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Il Santo del giorno

 

Maggio 2020

9 Aprile

Nome: ANTONIO

Beato ANTONIO PAVONI
Frate domenicano, Martire (1326-1374)

 

Il frate domenicano Antonio Pavoni era l’Inquisitore generale per il Piemonte. Dietro questo titolo che in noi, oggi, desta quasi raccapriccio, si celava l’anima candida di un piemontese tutto di un pezzo e di alta intelligenza. Era nato nel 1326 a Savigliano, da una nobile famiglia. Docile, obbediente, sensibile, aveva dimostrato fin dall’infanzia una straordinaria facilità allo studio e al lavoro intellettuale, autorizzando le più rosee speranze nei familiari e nei conoscenti. A quindici anni, invece di prepararsi a una professione redditizia e onorifica, aveva chiesto e ottenuto di entrare nel convento domenicano di Savigliano, presso Torino, e dieci anni più tardi era stato ordinato sacerdote. A 39 anni lo troviamo con il titolo di Inquisitore generale, incaricato di vegliare sulla purezza dei costumi e soprattutto sull’integrità della fede.
Nelle valli alpine del Piemonte vivevano comunità eretiche, e in quel tempo i loro rapporti con la Chiesa cattolica erano tesi, spesso sanguinosi, perché dalle controversie religiose si scivolava facilmente sulle contese politiche. Antonio Pavoni si illuse di poter risolvere quella pesante contesa mediante l’unico sussidio della sua parola e del suo inesauribile zelo apostolico. Infatti predicò e insegnò, polemizzò e controbatté. Ottenne successi parziali, e riscaldò le anime dei fedeli più tiepidi. Ma si attirò anche l’odio e le minacce degli avversari, che non esitarono a minacciarlo, promettendogli la morte sicura. Il domenicano non si spaurì; anzi sembrò illuminarsi nella luce del desiderato martirio. Vi si preparò a puntino. Nella quaresima del 1374 il vescovo di Torino gli affidò una predicazione all’imbocco della Valpellice. Per la pasqua si recò a Bricherasio. Qui il 9 aprile venne assalito e trucidato da alcuni eretici. Sulla sua sepoltura, a Savigliano, accaddero diversi miracoli, e Pio IX, nel 1856 autorizzò il culto del martire nelle diocesi di Torino e di Pinerolo e nell’Ordine di San Domenico.