Testimoni della fede

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Un ragazzo alla ricerca della felicità: il Servo di Dio Marco Gallo

Si apre a Milano l’inchiesta per la beatificazione di Marco Gallo, giovane cattolico morto a 17 anni in un incidente stradale nel 2011. Ragazzo vivace e curioso, Marco ha vissuto una fede profonda, cercando risposte alle domande ultime della vita tra scuola, amicizie e l’amore per i Santi. Attraverso scritti e testimonianze, ha indicato ai coetanei che la felicità non è nelle cose effimere, ma nell’incontro con Cristo. Il suo lascito spirituale continua a guidare centinaia di giovani che, nel suo nome, cercano oggi “colui che è vivo”.

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Il messaggio di Gesù a san Paolo VI

Il testo del 1968, rivolto da Gesù a Paolo VI attraverso Vera Grita, rappresenta la sintesi della spiritualità dei Tabernacoli Viventi. Gesù si presenta come Via, Verità e Vita, e chiede di diffondere la sua Opera d’Amore: Tabernacoli Viventi capaci di portarlo tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle parrocchie. L’invito è rivolto a sacerdoti, laici e giovani, guidati da Maria Ausiliatrice, per diventare strumenti di grazia e salvezza. Paolo VI è chiamato a riconoscere e legare questa Opera all’autorità della Chiesa, affinché si diffonda nel mondo intero.

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Un calice pieno di sangue: Santi Luigi Versiglia e Callisto Caravario

Luigi Versiglia (1873‑1930), accolto da Don Bosco e ordinato sacerdote nel 1895, guidò la prima missione salesiana in Cina, fondando la casa madre di Macau e la missione di Shiu‑chow, di cui divenne vescovo nel 1920. Callisto Caravario (1903‑1930), giovane salesiano torinese, lo raggiunse in Cina nel 1924 e fu ordinato sacerdote. Il 25 febbraio 1930, durante una visita pastorale, entrambi furono assaliti da pirati e uccisi per difendere le giovani catechiste, realizzando la profezia di Don Bosco sul “calice di sangue”. Beatificati nel 1983, furono canonizzati da Giovanni Paolo II nel 2000.

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Fulvio Colucci, 16 anni di vita vera

Fulvio Colucci, giovane casertano, affronta con serenità e fede un tumore cerebrale che lo rende tetraplegico. Fin da piccolo dimostra una profonda sensibilità spirituale e una straordinaria capacità di consolare chi soffre, vivendo con gioia e dedizione la sua esperienza scolastica salesiana. Anche durante le cure, mantiene uno sguardo luminoso e una forza interiore alimentata da una preghiera che si fa sempre più intensa. Muore il 22 febbraio 2020, lasciando una testimonianza di luce che ispira la nascita dell’associazione “Sui passi di Fulvio Colucci”.

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Angelica Tiraboschi verso gli altari?

Angelica Tiraboschi, giovane di Treviglio, affronta con fede e coraggio la malattia che la colpisce a 18 anni. Vivace e sensibile, difende la sua fede tra i compagni e trova forza nella preghiera, nel Rosario e nel Rinnovamento nello Spirito Santo. Di fronte al tumore, consola i familiari e affida tutto a Dio: “Andare oltre il limite spetta solo a Lui”. Nei suoi ultimi giorni lascia un testamento spirituale: “Il vero miracolo è continuare ad amare la vita nonostante le sofferenze, perché è sempre l’amore la chiave di ogni risurrezione”. La sua testimonianza continua a ispirare molti.

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Don Giuseppe Allamano: «Prima santi e poi missionari»

Giuseppe Allamano (1851‑1926), sacerdote astigiano, fu rettore del Santuario della Consolata di Torino. Dopo la guarigione miracolosa da una polmonite nel 1900, maturò la decisione di creare un istituto missionario piemontese, incoraggiato dal cardinale Richelmy. Ordinato nel 1873, si dedicò alla formazione dei giovani preti e al rilancio del santuario, fondando opere sociali. Nel 1901 nacquero i Missionari della Consolata, seguiti dalle Suore nel 1910, inviati in Africa. Beatificato nel 1990, è stato canonizzato da papa Francesco nel 2024.

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Don Andrea Santoro, martire del dialogo

Sognava le missioni già dagli anni del Seminario: dopo trent’anni dall’ordinazione sacerdotale, Don Andrea Santoro viene inviato in Turchia come “fidei donum” della diocesi di Roma. Domandandosi continuamente il senso della sua presenza in un Paese dove i cristiani sono una ridotta minoranza, dialoga con quelli che credono comunque nell’unico Dio, fino alla tragica uccisione.

