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Il Santo del giorno

 

Maggio 2020

12 Aprile

Nome: ANGELO

Beato ANGELO DA CHIVASSO
Confessore (1411-1495)

 

Era nato verso il 1411 a Chivasso, in Piemonte, non lontano da Torino, nella piana del Canavese, sulla sponda sinistra del Po. In questa città, il figlio dell’antica nobile famiglia dei Carletti aveva compiuto i primi studi, proseguiti poi a Bologna e coronati dalla laurea in diritto canonico e civile. Colto, brillante, dotato, sembrava avere una carriera assicurata davanti a sè, e sua madre gli aveva già scelto una moglie adatta alla sua condizione. Segretamente, però, il giovane Antonio Carletti (che più tardi prese il nome di Angelo) decise di entrare nell’Ordine Francescano dove portò il suo ingegno, la sua fede e il suo spirito di rinunzia. Angelo per la sua capacità di governo e per la prudenza nell’agire, ricoprì importanti cariche nell’ordine. Con queste doti, Frate Angelo da Chivasso fu predicatore studioso, teologo, polemista e maestro d’anime. Si affidarono a lui personaggi come il Duca di Savoia Carlo I, Santa Caterina da Genova. E proprio per aiutare i direttori d’anime compose la sua Somma dei casi di coscienza, trattati con delicatezza veramente angelica. Al libro toccò il singolare onore di essere fatto bruciare pubblicamente da Lutero a Wittemberg il 10 dicembre 1520, insieme con la Summa di S. Tommaso, 24 anni dopo la morte dell’autore. Per incarico di Sisto IV il beato Angelo predicò la Crociata contro i Turchi che occupavano Otranto, nel 1480. In seguito allo sbarco dei Turchi nella Terra di Otranto, Sisto IV lo elesse nunzio e commissario pontificio per organizzare la crociata contro i musulmani (1480). Fu apostolo nelle valli alpine contro gli eretici, ottenendo spettacolari e commoventi conversioni. Poverissimo per volontaria rinuncia, fu grande benefattore dei poveri, che difese dai prepotenti e dagli usurai. Dovette assumere le più importanti cariche dell’Ordine, ma a tarda età, dopo gli ottant’anni, fu ben lieto di ritornare semplice e umile frate nel convento di Cuneo, dove morì nel 1495, e dove il suo corpo è tuttora incorrotto.