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Il Santo del giorno

 

Gennaio 2022
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16 Novembre

Nome: MARGHERITA

S.ta MARGHERITA DI SCOZIA
Regina (1045-1093)

 

Suo padre, il principe ereditario inglese Edoardo Aetheling, era stato cacciato in esilio in Ungheria, da Canuto che aveva usurpato il suo trono in Inghilterra. Proprio in Ungheria, durante l’esilio, nel 1045, nacque Margherita. A nove anni, poté rientrare in Inghilterra, quando suo padre riprese il suo posto. Ma ciò durò per breve tempo, perché avverse condizioni lo obbligarono a trovare rifugio in Scozia. Lì, Margherita, a 24 anni, andò in sposa al re Malcom III. Dalla loro unione nacquero sei ragazzi e due bambine, che Margherita, religiosissima e di vita austera, educò alla fede e alla vita cristiana con intelligenza e fervore. Donna saggia e colta, fu valida consigliera e collaboratrice del marito, rude e incolto: insieme essi ressero il regno di Scozia con equilibrio, saggezza e generosità.
Da parte sua, Margherita favorì la diffusione della cultura, l’educazione popolare, la vita cristiana nel suo paese. Modello di vita familiare, realizzò una piena armonia con il suo sposo e aprì ai suoi figli, educati cristianamente, a interessarsi e a soccorrere i poveri del suo paese. I suoi sudditi la contraccambiarono con affetto e stima, soprattutto per la sua fede ardente e per la sua predilezione per i sofferenti, i poveri, gli ammalati, gli orfani, che ella ospitava a corte. Poco prima del termine della sua esistenza, seppe che suo marito e un figlio erano caduti combattendo in battaglia contro Guglielmo il Rosso, in uno di quegli scontri propri del loro tempo. La pia regina accolse la notizia in espiazione dei suoi peccati e sperando di unirsi presto ai suoi defunti. Morì infatti, di lì a poco, il 16 novembre 1093, a soli 48 anni. Fu canonizzata nel 1249 da Papa Innocenzo IV.

16 Novembre

Nome: ILDA

S.ta ILDA
Vergine (VII sec.)

 

La madre, una Principessa inglese, sognò di avere sotto il vestito un brillante purissimo e bellissimo, che tratto fuori illuminava tutta l’isola con il suo splendore. Pensò naturalmente alla nascita di un maschio, il quale avrebbe rinnovato la gloria del Re Edwin, e fu delusa quando invece venne alla luce una bambina. Vagheggiò allora per lei uno splendido sposalizio con un Principe, che l’avrebbe fatta brillare su qualche trono inglese, com’ella, la madre, aveva brillato al fianco di Ererico, Re di Nurthumbria. Il Vescovo Paolino, compagno di Sant’Agostino di Canterbury, e uno dei primi Vescovi nell’Inghilterra del VII secolo, battezzò la bambina, nell’età della ragione, con il nome di Ilda. E fu proprio la bianca veste battesimale che dette alla Principessa il primo ammanto di luce. Deludendo ogni aspettativa Ilda abbandonò la casa principesca per mettersi al servizio di Dio nelle regioni orientali dell’isola, celandosi agli occhi del mondo. Più Ilda fuggiva il mondo, più il mondo la seguiva. A trentatré anni, Ilda attirava attorno a sé giovani desiderose di vita contemplativa. Dov’ella passava, sorgevano monasteri in ogni contea dell’Inghilterra. A lei, donna, si rivolgevano per consiglio i potenti dell’isola; a lei monaca, ricorrevano prelati e religiosi. Per trent’anni, Ilda fu così la guida spirituale dell’Inghilterra cristiana. La prima cosa che raccomandava era la giustizia. Conseguenza della giustizia era la pace, e fiore della raggiunta pace nella giustizia era la pietà. Come si vede, la dottrina e la condotta di Ilda non aveva nulla di sentimentale. Ella partiva dalla vita pratica per giungere a quella contemplativa. Molti dei suoi seguaci, cioè di coloro che si posero sotto la sua guida spirituale divennero Vescovi, e furono ottimi pastori, appunto perché solidamente formati da quella donna che univa a una infiammata carità una profonda saggezza. Santa Ilda fu così la grande maestra di spirito dell’Inghilterra; il diamante che illuminò tutta l’isola. Gli ultimi anni della sua vita, nel celebre monastero di Whitby, furono tormentati da una febbre continua, che la consumava senza spegnerla.

