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Il Santo del giorno

 

Agosto 2022

5 Luglio

Nome: ANTONIO

S. ANTONIO MARIA ZACCARIA
Sacerdote (1502-1539)

 

Nato a Cremona nel 1502, dalla nobile famiglia genovese degli Zaccaria, fu educato dalla mamma, rimasta vedova con quel suo unico bambino, a 18 anni. Ancora giovanissimo, rimanendo nel mondo, Antonio Maria si consacrò al Signore e studiò, con il suo brillante ingegno, filosofia a Pavia e medicina a Padova. A 22 anni, laureato in medicina, diventò il medico dei poveri che curava nel corpo e nello spirito. A 26 anni, per vivere meglio la sua consacrazione a Dio e il suo servizio ai poveri, lasciò il suo ambulatorio per farsi sacerdote. A Milano, presso la chiesa di S. Barnaba, con alcuni confratelli diede vita alla congregazione dei “Chierici regolari di S. Paolo”, detti poi “Barnabiti” dal luogo della loro fondazione, con l’intento di darsi all’educazione della gioventù e alla predicazione al popolo.
Lui aveva iniziato a predicare a 20 anni da laico, parlando come un buon catechista, preferendo i piccoli e gli umili. Erano gli anni in cui Lutero con la sua ribellione al Papa attuava la grande lacerazione della Chiesa, staccando da essa gran parte del nord Europa. Nel medesimo tempo, il clima dilagante dell’umanesimo e del “rinascimento”, faceva dimenticare Dio per mettere l’uomo al centro di tutto. Con profonda conoscenza della Sacra Scrittura e della cultura cristiana P. Antonio Maria Zaccaria, con i confratelli “barnabiti”, si dedicò a rendere salda la fede nella gioventù e nel popolo cristiano, negli uomini di cultura come negli umili. Con altri santi contemporanei collaborò alla preparazione del Concilio di Trento. Devotissimo del Santissimo Sacramento, che i protestanti negavano nella sua realtà di presenza reale di Cristo e di vero Sacrificio, istituì la pratica dell’adorazione perpetua, in particolare dell’esposizione dell’Ostia Santa per “40 ore” consecutive al culto di sacerdoti e fedeli. A soli 37 anni, durante una predicazione, si rese conto, lui medico, che la sua ultima ora era vicina. Si fece portare a Cremona nella sua casa dove, pochi giorni dopo, spirò tra le braccia del-la mamma, il 5 luglio 1539.

5 Luglio

Nome: ULDERICO

S. ULRICO (o ULDERICO)
Vescovo († 973)

 

Il nome Ulrico, di origine germanica, è la forma abbreviata di Ulderico o Ulderigo, ancora usato. Figlio del Conte di Dillingen, fu destinato alla carriera ecclesiastica, che a quei tempi prometteva onori e anche ricchezze. Suo zio era Vescovo di Augusta, e accanto a lui il giovane nipote poteva sperare in una rapida sistemazione. Ottenne, infatti, un canonicato, per meriti ereditari, forse, più che religiosi. Ma quando trentacinquenne, egli stesso venne consacrato Vescovo di Augusta, l’intraprendente prelato mostrò la vera faccia del suo carattere. Si rivelò inaspettatamente solerte, paternamente saggio, profondamente devoto. Si prodigò nell’assistenza temporale e soprattutto spirituale della diocesi. Visitò tutti i parroci; riunì assemblee di fedeli. Si preoccupò dei costumi ecclesiastici e fu uno dei rari Vescovi, a quel tempo, a combattere contro la simonia e il concubinato dei sacerdoti. Le opere d’arte lo rappresentano con un pesce a ricordo di un celebre episodio prodigioso.
Una sera di giovedì, cenando con il Vescovo di Costanza, i due colleghi si sprofondarono in discussioni così elevate, da perdere la nozione del tempo, restando seduti a mensa fino alla mattina successiva, di venerdì. Giunse in quel punto un messaggero del duca di Baviera, che il Vescovo invitò alla tavola, offrendogli un piatto di carne. Il messaggero, uscendo di lì, volle diffamare il Vescovo, menando scandalo per l’uso della carne nel giorno di astinenza. Se n’era messo un pezzo in tasca, a prova della verità, ma quando lo trasse fuori per convincere gli increduli, si trovò in mano, con gran delusione, un pesce! Ulrico morì vecchissimo, dopo aver sperato invano di potersi ritirare a vita privata, scegliendosi come successore, a sua volta, un nipote. La bolla della sua canonizzazione, firmata da Papa Giovanni XV, porta la data del 993. E’ un documento importante, perché è il primo riconoscimento di santità realizzato secondo la procedura canonica attuale. Da più di mille anni è così che la Chiesa proclama i suoi Santi.