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Il Santo del giorno

 

Febbraio 2019
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23 Febbraio

Nome: POLICARPO

S.POLICARPO
Vescovo e Martire (70-156)

 

Nato attorno al 70 d.C., Policarpo fu discepolo degli apostoli di Gesù e familiare con molti che avevano conosciuto di persona il Signore. In particolare fu in intimità di vita con Giovanni, “il discepolo che Gesù amava”, l’autore del quarto Vangelo che lo volle Vescovo di Smirne. Lo testimonia Ireneo, futuro Vescovo di Lione, che fu suo discepolo, evidenziando in modo speciale (Adversus Haereses, III, 3, 4) la continuità della Tradizione, in stretta connessione con Gesù stesso. Policarpo ospitò Ignazio Vescovo di Antiochia nel suo passaggio, diretto a Roma, dove era destinato al martirio. Ignazio gli mandò una lettera, in cui dice di essere rimasto talmente edificato alla sua vista che lo indicò come “il buon pastore dalla fede incrollabile e forte atleta per la causa di Cristo”.
Quando a Smirne si accese una violenta persecuzione contro i cristiani, l’anziano vescovo Policarpo, si nascose in un granaio. Fu però presto scoperto e portato davanti al proconsole, che cercò in tutti i modi di convincerlo a rinnegare la fede cristiana e a sacrificare agli dei. Neppure le suppliche del suo popolo che lo venerava e stimava, affinché si mettesse in salvo in qualche modo, lo smossero dalla fede e dalla volontà di sacrificare tutto per Gesù, il divino Maestro e Redentore. Il racconto del suo martirio ci è stato tramandato da un testimone oculare. “Ti posso bruciare vivo”, lo minacciò il proconsole. E lui: “Non sono quelle le fiamme che temo, ma il fuoco dell’inferno”. Finì così arso vivo, dopo essersi egli stesso sistemato da solo sulla catasta di legno predisposta per il rogo. Morì, a 86 anni, nel 156 d.C., pregando: “Sii benedetto, Signore. Che il tuo nome adorabile sia glorificato in tutti i secoli”. Le sue ceneri furono raccolte e conservate come reliquie preziose. Era stato un gigante della fede e dell’amore a Cristo e alla Chiesa; aveva concluso la sua lunga esistenza come un olocausto, come Gesù sulla croce, come nel santo sacrificio della Messa, “pane purissimo consumato dal fuoco del sacrificio”.

23 Febbraio

Nome: ROMANA

S.ta ROMANA
Eremita († 324 c.)

 

Su Romana esiste una Vita abbastanza leggendaria. Il nome di Romana fu inserito nel martirologio da Baronio in seguito alla Vita trasmessagli da Todi. Secondo questo racconto Romana era figlia di Calpurnio e sorella di Firmina. Abbandonata segretamente la casa, alla vigilia delle nozze, si portò sul monte Soratte per chiedere a S. Silvestro il Battesimo. Si ritirò poi in alcune grotte presso Todi.
Nel 1301 le reliquie furono traslate nella chiesa di S. Fortunato, in Todi dove Santa Romana è venerata. Sono esistite altre sante di nome “Romana”: S. Romana vergine e martire il cui nome è unito altri martiri della diocesi di Grenoble. Un’altra Romana vergine e martire vissuta il tempo di Diocleziano avrebbe accompagnato in Gallia i Santi Luciano e Quintino e con loro sarebbe stata martirizzata.