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Il Santo del giorno

 

Agosto 2022

13 Luglio

Nome: CLELIA

S.ta CLELIA BARBIERI
Vergine (1847-1870)

 

Quando Papa Paolo VI nel 1968 la beatificò, volle esaltare “la santità giovane” di una meravigliosa ragazza, morta a 23 anni, luminosa di fede e di carità. Clelia Barbieri nacque a Le Budrie, umile borgo di braccianti, nel comune di S. Giovanni in Persiceto (Bologna) il 13 febbraio 1847, figlia di umili genitori. Orfana di padre in tenerissima età, fu educata alla vita cristiana dalla mamma, alla quale ella, ancora bambina, domandava: “Dimmi come posso farmi santa!”. Frequentati pochi mesi di scuola e imparato a leggere e a scrivere, giovanissima già lavorava come cucitrice, bracciante e nella filatura della canapa. Durante la preparazione alla prima Comunione, il parroco don Guidi comprese che a Clelia Gesù stesso parlava al cuore e aveva su di lei un grande progetto da realizzare. Sotto la sua guida, ella approfondì il catechismo, e alimentò il suo intenso rapporto con Dio con la meditazione di libri come “l’Imitazione di Cristo” e “La pratica di amare Gesù” di S. Alfonso de’ Liguori. Appena adolescente, fu chiamata dal suo parroco a diventare catechista verso i piccoli e verso gli adulti, soprattutto in mezzo ai più poveri. Presto, attorno a Clelia, si raccolsero alcune ragazze del borgo, che animate da lei, presero a vivere, pur stando nelle loro famiglie come consacrate nel mondo. Maturò così il progetto di dare inizio a “una vita regolata e raccolta per fare del bene”. Clelia, non ancora ventenne, era diventata autorevolissima in parrocchia e nei dintorni, così da meritarsi il nome di “madre”. Superata un’inchiesta dell’autorità civile che temeva la fondazione di un istituto nel momento in cui erano soppresse le Famiglie religiose, il 1 maggio 1868, ella diede vita, in una casa affittata dal parroco, con tre amiche a quella che sarà in seguito chiamata la Congregazione delle Minime dell’Addolorata. Clelia, tra “il pianto grande” del suo popolo, morì il 13 luglio 1870. E’ stata canonizzata da Giovanni Paolo II il 9 aprile 1989. E’ la più giovane fondatrice nella storia bimillenaria della Chiesa.

13 Luglio

Nome: ENRICO

S. ENRICO
Imperatore (973-1024)

 

Enrico II, duca di Baviera, detto “il Pio”, a 29 anni diventò imperatore d’Occidente, intendendo e vivendo la suprema autorità imperiale come servizio ai sudditi e alla Chiesa. Riparò le chiese distrutte e le arricchì di benefici e di arredi. Edificò monasteri, ne organizzò la vita, insieme ad altri luoghi di preghiera. Appoggiò la riforma delle diocesi, all’interno della Chiesa e promosse la sua espansione missionaria all’esterno. Accolse e protesse Papa Benedetto VIII, dal quale era stato incoronato imperatore, profugo da Roma e lo restituì alla sua Sede nell’Urbe. Durante una sua missione in Italia, ospite del monastero di Montecassino, si ammalò gravemente e proprio lì, fu guarito, da un prodigio ottenuto da Dio per l’intercessione di S. Benedetto. In difesa della Chiesa, intraprese guerra contro i greci che occupavano ancora la Puglia e la restituì alla sua indipendenza. Era solito mai iniziare nulla senza aver invocato l’aiuto degli Angeli e dei Santi Martiri, così gli capitò talvolta di vederli in combattimenti davanti alle sue schiere. Protetto da Dio, convertì alla fede cattolica, interi popoli, come la Pannonia ancora pagana, dove condusse al battesimo il giovane re Stefano, futuro santo. Con la sua sposa, la regina S. Cunegonda di Lussemburgo, visse in perfetta castità, dando esempio ai suoi sudditi di tutte le virtù cristiane.
A favore dell’impero, in tutte le nazioni che ne facevano parte, la Germania, la Gallia e l’Italia, intraprese grandi iniziative con prudenza e moderazione, diffondendo attorno a sé non solo una grandissima stima della sua persona e dell’autorità imperiale, ma vero profumo di santità dal trono su cui rimase per più di 25 anni. Morì nel 1024 e fu sepolto nella chiesa dei santi Apostoli Pietro e Paolo a Bamberga: la sua tomba diventò subito luogo di pellegrinaggio e di numerosi miracoli. Nel 1146, Papa Eugenio III lo iscrisse tra i santi. E’ patrono degli “oblati di S. Benedetto”, di coloro che vivono nel mondo adattando la regola di S. Benedetto da Norcia alla vita laicale.