscrive al corso per igienisti dentali all’Università Bicocca di Milano.
Il 24 si sveglia con un forte mal di testa, ma pochi giorni prima la Pet ha riscontrato che non c’è traccia del tumore; nonostante questo, da qualche giorno ha strani arrossamenti sul corpo. Tre giorni dopo, una nuova Pet riscontra che il tumore è arrivato alle meningi. A causa di quella quarta ricaduta, Angelica si sente più fragile che mai; non per questo vuole essere di peso ai suoi familiari, schiantati dalla notizia quanto lei. Il 29 agosto 2015, mentre suo padre Marcello sta per firmare i documenti per chiedere il congedo parentale, viene avvisato per telefono che Angelica è in fin di vita. Corre allo IEO con la moglie e il fratello Luca, oltrepassa le infermiere e spalanca la porta: sua figlia è immobile, sul letto, con le braccia aperte, quasi in forma di croce; sul materasso c’è il suo Rosario. Nei giorni seguenti, i familiari sono inondati di messaggi, di visite, di considerazioni su Angelica. A tanti distribuiscono, in fotocopia, il testamento spirituale che lei ha scritto negli ultimi giorni, nel quale invita: «Il vero miracolo è continuare ad amare la vita nonostante le sofferenze, perché è sempre l’amore la chiave di ogni risurrezione!!!».
Dopo i primi accenni nella cronaca locale, la sua esperienza diventa un libro e una canzone e ispira molti, giovani e meno giovani. Il 21 novembre 2019 l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, durante la visita pastorale al Decanato di Treviglio, sosta in preghiera sulla sua tomba, nel cimitero di Pontirolo Nuovo.
Nella postfazione di Vivere a colori, la sua biografia, Salvatore Martinez, al tempo Presidente Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, esprime un’opinione condivisa da sempre più persone: «Angelica ora sta al cospetto di Dio con le mani cariche di benedizioni, di promesse compiute, di offerte gradite. Immersa nella “lode celeste” prosegue l’esperienza terrena che le era cara. Canta con noi e per noi alla presenza dell’Agnello, quaggiù tante volte adorato con i fratelli e le sorelle del Gruppo Shalom di Zorzone. E ci invita a sollevare lo sguardo e a ripetere con i santi del cielo: “A colui che siede sul trono e all’Agnello lode e onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli” (Ap 5, 13b)».
Emilia Flocchini
Immagine di copertina: Angelica Tiraboschi – per gentile concessione della famiglia.




