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Il Santo del giorno

 

Maggio 2020

26 Aprile

Nome: ALDA

Beata ALDA
Vedova (1249-1309)

 

La figlia di Pier Francesco Ponzio e d’Agnese Bulgarini era nata a Siena il 28 febbraio del 1249. Al fonte battesimale venne chiamata Aldobrandesca, ma poi quel nome altisonante venne mutato in quello, più familiare, di Alda. Ella crebbe nella casa paterna. Ne usciva solo per recarsi alla vicina chiesa parrocchiale, la mattina di buon’ora. Ogni tanto, in occasione di feste solenni, veniva accompagnata in Duomo, oppure ad ascoltare le prediche dei primi francescani o dei primi domenicani. Maritata appena giovinetta a Bindo Bellanti, nobile e virtuoso, la giovanissima Alda si mostrò moglie esemplare e perfetta governante della casa, specialmente quando una lunga e dolorosa malattia colpì il suo sposo. Alla morte del marito, Alda, ancora giovane e senza figli, fu sollecitata a rimaritarsi, ma ella volle accettare lo stato vedovile. Entrò perciò a far parte del Terz’Ordine degli “Umiliati”, e pur seguitando a vivere nel suo palazzo, condusse la vita austera e devota di una vera religiosa. Gli “Umiliati” erano un’associazione di piccoli mercanti della lana, avente scopi religiosi e anche sociali. I membri, infatti “si umiliavano per Dio”, combattevano il lusso; s’assistevano a vicenda nel lavoro; si astenevano dalla menzogna e dalle frodi che corrompevano il commercio e l’industria. Gli “Umiliati” prosperavano nei centri dove si lavorava e si trafficava la lana (Lombardia e Toscana). Molti comuni li invitarono ad aprire nuovi conventi, perché così sorgevano opifici ben organizzati che davano lavoro anche ai laici del Terz’Ordine.
A Siena, la Beata Alda fu esempio caratteristico del fervore spirituale e materiale di questo Terz’Ordine al quale apparteneva. Per maggiore austerità, ella lasciò il palazzo cittadino e si ritirò in un oratorio di campagna. Tornata a Siena, distribuì i suoi beni alla comunità ed entrò a lavorare nell’ospedale, infermiera umile e disinteressata. Qui la colse la morte il 26 aprile del 1309.

26 Aprile

Nome: ANACLETO, CLETO

S. ANACLETO o CLETO
Papa (sec. I)

 

Nome di origine greca, significa “invocato”. Suo diminutivo è il nome di Cleto. Alcuni antichi elenchi dei primi Vescovi di Roma indicano, dopo San Pietro e San Lino, un Anacleto, altri invece un Cleto, e non è sicuro che si tratti dello stesso personaggio, una volta ricordato con il nome intero, un’altra con la forma abbreviata. San Cleto, o Anacleto, viene detto romano, nato nel quartiere non lontano dalla casa del Senatore Pudente, ospite di San Pietro. Il suo pontificato avrebbe avuto la durata di sei anni, durante il regno di Vespasiano e quello di Tito. Pare che fosse stato designato come suo possibile successore dallo stesso San Pietro, e infatti sarebbe stato eletto Vescovo dopo la morte di San Lino, succeduto a San Pietro.
A San Pietro, San Cleto dedicò la prima memoria, sulla tomba nel Cimitero Vaticano, in Roma, gettando così le fondamenta della futura basilica di San Pietro. Durante il suo pontificato avvenne la distruzione di Gerusalemme da parte dell’esercito di Tito. Molti Ebrei furono condotti schiavi a Roma. Cleto, terzo Papa della Chiesa, li soccorse e sollevò la loro miseria. Morì poco dopo, all’inizio dell’ultimo decennio del primo secolo cristiano. Venne sepolto accanto a San Pietro, nel cimitero del Vaticano. In quelle sepolture, lentamente e silenziosamente, si raccoglievano i semi della gloria più alta e più vera di Roma, capitale di un Regno più vasto, più umano e più duraturo dell’Impero fondato dai Cesari.