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Il Santo del giorno

 

Settembre 2022
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16 Agosto

Nome: ROCCO

S. ROCCO Pellegrino († 1327)

 

San Rocco fu il pellegrino per eccellenza, e anche il suo abbigliamento è rimasto tipico del pellegrino: cappello largo, per riparare dalla pioggia e dal sole, mantello a mezza gamba, detto proprio “sanrocchino” o “sarocchino”, e in mano il bordone, cioè il lungo bastone, con appesa la zucca per l'acqua. Sotto il mantello, in cintola, un rosario dai grossi grani, e sul petto, simile a un ornamento araldico, una conchiglia marina, che era, per il pellegrino, l'indispensabile strumento per attingere l'acqua, dalle polle a fior di terra come dai fiumi. Il San Rocco della leggenda e della storia nacque a Montpellier, in Francia, verso l'anno 1300, da famiglia onorevole anche se non nobile. Restato orfano, non ancora ventenne, divise tra i poveri le proprie sostanze e partì alla volta di Roma verso la tomba degli Apostoli. Il devoto pellegrino si accorse presto che lo spostarsi a piedi, solo e povero, da un santuario all'altro, poteva essere un ottimo esercizio ascetico, ma non era ancora eroica santità. Complice nella sua decisione fu la peste, che in quegli anni devastava l'Europa, e l'Italia in modo particolare. Ad Acquapendente, sulla via di Roma, il pellegrino si dedicò con fervore alla cura degli appestati, senza temere il contagio del terribile morbo. Da allora, ogni città in cui San Rocco fece tappa: Roma, Cesena, Novara, Piacenza, fu palestra della sua inesauribile carità verso gli appestati. Anch'egli contrasse la malattia, e con la gamba dolorante per un bubbone, si fermò in riva al Po, presso Piacenza, isolato da tutti, per non essere di peso a nessuno. Si dissetò con l'acqua di una polla, e si sfamò con il magro cibo che ogni giorno un cane randagio gli portava. Già il suo nome correva sulla bocca del popolo come quello del prodigioso soccorritore di Piacenza, quando il Santo, guarito, volle riprendere la strada di casa, tornando a Montpellier. Nessuno lo riconobbe; anzi, venne scambiato per una spia e rinchiuso in carcere. Per cinque anni si consumò nella reclusione, finché morì, il giorno dell'Assunta del 1327, e solo allora venne riconosciuto dai concittadini e dai parenti. La leggenda aggiunge che le reliquie del Santo di Montpellier vennero poi trasportate a Venezia, dove la sua devozione fiorì in modo particolare (“Scuola di San Rocco”, del Tintoretto).