Share |

Il Santo del giorno

 

Maggio 2020

5 Aprile

Nome: PASQUA

PASQUA:
IL SIGNORE E’RISORTO. ALLELUIA!

 

L’annuncio pasquale risuona oggi nella Chiesa: Cristo è risorto, egli vive al di là della morte, è il Signore dei vivi e dei morti. Nella “notte più chiara del giorno” la parola onnipotente di Dio che ha creato i cieli e la terra e ha formato l’uomo a sua immagine e somiglianza, chiama a una vita immortale l’uomo nuovo, Gesù di Nazaret, figlio di Dio e figlio di Maria. Pasqua è dunque annuncio della risurrezione di Cristo, della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta. Questo testimoniarono gli apostoli. Ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare anche oggi. La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione. I cristiani risorgono con Cristo a vita nuova e scelgono di stare con Cristo. Scegliere Cristo significa operare per la vita. Vediamo attorno a noi odio, morte, violenza, discriminazioni, male, egoismo in molteplici forme, ma questa non è la vera realtà.
Se “crediamo” in Cristo risorto, Signore della vita, Vincitore del male, dell’ingiustizia, della morte, operiamo nel senso della risurrezione. Il credente in Cristo vive in modo sempre più profondo il significato della risurrezione; cioè la “vita nuova”, il “mondo nuovo”, la “nuova creazione”. I cristiani testimoniano che la vita può essere più ricca, più gioiosa, più piena, se contemplata e vissuta in riferimento al mistero del Cristo che passa attraverso la morte soltanto per risorgere. Ogni volta che il male viene vinto e guarito, ogni volta che un gesto di amicizia rivela ad un fratello l’amore del Padre, ogni volta che si compie un sacrificio per un “altro”, ogni volta che aiutiamo gli altri a vivere una gioia più piena e più vera, noi realizziamo la Pasqua, la Risurrezione. Chi il giorno di Pasqua festeggia il suo onomastico, festeggia la “vita nuova di Cristo”, che diventa vita nuova per ogni cristiano, per ogni comunità. Il cristiano vive nella certezza di essere libero, e coinvolto nella gioia per la presenza del Risorto nelle nostre case, nelle nostre comunità, dentro di noi. Perciò gridiamo anche noi: “Il Signore è risorto. Alleluia!”

5 Aprile

Nome: VINCENZO

S. VINCENZO FERRER
Sacerdote (1350-1419)

 

Nacque a Valencia in Spagna, nel 1350, da ferventi genitori cattolici. A 17 anni, entrò nell’Ordine di S. Domenico, dove fu novizio e studente di singolare purezza verginale, di amore allo studio e all’austerità, senza mai venir meno al suo carattere franco e gioviale, che gli rendeva facile il contatto con tutti. Diventato sacerdote, nel 1376, continuò ancora a lungo gli studi e la preghiera, nel silenzio del convento, preparandosi a una grande missione. Visse in tempi difficilissimi: a Roma sedeva sulla cattedra di Pietro il Papa legittimo, e ad Avignone un anti-papa con la pretesa di essere il vero capo della Chiesa. Non era facile, in quel periodo di scarse comunicazioni, sapere chi era l’autentico Sommo Pastore e Vincenzo, per qualche tempo, rimase smarrito, seguendo quello di Avignone. Intanto, aveva cominciato a insegnare filosofia nel suo Ordine e pubblicato alcuni trattati pregevoli. Nel 1399, diede inizio alla predicazione, diventando il più popolare ed efficace predicatore del XV secolo. Percorse la Spagna, la Francia, l’Italia, con frutti mirabili di conversioni e di santificazione. Molti ebbero da lui la luce necessaria per seguire la chiamata di Dio, come la nobilissima Margherita di Savoia, che, rimasta vedova, si consacrò a Dio e fondò ad Alba un mo-nastero di domenicane. Elettrizzava le masse, tanto che a stento gli uditori erano contenuti nelle chiese e nelle piazze. Fu operatore di miracoli strepitosi; venne chiamato “l’Angelo del Giudizio”, perché aveva incentrato il suo apostolato sulla predicazione dei “novissimi”, le realtà ultime della vita (la morte, il giudizio di Dio, l’inferno e il paradiso). Appena scoprì chi era il vero Papa, lo seguì, impegnandosi con la preghiera, la penitenza e la predicazione a porre fine allo scisma e a restituire unità alla Chiesa. Anche grazie a lui l’unità poté essere composta con l’elezione di Papa Martino V (1417) successore di Pietro. In Francia, divenne pacificatore nel dissidio che aveva dato origine alla “guerra dei cent’anni”. Morì il 5 aprile 1419 a Vannes nella Bretagna minore, dove si conserva ancora il suo corpo.