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Don Titus Zeman, difensore delle vocazioni sacerdotali

Salesiano slovacco, Don Titus Zeman difende la fede nella sua patria durante il regime comunista. Aiuta a scappare molti giovani confratelli, facendoli arrivare in Italia perché completino la formazione, ma viene arrestato durante la terza spedizione. Il carcere e i lavori forzati lo portano sull’orlo della crisi, ma non considera sprecata la propria vita; è stato beatificato nel 2017.

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Alessandro Galimberti: come profumo di nardo

Nativo di Lissone, ex allievo delle Opere Salesiane di Sesto San Giovanni, Alessandro entra in Seminario dopo il diploma. Una grave malattia del sangue lo porta ad assentarsi spesso per ragioni di cure, ma non frena il suo desiderio di celebrare anche una sola Messa, per rivelare a tutti, soprattutto ai giovani, l’amore di Gesù. È morto prima di diventare prete, ma i suoi scritti hanno ispirato un film e segnano il cammino di tanti.

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“Intervista” a Vera Grita

Vera Grita (1923‑1969), insegnante ligure, visse una vita segnata da malattia e sacrifici familiari, ma illuminata da una profonda esperienza mistica. Attraverso i suoi scritti e la sua testimonianza nacque l’Opera dei Tabernacoli Viventi, fondata sull’idea che ogni fedele, dopo la comunione, diventi dimora viva di Cristo. La sua esistenza semplice e sofferente fu caratterizzata da amore, obbedienza e dedizione totale alla Chiesa e alla famiglia, trasformando la fragilità in forza spirituale. La sua figura resta oggi un esempio di fede vissuta con radicalità e speranza. Ripercorriamo qui luoghi e fatti della sua vita.

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Una vita donata: la Serva di Dio Vera Grita

La storia della Serva di Dio Vera Grita, (Roma, 28 gennaio 1923 – Pietra Ligure, Savona, 22 dicembre 1969) Salesiana Cooperatrice, Serva di Dio, Mistica dell’Eucaristia, che ci introduce con dolce forza nel mistero dell’infinita Misericordia della SS. Trinità e ci fa prendere coscienza di poter essere anche noi dei Tabernacoli viventi in cui Gesù Eucaristia desidera risiedere stabilmente.

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Il beato Filippo Rinaldi, un buon padre

Terzo successore di Don Bosco, don Filippo Rinaldi fu eletto Rettor Maggiore nel 1922. Nato a Lu Monferrato, visse una vocazione adulta e profonda, segnata da fiducia in Maria Ausiliatrice e dedizione instancabile. Missionario in Spagna, fondatore di opere e associazioni, diede vita alle Volontarie di Don Bosco, intuendo nuove forme di consacrazione nel mondo. Il suo stile educativo era fatto di paternità, ascolto e mansuetudine ed è ricordato come maestro di vita spirituale e apostolo della carità.

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Charles De Foucauld: un dono di luce dal deserto

Da una gioventù spensierata all’eremitaggio nel deserto del Sahara, fino alla morte senza vedere nessun frutto: così potrebbe essere riassunta l’esperienza di Charles de Foucauld. Eppure la sua eredità ha portato a riconoscere il suo profondo desiderio di essere fratello di tutti, tanto da arrivare prima alla beatificazione, poi alla canonizzazione.

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Vera di Gesù

Vera Grita (1923‑1969), maestra ligure e Salesiana Cooperatrice, visse una profonda esperienza mistica che la rese “Vera di Gesù”. A partire dal 1959 ricevette messaggi interiori che culminarono nel 1967 con la rivelazione dell’Opera dei Tabernacoli Viventi: l’idea che ogni fedele, dopo la comunione, diventi dimora stabile di Cristo. Nonostante la malattia e una vita semplice, continuò a insegnare e a scrivere i suoi quaderni mistici, oggi custoditi e pubblicati, che testimoniano la sua dedizione totale all’Eucaristia e alla Chiesa.

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San Bartolo Longo

Bartolo Longo visse una profonda conversione che lo portò a dedicarsi alla Madonna del Rosario. Fondò il santuario di Pompei e promosse la devozione mariana come via di salvezza e riscatto spirituale. La sua vita testimonia come la grazia possa trasformare una vita. Fu apostolo della carità, vicino ai poveri e agli emarginati. Beatificato nel 1980 da Giovanni Paolo II e canonizzato il 19 ottobre 2025.

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