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Centro Missionario Diocesano di Bologna

di don Ferdinando Colombo

Centro Missionario Diocesano  di Bologna

 Motivazioni al volontariato

 Don Ferdinando Colombo, salesiano  

 

Quale volontario

Poiché la nostra attenzione è principalmente rivolta alla persona nella sua crescita umana e cristiana, al suo inserimento nella vita sociale ed ecclesiale, metteremo al centro della nostra riflessione il volontario più che il volontariato, la dimensione dell'essere più che le multiformi attività che necessariamente ne conseguono.

Consideriamo ogni giovane un potenziale volontario, ossia una persona in crescita verso una visione della vita come dono, come vocazione, quindi verso l'acquisizione di una attitudine interiore al servizio; una persona in formazione permanente verso la piena maturità umana e cristiana. L'impegno di guidare e sostenere questo cammino è appunto il compito normale della Pastorale Giovanile.

Conseguentemente anche nell'analizzare specificatamente la crescita e gli sbocchi operativi del volontario, riteniamo di doverci riferire al quadro d'insieme della Pastorale Giovanile.

Guidati dalla Spiritualità Giovanile Salesiana, presentiamo il volontariato come l'esplicitazione operativa di un'attitudine interiore (habitus) al servizio, che è componente essenziale della maturità cristiana e salesiana. È la virtù della solidarietà.

La formazione al volontariato quindi deve impegnarsi su questa "virtù morale" che riguarda l'interiorità di ogni giovane in crescita più che su una specifica categoria di operatori.

 1. Fenomenologia del volontariato

 1.1 "Volontariato", un contenitore ampio e poco definito

Il significato del termine/parola "volontariato" nella società e nella cultura è notevolmente ampio. È una tendenza sociale rilevante che ci riguarda come educatori.

In quasi tutte le nazioni del mondo si è diffusa tra i cittadini una maggiore coscienza di partecipazione attiva alla vita sociale che viene definita come "volontariato".

In questa accezione il termine "volontariato" è un contenitore molto ampio e poco definito che vuole evidenziare la libera decisione di singoli cittadini o di gruppi organizzati di essere protagonisti della vita sociale.

 1.2 Il volontariato, presente ormai in tutti i paesi democratici del mondo, si presenta sempre più come soggetto sociale

In questo senso il volontariato si costituisce come soggetto sociale e politico diverso dallo Stato e dal Mercato. E' il "Terzo Settore", che supera la tensione tra "pubblico" e "privato", nello sviluppare un nuovo spazio (il privato sociale), che non funziona secondo la logica del profitto, né della coercizione, ma segue il principio della gratuità e della partecipazione volontaria; in questo modo il volontariato sviluppa un rapporto sinergico con il mondo del "Mercato" (beneficio, efficacia, scambio...), con il mondo dello "Stato" (minimi garantiti a tutti, sicurezza, coercizione...) e con i mondi vitali delle persone e comunità primarie (dono, prossimità, coinvolgimento personale...).

 1.3 Terzo settore. Tra stato e mercato: la società civile

In Italia sta guadagnando terreno, a livello di società civile, un fenomeno nuovo, il Terzo Settore.  E' chiamato anche, a seconda delle differenti accentuazioni, terza dimensione, privato-sociale, terzo sistema, non profit, economia sociale o civile, mercato sociale. Si pone come spazio di azione sociale tra il privato e il pubblico, ossia come un insieme di soggetti privati associati che intendono svolgere un servizio di pubblica utilità.

 2. Tipologie di volontariato

 2.1 Il Volontariato Sociale è svolto dal cittadino che, adempiuti i suoi doveri civili e di stato, interviene a tempo parziale, disinteressatamente, in un settore di disagio sociale per collaborare a risolverne i problemi. Nel volontariato sociale il primo elemento caratterizzante è la decisione della persona che, in base ad un quadro di valori interiori e all'analisi delle situazioni esterne, mette il suo tempo, le sue competenze, la sua umanità a disposizione gratuita di un progetto di solidarietà.

Questo progetto, questa strutturazione è il secondo elemento caratterizzante del volontariato. Nel Volontariato Sociale risalta in modo significativo l'azione realizzata con il contributo, anche parziale, di molte persone che potremmo chiamare collaboratori dell'azione di volontariato.

Questa sinergia di privati cittadini e di libere associazioni è componente costitutiva di una moderna democrazia: è una delle forme con cui il cittadino partecipa alla vita sociale per «essere di più» (senso della vita); per «contare di più» (partecipare e influenzare); per «risolvere meglio» (qualità della vita ed eliminazione di sperequazioni).

