Testimoni della fede

Testimoni della fede

Vera ascolta e … trasmette le parole di Gesù

Analizzando la “forma” dei Tabernacoli Viventi si coglie come Gesù, attraverso Vera Grita, abbia indicato la struttura concreta dell’Opera. Non si tratta di un’associazione tradizionale, ma di una realtà spirituale diffusa, composta da sacerdoti, laici e giovani che, dopo la comunione, diventano dimora viva di Cristo. Maria Ausiliatrice è guida e madre, mentre i Salesiani sono chiamati a sostenerne la diffusione. La forma dell’Opera è quindi semplice e universale: un movimento di amore eucaristico che si radica nella vita quotidiana e nella missione della Chiesa.

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Gesù attraverso Vera Grita si rivolge ai Salesiani

Gesù, attraverso Vera Grita, rivolge ai Salesiani un messaggio di amore e missione. L’Opera dei Tabernacoli Viventi nasce a Torino, nel cuore di Valdocco, come “lettera d’amore” ai sacerdoti, in particolare ai Salesiani, chiamati a portare Cristo tra i giovani e nelle famiglie. Gesù invita a vivere un’unione profonda con Lui e a diffondere la sua presenza eucaristica nel mondo, sotto la guida di Maria Ausiliatrice e con la protezione di san Giovanni Bosco. L’Opera diventa così una chiamata a rinnovare lo spirito salesiano e a testimoniare la vicinanza di Cristo.

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Luigi e Zelia Martin: santi e genitori di sante

Luigi Martin e Zelia Guérin, sposati nel 1858 ad Alençon, vissero il matrimonio come vocazione alla santità. Lui orologiaio, lei merlettaia, entrambi animati da profonda fede, educarono nove figli, di cui quattro morirono piccoli. La loro casa fu luogo di preghiera, carità e fiducia in Dio anche nelle prove, come la malattia che portò Zelia alla morte nel 1877. Luigi sostenne poi la vocazione religiosa delle figlie, tra cui Santa Teresa di Lisieux. Entrambi riconosciuti Venerabili, sono stati canonizzati nel 2015 come modello di santità coniugale.

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Una famiglia di martiri e di “samaritani”

Nel villaggio polacco di Markowa, durante l’occupazione nazista, Józef e Wiktoria Ulma, con i loro sei figli e uno in arrivo, nascosero otto ebrei perseguitati, consapevoli del rischio di morte. Animati da profonda fede cristiana e compassione, agirono in silenzio e con coraggio, testimoniando il Vangelo con il martirio.

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Pier Giorgio Frassati: uomo, gioioso, tutto dei poveri

Pier Giorgio Frassati, giovane torinese morto a 24 anni, fu definito da Giovanni Paolo II “il ragazzo delle otto Beatitudini”: un laico che univa fede, carità e impegno sociale. La sua vita semplice e gioiosa, nutrita da Eucaristia, preghiera e servizio ai poveri, colpì credenti e non credenti. Amava lo sport, l’amicizia, la giustizia, e viveva la politica come testimonianza evangelica. Pur tra sofferenze familiari e rinunce personali, rimase saldo nella carità. La sua santità quotidiana, radicata nella speranza, mostra che vivere il Vangelo è possibile per tutti.

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Maria Pia Giudici: mistica e guida spirituale

Suor Maria Pia Giudici, donna di cultura e di Dio, seppe unificare competenza e spiritualità in un’unica missione: evangelizzare con la vita. A San Biagio creò una casa più che un convento, luogo di accoglienza, Parola e lavoro, dove la preghiera diventava esperienza concreta. Maestra di Lectio Divina, poetessa mistica, pioniera dell’ecologia spirituale, fu anche una lottatrice che affrontò incomprensioni e una dura “notte dello spirito”. La sua eredità resta nel suo grido pasquale: «Cristo vive!» e nell’invito a “vivere amando”. Ascoltiamo l’intervista a Don Ferdinando Colombo.

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La Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo e il suo sposo Enrico: fidarsi di Dio in due è meglio

A Medjugorje, nel 2002, Chiara Corbella ed Enrico Petrillo si riconoscono come dono reciproco. Il loro amore, pur segnato da crisi e ripartenze, matura fino al matrimonio del 2008. Le prime due gravidanze portano alla nascita e alla rapida morte di Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, accolti come doni da accompagnare alla vita. Con il terzo figlio, Francesco, è Chiara ad ammalarsi: sceglie di custodire la sua vita prima di curare la propria. Muore nel 2012, lasciando una testimonianza luminosa di fiducia totale in Dio. La sua fama di santità ha portato all’apertura della causa nel 2018.

