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Un Dio che si fa uomo, perchŔ l'uomo possa farsi Dio.

di Don Ferdinando Colombo

Un Dio che si fa uomo,
perchè l'uomo possa farsi Dio.
 
Per l'immenso dono della tua 
incarnazione, passione, morte e risurrezione,
noi ti contempliamo, ti adoriamo e preghiamo.
 
Fermati e pensa, rifletti, contempla, prega.
Dall'eternità  Padre, Figlio e Spirito Santo, hanno previsto e desiderato con infinita Misericordia, che tutti noi, semplici creature,  potessimo entrare a far parte della relazione d'amore che unisce le tre persone della Trinità, per sempre.
 
La strada che hanno scelto per realizzare questo progetto è la più semplice e la più umana, quella da cui tutti siamo passati: il grembo di una donna, il grembo di Maria.
 
Dall'eternità Maria è stata voluta, amata, preparata come un capolavoro perfetto perchè potesse dare carne e sangue al Figlio di Dio.
Il cuore vivo di questo progetto è Gesù, il Figlio che si fa uomo, uomo perfetto e quindi è il nuovo Adamo, e dà origine ad un'umanità nuova.
• Proprio per questo, Maria, scelta per generarlo, è davvero la nuova Eva, la donna perfetta, come Dio l'ha sognata da sempre. 
 
La Trinità ha realizzato in lei un capolavoro riempiendola del loro amore, così lei è stata in grado di collaborare pienamente a questo meraviglioso progetto che apre a tutti noi le porte della vita definitiva.
Per cantare la bellezza di Maria, piena di grazia, piena d'amore, la Chiesa la festeggia Immacolata.
E noi la ammiriamo mentre stringe tra le braccia quel tenero bambino in cui è presente la Santissima Trinità nel Figlio incarnato e la proclamiamo Madre di Dio.
 
Ascoltiamo un filosofo francese,  Jean-Paul Sartre, che mentre era prigioniero a Treviri nel 1941, ebbe una autentica illuminazione e si espresse così: 
 "Sul volto di Maria è apparso uno stupore che non apparirà mai più sul volto di una creatura.
Maria, infatti, è l'unica creatura che, stringendo al petto Suo Figlio, può dirgli: «Dio mio!». 
Ed è l'unica creatura che, pregando il Suo Dio, può dirgli: «Figlio mio!». 
L’ha portato nove mesi e gli dà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. 
Il Cristo è il suo bambino. 
Maria sente nello stesso tempo che Gesù è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. 
Lo guarda e pensa: «Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. 
È fatta di me, ha i miei occhi e la forma della sua bocca è la forma della mia. 
Mi assomiglia. È Dio e mi assomiglia!».
Un Dio piccolo che si può prendere fra le braccia e coprire di baci, un Dio caldo che respira e sorride".
 
Auguri! 
Ti auguro che meditando sull'Immacolata e sul Natale il tuo cuore esploda in un inno di lode e di ringraziamento all'infinita Misericordia del Padre, del  Figlio e dello Spirito Santo che nella donna nuova, Maria, e soprattutto nell'uomo nuovo, Gesù, mostrano concretamente quello che hanno preparato anche per te, per me, per tutti.