Il Volontariato Sociale è tale solo se realizza una dimensione politica impegnandosi contestualmente nell'intervento immediato e nella rimozione delle cause personali e strutturali, nella promozione di nuove politiche sociali al servizio di tutti, con prestazioni prioritarie per i soggetti a rischio.

«Il Volontariato Sociale è ormai parte rilevante di quel "terzo sistema" che, accanto al mondo delle Istituzioni Pubbliche e delle attività private, ripropone la società civile, quella dei cittadini liberamente associati, come elemento fondamentale di una solidale prospettiva comunitaria, di una nuova cultura politica». (Federazione Italiana Volontariato)

 2.2  Il Volontariato Internazionale è essenzialmente diverso.

Anzitutto è caratterizzato da un impegno che occupa tutto il tempo della giornata, per un periodo notevole della vita della persona: le leggi civili (per l'Italia la legge 49/87) prevedono un minimo di durata di due anni. Un'autentica inculturazione esigerebbe molto di più.

La seconda caratteristica  è la decisione di uscire dalla propria cultura mettendo la propria professionalità e la propria vita a servizio della crescita di altri popoli. Perciò si richiede una specifica preparazione professionale che costituisce la base di un rapporto costruttivo con una cultura «altra»: interculturalità

 2.3  La tradizione salesiana, il Cooperatore

Don Bosco ha avuto una grande sensibilità verso il sociale, e soprattutto ha saputo convocare ed entusiasmare molte persone, giovani e adulti, laici e consacrati, al servizio dell'educazione e promozione dei giovani e del popolo, dentro e fuori delle opere salesiane.

Sognò un grande movimento di persone, unite attorno al progetto educativo e di evangelizzazione dei giovani, e condividendo i valori della sua spiritualità; il cuore e il motore di questo vasto movimento doveva essere, secondo Don Bosco, l'Associazione dei Cooperatori salesiani. Il CG24 ci ha invitato a fare realtà questo sogno insieme con gli altri gruppi della Famiglia Salesiana.

I documenti salesiani affermano che una forma significativa di questa corresponsabilità dei laici nella missione salesiana è il volontariato (CG24,122), che diviene anche un cammino privilegiato per maturare nei laici la vocazione salesiana.

 3. Il volontariato: vocazione umana

 3.1  Il volontariato come "attitudine interiore"

Non è l'attività sociale e neppure il partire per terre lontane che possono costituire la sostanza del volontariato. La qualità di questa decisione è interna, è quella che caratterizza la nostra vita e le nostre azioni.

L'attitudine al volontariato è una virtù interiore che sgorga dalla solidarietà intesa non come occasionale intenerimento per le situazioni difficili altrui, ma come «determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno, perché tutti siamo responsabili di tutti» (SRS 38)

 3.2  Una definizione. Il volontariato che ci caratterizza anche come persone adulte è "l'attitudine interiore" che diventa progressivamente stile di vita concreta con cui una persona decide che la sua realizzazione, il finalismo della sua esistenza e, in definitiva, la sua maturità, trova pienezza nell'essere a servizio dei fratelli.

Quindi: «Essere volontario è una virtù interiore e come tale va seminata, fatta crescere, esige delle scelte costose, progressive, esige un itinerario educativo, delle tappe, delle verifiche.»

 3.3 Una meta unica per tutti: «Vivere il Vangelo, servendo la persona e la società»

Il processo educativo salesiano ha come obiettivo di portare il giovane a «vivere il Vangelo, servendo la persona e la società» (CHFL 36) versione attuale dell'espressione di don Bosco «onesto cittadino e buon cristiano».

È la promozione integrale dell'uomo, orientata a Cristo, che sa integrare fede e vita.

 3.4  Volontario e volontariato

Volontario non è colui che fa, ma colui che è, che è in un cammino progressivo di strutturazione della propria personalità verso l'oblatività, il dono di sé.

E' un processo di crescita che si rafforza e si orienta ad ogni nuova occasione di servizio: praticamente coincide con la maturazione umana.

Questa crescita non è garantita automaticamente, è frutto di educazione e di scelte volute, di modelli e di esperienze. Soprattutto la libertà personale gioca un ruolo determinante e proprio per questo ha senso confrontare le scelte e le motivazioni con il quadro di valori proposto da Cristo. E' in gioco la realizzazione personale.

 Il volontariato invece, come fatto sociale organizzato, è già il primo frutto visibile di questa maturazione perché rende possibile la convergenza di più persone in un progetto comune; è un modello sociale già gravido di nuovi valori, di rapporti umani caratterizzati dall'assunzione responsabile di situazioni umane, di soluzioni solidali.