16 Novembre

Nome: GELTRUDE

S.ta GELTRUDE
Vergine (1256-1302)

 

Nata nel 1256, a cinque anni i genitori la posero a scuola nel monastero delle cistercensi di Helfta, affinché ricevesse un’educazione degna delle sue nobili origini. Acquisita un’ottima formazione intellettuale, soprattutto letteraria, ed insieme approfondita la conoscenza della fede, a un certo punto la giovane Geltrude fu illuminata da una luce particolare che la condusse a consacrarsi a Dio per sempre, inteso e sentito come l’unico Amore della sua vita. Ella stessa racconta l’incontro con il suo Amore: “Nel mio 25° compleanno, all’ora di compieta, al crepuscolo di una luminosa giornata, Tu, Verità, mio Dio, più lucente di tutta la luce, più interiore di tutti i segreti cominciasti dolcemente a placare il turbamento che avevi acceso nel mio cuore”. Da quel giorno, ella iniziò uno stupendo rapporto, una vera “vita a due” con Gesù, come il rapporto della sposa con il suo Sposo divino, trascorrendo i giorni e gli anni in unione con Lui, in purissimo amore, e nel medesimo tempo, lasciando, in latino, meravigliosi testi, bellissimi per forma e ricchissimi di dottrina, un vero inno all’Amore di Dio, al Cuore di Cristo, che aveva illuminato e riscaldato il suo cuore.
Morì, nell’ombra e nel nascondimento del suo monastero di Helfta nel 1302. I suoi mirabili scritti vennero riscoperti nel 1500; studiati e diffusi, rivelarono alla Chiesa la profondità e il fervore di una grande mistica, così che fu chiamata “Geltrude la Grande”. Fu canonizzata nel 1731 da Papa Clemente XII. Le sue opere contribuirono in modo speciale alla diffusione del culto al Cuore di Gesù, insieme a quelli dei grandi Maestri medioevali come S. Bernardo di Chiaravalle, S. Alberto Magno... soprattutto dopo che il Signore Gesù compì le ben tre note rivelazioni del suo Cuore Divino a S. Margherita Maria Alacoque. E’ citata dai Sommi Pontefici Pio IX, Pio XI e Pio XIII negli scritti dedicati al culto del Cuore di Cristo, come “massima professione della fede” (Pio XII, Haurietis aquas, 15 maggio 1956).

16 Novembre

Nome: EDMONDO

S. EDMONDO RICH
Vescovo (1180-1240)

 

Nacque ad Abingdon, nel Berkshire (Inghilterra), da Reynold Rich che, dopo qualche tempo, si fece monaco ad Evesham. Mabilia, la pia ed austera consorte, educò con cura i figli Edmondo e Roberto e le due figlie nella pratica della penitenza. Compiuti gli studi ad Oxford e a Parigi, Edmondo insegnò matematica e poi Sacra Scrittura nella stessa Parigi. Quando tornò ad Oxford, nel 1219, fu il primo insegnante universitario in Inghilterra a dare lezioni sulla Logica di Aristotele. Maestro di vita interiore, univa ragione e amore nella sua teologia mistica. Una illustrazione del suo equilibrato ed ortodosso misticismo può trovarsi nell’opera Sancti Edmundi Cant. in Speculo. Predicò fruttuose missioni nelle regioni del Midlands. Mentre era canonico di Salisbury, venne incaricato da Gregorio IX di predicare la Crociata in alcune città inglesi. A Worcester i suoi uditori furono miracolosamente preservati da una violenta pioggia che cadde tutto intorno ad essi. Frutto della sua predicazione fu la conversione di William Longestec, conte di Salisbury. Nel 1233 fu costretto ad accettare l’arcivescovato di Canterbury. Poiché Enrico III teneva per sé parecchie diocesi e benefici vacanti allo scopo di incassarne le rendite, Edmondo si rivolse a Gregorio IX che gli diede facoltà di coprire le sedi vacanti inglesi. Poco dopo, però, in seguito a richiesta di Enrico III, il papa annullò tale decreto e da allora Edmondo, piuttosto che venire implicato nelle pratiche simoniache di Enrico, si ritirò nel monastero cistercense di Pontigny, in Francia. Non molto dopo, per ragioni di salute, si trasferì a Soisy, ove morì gioiosamente e santamente il 16 novembre 1240. Secondo quanto lo stesso Edmondo aveva predetto, il suo corpo venne riportato a Pontigny il 20 novembre. Fu canonizzato da Innocenzo IV, il 16 dicembre 1246. Nel 1247 il suo corpo, che è rimasto incorrotto per secoli, venne trasferito solennemente da re Luigi (Santo), dalla regina Bianca e dalla corte francese, nella stessa Pontigny, dove rimase definitivamente. E’ onorato come patrono della diocesi di Portsmouth e la sua festa si celebra nelle diocesi inglesi al 18 novembre.