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Il Santo del giorno

 

Maggio 2020

30 Aprile

Nome: PIO

S. PIO V
Papa (1504-1572)

 

Antonio Ghislieri a Bosco (Alessandria) era nato nel 1504, quando vide passare due frati con bianco saio e cappa nera: erano i Frati Predicatori. Affascinato dalla loro vita, entrò nel convento di Voghera, prendendo il nome di Fra Michele. Si fece subito notare per la sua particolare affezione alla Madonna. Intelligente, studiosissimo, completò la sua formazione teologica sulla “Summa” di S. Tommaso D’Aquino. Giovanissimo sacerdote, fu mandato a insegnare teologia nello “Studium” di Bologna… Fu priore del convento domenicano di Alba (Cuneo), predicatore appassionato sui pulpiti e nelle piazze, difensore della fede cattolica nel tempo difficilissimo in cui eretici come Lutero, Calvino e Zuinglio separavano dalla Chiesa Cattolica intere nazioni. Divenne vescovo di Nepi e Sutri, e poi Cardinale, e Vescovo di Mondovì… con un prestigio sempre più grande nella Chiesa. Il 7 gennaio 1566, fu eletto Papa. Chiamato alla cattedra di S. Pietro, mantenne la stessa vita austera e orante che gli era propria: si dedicò con tutte le forze ad attuare le direttive del Concilio Tridentino.
Nel 1566, editò il Catechismo romano. Nel 1570, rielaborò il Messale romano che fu detto il “Messale di S. Pio V”. In difesa del cattolicesimo e dell’Europa cristiana, Pio V organizzò una campagna che si concluse con la battaglia di Lepanto contro i Turchi (7 ottobre 1571). Vittoria che egli attribuì alla protezione della Madonna e alla preghiera del Rosario. “Non lasciò mai di dire, anche da Papa, il Rosario intero”. Era solito ripetere che aveva più fiducia nella grazia di Dio e nella preghiera alla Madonna che non nelle fortificazioni militari e negli eserciti. Pio V introdusse nelle litanie della Madonna l’invocazione “Maria, Auxilium christianorum, ora pro nobis”, efficacissima preghiera, che S. Giovanni Bosco scelse per la sua vita e la sua opera educativa. Pio V morì il 1 maggio 1572 e fu canonizzato nel 1712.

30 Aprile

Nome: SILVIO

S. SILVIO
Vescovo (V sec.)

 

Nella storia e nella tradizione si fa cenno a diversi santi che portano il nome di Silvio: uno martire di Alessandria; le reliquie di un Silvio provenienti dalle Catacombe di S. Callisto (Roma) furono portate ad Aversa dai Gesuiti nel 1650; un terzo fu eremi-ta in Normandia nel VI sec.; un quarto fu Vescovo di Tolosa nel IV sec. e viene ricordato il 31 maggio.
Di Silvio Vescovo (V sec.), viene celebrata la festa a Vex, località svizzera a 10 km da Sion, il 30 aprile come patrono del luogo. Sarebbe stato vescovo di Octodurum (Martigny nel Valais), dopo Teodoro anche se non successore immediato. Silvio sarebbe l’autore di una piccola opera intitolata Laterculus Polemius Silvius, l’opera nel 448 o 449 e dedicata ad Eucherio di Lione. Dopo la redazione di un calendario di carattere profano, che contiene però anche alcune feste cristiane, l’autore tratta i seguenti argomenti: il nome dei mesi presso le diverse popolazioni; la lista dei principi e capi di stato; i nomi degli animali; il calcolo della lunazione di Pasqua; un elenco di poeti; un breve sommario della storia di Roma; i pesi e le misure; i sistemi filosofici.
Tentando di concordare i vari elementi che si possono desumere dalle diverse fonti bisognerebbe assegnare l’episcopato di Silvio al periodo 431-62. Un Vescovo Santo è sempre un pastore prezioso nella Chiesa, guida di una popolazione che prolunga nel tempo il bene ricevuto.