Anche le attività del volontariato devono essere ispirate e verificate da un quadro di valori che oltre ai riferimenti etici delle singole persone tiene in considerazione le logiche dell'agire: i fini, i mezzi, i tempi, l'opportunità.

 3.5. Stile e caratteristiche

3.5.1 Essere volontari è più uno stile di vita che una specifica attività.

Caratteristica indispensabile è il coinvolgimento personale, profondo e progressivo in uno stile di condivisione e di servizio che crei una personalità «solidale», in linea di principio, con  tutte le persone del mondo  e concretamente impegnata sul territorio in cui vive.

 3.5.2 Certo il volontario deve possedere caratteristiche ben definite per svolgere questo compito. Anzitutto la maturità umana e l'equilibrio psico-affettivo, poi una professionalità specifica, utile allo sviluppo della comunità in cui svolgerà il suo servizio.

Occorre anche ricordare che l'obiettivo di fondo di ogni volontario, qualunque sia la tipologia di progetto in cui è inserito, è di lavorare in modo da rendersi inutile, nel senso che deve essere capace di trasferire le sue competenze agli operatori locali mettendoli nella condizione di essere autonomi.

 3.5.3  Un'altra caratterizzazione del Volontariato internazionale è la progettualità: con uno slogan "nessun volontario senza progetto, nessun progetto senza volontario". Poiché noi lavoriamo per lo sviluppo umano, la risorsa umana è indispensabile: "E' l'uomo l'artefice dello sviluppo, non il denaro o la tecnica" (RM 52). Ma altrettanto importante è che il volontario senta di essere il realizzatore di un preciso progetto, frutto di ricerca e di esperienza. Non quindi un generico e volenteroso "tuttofare".

 3.5.4  Il volontario internazionale rappresenta anche il ponte culturale che collega due mondi per uno scambio di ricchezze umane. E' un vero e proprio ambasciatore dell'organismo a cui appartiene, un tramite ed uno strumento per la realizzazione di un progetto; ed è il mediatore ed il collegamento tra due culture a volte molto distanti tra loro non solo geograficamente. La sua stessa funzione di svolgere un compito preciso, esige come condizione di efficacia che si impegni a comprendere in profondità realtà e cultura locali per poter diventare, in un certo senso, portavoce dei poveri e loro interprete nel Nord del Mondo. Questa importantissima mediazione fa sì che il progetto abbia un risvolto anche nei cosiddetti Paesi ricchi, i Paesi promotori: un risvolto educativo interculturale che permette ai vari organismi di elaborare progetti sempre più mirati e corrispondenti alle effettive esigenze dei Paesi Poveri, ma soprattutto che permette di educare alla mondialità, alla  intercultura al riconoscimento dell'interdipendenza dei popoli, ai Diritti umani, alla pace.

 3.5.5 La professionalità del volontario deve essere quindi unita ad una capacità di contatto umano e di conoscenza della lingua locale che privilegia i valori dello spirito. E poiché la vita del volontario trasmette, silenziosamente, il quadro dei valori in cui crede, la scelta di fede cristiana, vissuta concretamente, è la ricchezza più significativa che il volontario trasferisce nelle persone con cui condivide la sua  esperienza.

 3.5.6 Il ruolo politico del volontario internazionale è anzitutto quello di coscientizzare le persone della loro dignità, dei loro diritti in quanto esseri umani, del valore della propria cultura. Inoltre al ritorno in patria il volontario diventa la voce di chi non ha voce, il testimone della divaricazione tra ricchi e poveri, il conoscitore delle esigenze dei poveri e delle metodologie appropriate che lo sviluppo esige. Al rientro, quindi, inizia una delle fasi più importanti del volontariato come scelta di vita.

 3.5.7 La gratuità, come attitudine ad un servizio altruistico e disinteressato, come tendenza a dimenticarsi di sé per il bene degli altri, è l'aspetto più evidente e anche più costruttivo di questo stile di vita. La gratuità non esclude che per il volontario sia previsto un trattamento economico, soprattutto quando l'impegno abbraccia l'intera giornata per lunghi periodi. Diversamente potrebbero fare volontariato solo coloro che hanno rendite patrimoniali o religiosi garantiti dalle loro comunità.

Certamente il servizio come tale non deve essere fonte di reddito personale.

 4.  Un nuovo nome

Le caratteristiche elencate ci permettono di affermare che il termine "volontario" è assolutamente inadeguato a cogliere l'essenza di questo servizio. La parola "volontario" fotografa solo il momento decisionale, ma non descrive la natura del loro servizio e i loro compiti.

Noi proponiamo di riflettere su questo punto e di avere il coraggio di lanciare  un termine nuovo che lo contestualizza nel mondo di oggi: "Operatore di Pace" o "Operatore di Sviluppo umano".