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Il Santo del giorno

 

Marzo 2021

27 Gennaio

Nome: ANGELA

S.ta ANGELA MERICI
Vergine (1474-1540)

 

Nata a Desenzano sul Garda nel 1474, figlia di umili contadini, in un’epoca mondana e fastosa qual’era quella del 1400-‘500, condusse una vita semplice e frugale, dedicandosi ogni giorno alla lettura spirituale e alla preghiera. A soli 15 anni, rimase orfana di entrambi i genitori, cercò rifugio e sostegno nel Signore, affidandogli la sua esistenza, promettendogli di far qualcosa di bello e di grande per Lui e per il prossimo, specialmente per la gioventù. Cominciò con l’entrare nel Terz’Ordine France-scano. Sognò, come Francesco d’Assisi, di potersi recare un giorno in Terra Santa per pregare sui luoghi segnati dal passaggio terreno di Gesù. Partita da Desenzano e giunta in Palestina, fu colpita da improvvisa cecità. Non poté veder nulla e anche sul sepolcro di Cristo, dovette accontentarsi di contemplare solo con gli occhi della fede. Le apparve allora all’improvviso una scala che partiva dalla terra e toccava il cielo, sopra la quale camminava una schiera di fanciulle. Angela ritenne che Dio la chiamasse a dedicare la sua vita alle ragazze che in quel tempo non potevano avere la necessaria educazione, non essendoci scuole né istituti femminili.
Tornò in patria e, recuperata miracolosamente la vista, nel 1535 fondò a Brescia la Congregazione di S. Orsola, con il compito di formare cristianamente le future madri di famiglia, aprendole alla fede e alla vita cristiana e attente alle necessità del loro tempo. Precorrendo gli “istituti secolari” (che saranno riconosciuti dal Papa Pio XII con la Lettera “Provvida Mater Ecclesia” del 2 febbraio 1947), Angela volle che le sue religiose vivessero “nel mondo ma non del mondo”, e che la sua regola fosse disponibile ad adattamenti necessari a tempi e luoghi.. Angela andò incontro a Dio nel 1540 e fu canonizzata da Papa Pio VII nel 1807. Oggi, ci sono ben 24 rami di “Orsoline” dedite a diversi apostolati nella Chiesa.

27 Gennaio

Nome: CANDIDA

S.ta CANDIDA
Vedova (†798 circa)

 

Madre di Sant’Emerio, il fondatore dell’abbazia di Santo Stefano di Bañolas; morì reclusa vicino al monastero, nella diocesi spagnola di Gerona. Secondo un’antica Vita anonima Emerio sarebbe nato da nobili genitori di Narbona, Bladivio (o Bandilone) e Candida, a cui venne annunziato da un angelo quel bimbo dopo molti anni di sterilità. Emerio iniziò la vita militare al seguito del re Carlo (Carlomagno, o forse Carlo Martello) in una spedizione contro i musulmani, operando continuamente miracoli. Entrato insieme coll’esercito nella Catalogna e arrivato al paese di Bañolas, nella diocesi di Gerona, decise di separarsi dal re e dal suo esercito per dedicarsi soltanto alla vita spirituale.
A tale scopo Emerio avrebbe fondato il monastero di Bañolas, consacrandolo alla Madonna e a S. Stefano pro-tomartire; così potè continuare a fare una vita di durissima penitenza e fervida preghiera, guadagnandosi la venerazione dei fedeli che accorrevano a lui anche per essere guariti dalle loro malattie. Frattanto, sua madre, Candida, rimasta vedova, si mise a cercarlo e riuscì a trovarlo con grande consolazione reciproca. Dopo alcuni giorni, però, Candida accettò di separarsi di nuovo da lui per non disturbarne il raccoglimento e si diede a fare una vita simile in una località vicina, perseverandovi fino alla morte. Morto alla fine del secolo VIII, Emerio fu sepolto insieme con la madre, presso l’altare della chiesa di S. Esteban de Guyalbes. In suo onore fu edificata una chiesa, dove si celebrava ogni anno la sua festa al 27 gennaio; nell’Ufficio c’era una preghiera in cui si chiedeva l’intercessione della madre Candida.