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Il Santo del giorno

 

Agosto 2021
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3 Agosto

Nome: LIDIA

S.ta LIDIA
Discepola di S. Paolo (I sec.)

 

Di Lidia parlano gli Atti degli Apostoli, in cui Luca scrive: “Venuto il sabato, andammo fuori della porta presso il fiume, dove pareva che fosse il luogo della preghiera; e postici a sedere, ci mettemmo a parlare alle donne là radunate. Una di loro, di nome Lidia, della città di Tiatira, che vendeva la porpora ed era timorata di Dio, ci stava ad ascoltare. Il Signore le aprì il cuore per ricevere le cose dette da Paolo. E battezzata che fu con la sua famiglia, ella ci invitò dicendo: “Se mi ritenete per una credente nel Signore Gesù, venite a stare a casa mia”. E ci costrinse a seguirla” (Atti 16,11-40).
Lidia, la prima cristiana della comunità di Filippi - la prima credente dell’Europa, di cui sappiamo - ospitò così nella sua casa l’apostolo Paolo e il gruppo di discepoli che lo accompagnavano nella predicazione. Paolo e Sila, durante la permanenza a Filippi, furono imprigionati. Rilasciati presto perché “cittadini romani”, prima di andarsene dalla città, andarono a salutare Lidia e la piccola comunità di credenti che si era formata presso di lei. Riguardo a Lidia, non sappiamo null’altro, ma non è poco quel che narra Luca nel Libro degli Atti: si tratta della prima credente in Gesù Cristo, in tutta l’Europa, la prima credente europea, di cui abbiamo notizia per mezzo della stessa Sacra Scrittura. Poiché è presentata come proprietaria di un negozio di porpora, Lidia è stata scelta come patrona dell’arte della tintoria. Il suo nome significa “nativa della Lidia”, regione dell’Asia minore: questa forse era la sua origine, ma, al momento della sua conversione a Cristo, per opera dell’apostolo Paolo, risiedeva in Grecia.

3 Agosto

Nome: NICODEMO

S. NICODEMO Personaggio evangelico (I sec.)

 

Nicodemo (il nome greco significa “vittoria del popolo) non era stato un discepolo di Gesù. Apparteneva anzi al numero dei suoi più tenaci oppositori, ai farisei, sapienti della Bibbia e sofisti della Scrittura. Non tutti i Farisei erano ambiziosi ipocriti, molti erano sinceri e di buona fede, ma prigionieri della parola. Di questi era Nicodemo definito “uno dei capi degli Ebrei”: era uomo onesto, leale, senza partiti presi. Una volta, di notte, si recò a trovare Gesù, dicendogli: “Maestro, noi sappiamo che sei venuto da parte di Dio, come dottore. In verità, nessuno può fare i miracoli che tu fai, se Dio non è con lui”. L’uomo onesto riconosceva dunque la divinità del figlio di Maria, ma lo faceva recandosi da lui di notte, per non essere veduto. E’ dunque l’immagine, se non della viltà, almeno del rispetto umano, di chi ha timore della propria onestà e si vergogna della sua fede come di una debolezza. Ed è prigioniero di quella che oggi si chiamerebbe una “mentalità”, una saggezza tutta e solo umana, adagiata in comode convinzioni. Infatti, quando Gesù gli dice: “Se uno non nasce di nuovo non può vedere il Regno di Dio”, Nicodemo si turba. Come uomo, egli è già nato, dal seno di sua madre, né può rientrarvi ora che è vecchio. Ed è nato anche come israelita, erede delle grandi promesse del Signore ai suoi padri. Perciò chiede perplesso: “Com’è possibile che ciò avvenga?”. Gesù gli dice benevolmente: “Tu sei dottore in Israele e non lo sai?”. Non lo sa, ma cerca di capirlo. Non lo sa, ma vorrebbe saperlo. Intanto, per trovare la verità, segue la strada della giustizia, e difende coraggiosamente Gesù davanti ai colleghi, dicendo che la legge non permette di condannare un uomo senza averlo ascoltato. Non ascoltano neanche lui, Nicodemo, che ritroviamo nella dolorosa sera sul Calvario, dopo la morte del creduto Messia, abbandonato, rinnegato, tradito da tutti, compresi i suoi discepoli. E’ proprio Nicodemo, infatti, il notturno visitatore di Gesù, a chiedere senza paura a Pilato il corpo del crocifisso e con Giuseppe d’Arimatea, a dare sepoltura al corpo del Signore. Dopo, i Vangeli non ci dicono più nulla di Nicodemo. La tradizione soltanto parla di lui, battezzato dagli Apostoli e addirittura martire a Gerusalemme.