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Il Santo del giorno

 

Dicembre 2018
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27 Giugno

Nome: CIRILLO

S. CIRILLO d’ALESSANDRIA
Vescovo e Dottore della Chiesa (370-444)

 

Uomo impetuoso, assai dotto in teologia e dotato di grande abilità in ogni questione, il monaco Cirillo, a 42 anni nel 412 succedette allo zio Teofilo come Patriarca (Arcivescovo) sulla cattedra di Alessandria d’Egitto. Si trovò subito a vivere in un momento difficile. Nestorio, Patriarca di Costantinopoli, intelligente e astuto, contestava il titolo di “Madre di Dio” (“Theotókos”) con cui è venerata la Madonna. “Tuttalpiù, la potremmo venerare come Madre di Cristo”. Con ciò intendeva dire che Maria è Madre dell’uomo Gesù, non del Figlio di Dio. Dimenticava o negava che Gesù, pur nelle due nature, l’umana e la divina, sussiste nell’unità di una sola persona, per cui ben a ragione si può affermare che Maria è Madre di Dio, come da sempre insegna la Chiesa.
Forte della Verità, Cirillo insorse contro Nestorio: ne venne un’aspra contesa in cui si intromise anche l’imperatore di Costantinopoli, minacciandogli prima l’esilio poi imprigionandolo per alcuni mesi. Ma Cirillo non si lasciò intimorire: “Noi per la fede in Cristo siamo disposti a subire le catene, gli incomodi della vita e la morte”. Nestorio, a corto di argomenti, gli aizzò contro i suoi seguaci che lo coprirono di insulti affibbiandogli per disprezzo l’appellativo di “faraone”. Cirillo si rivolse al Papa Celestino I a Roma, chiedendogli di intervenire. Il Papa affidò al Concilio la difesa della verità dell’incarnazione del Figlio di Dio, fatto uomo, ’Uomo-Dio, e della divina maternità di Maria. Al Concilio, intanto, era stato convocato a Efeso (431) e dal Concilio Nestorio uscì sconfitto, confutato da Cirillo nelle sue posizioni ereticali. Ai legati inviati dal Papa, non restò che sanzionare con grande gioia i decreti del Concilio secondo l’autentica dottrina cattolica. Il Concilio di Efeso finì con un’imponente fiaccolata voluta dal popolo in onore di Maria, alla quale Cirillo dedicò i più belli dei suoi sermoni. Di lui ci restano 156 omelie e le Lettere pastorali. Papa Leone XIII, nel 1882, lo proclamò Dottore della Chiesa e ne estese il culto alla Chiesa universale.