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Il Servo di Dio Roberto Malgesini, un prete felice di vivere la carità

Don Roberto Malgesini (1969-2020) ha vissuto nel silenzio il suo ministero di sacerdote, caratterizzato da una scelta per i poveri che affollavano le vie della città di Como. Sempre d’accordo con i suoi superiori e con la Caritas diocesana, ha agito accompagnando senzatetto, prostitute e migranti a recuperare la propria dignità, guidando anche molti volontari sulla sua stessa strada. Dopo la sua uccisione la mattina del 15 settembre 2020 per mano di Ridha Mahmoudi, uno degli uomini che aveva cercato di aiutare anche sul piano burocratico, il suo esempio ha conosciuto una diffusione sorprendente: per questa ragione, il 6 giugno scorso, nella diocesi di Como, si è aperta l’inchiesta diocesana della sua causa di beatificazione e canonizzazione, che segue la via dell’offerta della vita.

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Nove salesiani martiri della fede in Polonia

Nel maggio 1941 nove sacerdoti salesiani polacchi vengono arrestati dalla Gestapo e deportati nei campi di concentramento. Non sono cospiratori, ma educatori, confessori e guide spirituali. Ad Auschwitz e Dachau subiscono torture, fame e lavori disumani, ma restano fedeli alla loro vocazione fino al martirio. Vengono beatificati oggi, 6 giugno 2026. La loro testimonianza ci ricorda che la vera forza è la fede che resiste e l’amore che perdona.

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Domenico Zamberletti

Sul Sacro Monte di Varese, il piccolo Domenico Zamberletti affida a tre biglietti il desiderio di conoscere la volontà di Dio sulla sua vocazione. La scomparsa misteriosa dei foglietti lo porta a intuire un destino diverso: il Paradiso. Cresciuto tra il santuario, la musica e l’esempio dei santi, vive una fede limpida e ardente. Colpito da una grave leucemia a dodici anni, affronta la malattia con serenità e desiderio di santità, fino alla morte nel 1950, lasciando un ricordo indelebile.

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In missione per conto del Sacro Cuore

Don Elia Bellebono visse esperienze mistiche fin da novizio: una visione del Sacro Cuore lo segnò profondamente e lo spinse a una vita di carità e missione. Calzolaio di umili origini, affrontò espulsioni, prove e calunnie, perdonando i suoi nemici. Dopo anni di itineranza e missioni di conversione, fu finalmente ordinato sacerdote a 65 anni. Promosse la costruzione del santuario del Sacro Cuore vicino ad Urbino, lasciando un’eredità di fede e devozione.

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Sandra Sabattini: vita donata di una “santa fidanzata”

Nel 1974, a soli tredici anni, Sandra Sabattini vive ad Alba di Canazei l’esperienza che segnerà tutta la sua vita: il servizio ai disabili e la preghiera silenziosa davanti al Signore. Cresciuta in una famiglia essenziale e profondamente credente, matura una scelta radicale per Dio e per i poveri, sostenuta dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Il fidanzamento con Guido e il desiderio di partire in missione si intrecciano con un’intensa vita spirituale. La sua morte improvvisa nel 1984 rivela una santità luminosa, già riconosciuta dalla Chiesa.

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Maria Costanza Zauli: alla presenza di Gesù per amore dei fratelli

Nel 1933, durante l’inaugurazione del monastero delle Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento a Bologna, suor Maria Costanza Zauli — paralizzata da dieci anni — viene portata in carrozzella in chiesa. Appena entrata, tenta di inginocchiarsi e sente una forza nuova che la rialza: è guarita. È il segno atteso che conferma la nascita della nuova comunità. La sua vita, segnata da una profonda unione eucaristica, la porterà a diventare fondatrice e madre generale, fino alla morte nel 1954.

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Maria Immacolata, Tabernacolo d’oro di Gesù

La figura di Maria Vergine ha un ruolo centrale nell’esperienza mistica di Vera Grita. Maria Ausiliatrice è guida e madre dei Tabernacoli Viventi, chiamati a portare Cristo nel mondo con umiltà e amore. Vera riceve da Gesù l’invito a vivere questa Opera sotto la protezione di Maria, che diventa modello di disponibilità e di fede. La spiritualità mariana di Vera si intreccia con la dimensione eucaristica, mostrando come la presenza di Maria accompagni e sostenga il cammino dei fedeli, rendendoli strumenti di grazia e consolazione per la Chiesa e per l’umanità.

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La via dell’Amore Eucaristico

La via dell’Amore Eucaristico è il cuore dell’esperienza mistica di Vera Grita, che ricevette da Gesù il messaggio dell’unione totale tra l’anima e Cristo, simboleggiata dal vino e dall’acqua inseparabili nella Messa. Questa fusione diventa fecondità missionaria: “insieme porteremo gran frutto”. Gesù invita Vera e i Tabernacoli Viventi a offrirsi al Padre e a portarlo nelle famiglie, nelle scuole e tra i sofferenti. L’unione eucaristica diventa così permanenza viva di Cristo nell’anima, chiamata a essere strumento di amore, umiltà e testimonianza quotidiana.

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