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La quinta tappa della Via della Creazione celebra la bontà delle piante, fondamentali per la vita umana e animale. La Bibbia le pone prima dell’uomo, confermando il loro ruolo vitale: ossigeno, nutrimento, equilibrio. Al centro del giardino di Eden l’albero della Vita e quello della Conoscenza simboleggiano il legame tra vita e sapere, insegnando rispetto delle leggi naturali e comunione. Gli alberi, maestri silenziosi, intrecciano radici e relazioni di mutuo aiuto, mostrando generosità, umiltà e intelligenza cooperativa. Trascurarli o distruggerli significa rompere l’armonia con la creazione e con Dio. Lodiamo dunque il Creatore per il dono delle piante.
Dopo aver contemplato l'Incarnazione, l'Eucaristia e la presenza di Maria, l’esperienza di Maccio conduce al cuore del suo messaggio: l'abbraccio con la Trinità Misericordia. Negli Scritti, la Misericordia non è un semplice attributo, ma la natura stessa di Dio. L'invito per ogni uomo è a non temere le proprie ferite, accostandosi ai sacramenti con cuore sinceramente pentito. Rifiutando l'orgoglio dell'io e il relativismo, i fedeli sono chiamati a riscoprire l'Eucaristia come sorgente di acqua viva e garanzia di salvezza eterna.
La quarta stazione della Via della Creazione invita a meditare sulla bontà della terra e del mare, guidati dalle riflessioni del Card. Ravasi. L’acqua, presente in migliaia di versetti biblici, è simbolo vitale di purificazione e rigenerazione, ma anche immagine del caos e del nulla quando appare come mare o diluvio. La Scrittura descrive Dio che pone un limite alle acque, contenendone la forza distruttrice e trasformandole in strumento di giudizio e salvezza. Cristo stesso, dominando le acque, rivela la sua supremazia sul creato. Il mare, pur evocando mostri marini resta sotto l’imperativo divino, e nell’Apocalisse sarà definitivamente superato nella nuova creazione, segno della vittoria di Dio sul caos.

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