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Il Santo del giorno

 

Luglio 2022

20 Maggio

Nome: COLOMBA

Beata COLOMBA DA RIETI
Monaca domenicana (1467-1501)

 

Era nata nel 1467, da un piccolo commerciante di panni di Rieti. Fu battezzata con il nome di Angela, ma per una bianca colomba che svolazzò sul fonte durante la cerimonia, tutti la chiamarono Colomba. Fidanzata poco più che bambina, trovò la forza di rifiutare il matrimonio. Questo destò, a Rieti, scandalo e riprovazione, e costò alla piccola Colomba minacce e battiture. Attratta dalla luce mistica di Santa Caterina decise di diventare domenicana. Entrò nel Terz’Ordine, ma di nuovo fece scandalo il suo desiderio di ricevere la comunione frequentemente, le sue estasi, i suoi incredibili digiuni. Un giorno, misteriosamente scomparve di casa. Giunse - non si sa come - a Perugia.
Fu accolta, non senza contrasti, nel chiostro della Penitenza, presso il convento di San Domenico. Quel chiostro dal nome emblematico sarà da allora il nido e al tempo stesso il calvario della bianca colomba di Rieti. Nella Perugia di allora (tra il ‘400 e il ‘500) Colomba da Rieti fu veramente, secondo le parole evangeliche, “segno di contraddizione”. Per alcuni, la luce della sua santità era invece impostura; le sue virtù, stregoneria; la sua opera, demoniaca. Tra i suoi estimatori, sorprende notare personaggi celebri, o famigerati, della storia mondana, come Lucrezia Borgia, Atalanta Baglioni, Cesare Borgia Duca di Valentino, il Papa Alessandro VI. Fra i suoi critici, invece, prelati e vescovi, spesso in ottima fede, i quali, dubitando delle sue virtù, cercavano di allontanarla dal monastero. Soltanto dopo la sua morte, a poco più di trentatré anni e la pubblicazione della biografia, redatta dai suoi confessori, tutti furono concordi nel proclamare le straordinarie virtù della Colomba di Rieti, onorata come Beata nel 1713.

20 Maggio

Nome: BERNARDINO

S.BERNARDINO DA SIENA
Sacerdote (1380-1444)

 

Solo a citare questo santo, viene alla memoria l’immagine di un sole raggiante su cui sta scritto “J.H.S.” (= Jesus Hominum Salvator, cioè Gesù Salvatore degli uomini). Il nome di Gesù è “il solo nome grazie al quale possiamo essere salvati” (Atti 4,12). Nacque a Siena nel 1380 e ben presto entrò tra i Francescani, affascinato dalla figura e dalla santità del Poverello di Assisi. Prima di essere ordinato sacerdote, acquistò un’ottima formazione filosofica, teologica e giuridica. Subito dopo aver celebrato la prima Messa, si dedicò alla predicazione per le città d’Italia, nelle chiese, sulle piazze, con un linguaggio semplice, fatto di esempi, ricco di fede e di amore a Gesù e alle anime. Fustigava i vizi, ma sapeva essere vivace, arguto e popolare, così che accorrevano numerosissimi ad ascoltarlo. Soprattutto colpiva i vizi più diffusi, i lussuriosi dalla vita sregolata, gli usurai, i mercanti imbroglioni, gli sfruttatori dei poveri. Nei suoi tempi, spesso le città erano divise da diverse fazioni o erano in guerra tra loro. Bernardino si fece apostolo di pace e di unità. “Or dimmi – gridava appassionato – che cosa è un partito? E’ divisione, questi da questi. Or dimmi: che cosa è carità? E’ unire l’uno all’altro”.
Lui proponeva e raccomandava la carità nel nome di Gesù. Alle fazioni che si azzuffavano tra loro, chiedeva di togliere i loro diversi stemmi, segno di divisione, per accogliere tutti lo stesso stemma, quello di Gesù, con il suo monogramma (J.H.S.) diventato ben presto noto a tutti e inciso ancora oggi persino sull’ostia che il sacerdote consacra celebrando il santo Sacrificio della Messa. Con questo stile, Bernardino diffuse per l’Italia e nei cuori un grande amore a Gesù, al suo Nome santissimo: insegnava a evitare la bestemmia, a adorare e a invocare questo Nome con la più grande fiducia.
Morì a L’Aquila nel 1444, dove si era recato per una missione di pace. Il suo corpo è ivi sepolto in uno splendido tempio. E’ il patrono dei pubblicisti italiani.