La via dell’Amore Eucaristico

UNIONE E FUSIONE CON DIO ATTRAVERSO L’EUCARISTIA

Prendiamo in considerazione la dimensione eucaristica così come il Signore la indicò a Vera e attraverso Vera a tutte le anime che aderiscono a questo cammino e iniziamo proprio dal primo Messaggio con cui Gesù Eucaristia si comunica a Vera il 19 settembre 1967, mentre Vera era in adorazione davanti al Santissimo Sacramento esposto nella Chiesa di Maria Ausiliatrice a Savona: Gesù: “Il vino e l’acqua siamo noi: Io e te, tu ed Io. Siamo una cosa sola. … E la volontà del Padre mio è questa: che Io rimanga in te, e tu in Me. Insieme porteremo gran frutto”. [p. 116]
Questa prima comunicazione di Gesù a Vera è molto importante perché ci dice il tipo di unione che Gesù desidera realizzare in Vera, nei Sacerdoti e nelle anime chiamate nell’Opera.
Vale a dire: l’acqua ed il vino, che in ogni Messa il sacerdote unisce, stanno ad indicare l’inseparabilità dell’anima da Dio in Cristo, così come l’acqua ed il vino sono inseparabili una volta che siano stati uniti. Si tratta pertanto della fusione dell’anima con Dio, più volte richiamata da Gesù nell’Opera.
Lo ricorderà ancora a Vera pochi giorni dopo 22.9.´67: “… Ricorda: il vino e l’acqua. In questo mistero c’è l’unione, la donazione. Solo con Me l’offerta sale a Dio Padre”. [p. 118]
Ed ancora il 22.12.´67: “… Se l’anima è partecipe di Me, di tutto Me stesso, anch’io anelo partecipare di essa perché non ci siano due esseri separati, Creatore e creatura, o uniti per pochi istanti, ma un solo Essere, una sola Anima.” [p. 140]
14.3.’68 Gesù: “Io rimango in te, e tu sarai rapita a Me. Non c’è saluto, perché non ti lascio, non mi allontano da te. Io in te, e tu in Me: il Vino e l’acqua. Gesù e l’anima. Una sola offerta, una sola Immolazione, un solo sacrificio”. [p. 190]

CONSEGUENZA IMMEDIATA DI QUESTA UNIONE È LA FECONDITÀ IN OGNI MISSIONE

“Insieme porteremo gran frutto”. Gesù lo evidenzia subito fin dalla prima comunicazione a Vera e nei giorni successivi le ripeterà ancora questa parola chiave: INSIEME.
20.9.’67: “Portami con te, portami da Pina, da tutti. Andiamo “insieme”, stiamo sempre insieme”.
22.9.’67: “Portami con te, nel tuo cuore”. “Figlia mia, ho stabilito la mia dimora in te: voglio fare di te un Tabernacolo Vivente per andare alle anime. Dammi tutto”. [p. 116]
Nello stesso giorno, durante la sera, Gesù indica a Vera la seconda direzione cui porta l’unione con Lui racchiusa nella parola “insieme”.

Gesù, dopo aver invitato Vera ad accettare i suoi Doni per il bene delle anime (le sue Piaghe, il suo Sangue, il suo Nome, il suo Amore), la invita ad offrirsi a Dio Padre secondo i desideri del suo Cuore: “Nasconditi in questi Doni, in queste ricchezze, ed offriti a Dio Padre secondo i desideri del mio Cuore. Insieme andiamo per il mondo a raccogliere anime. Ecco, tu sei in Me in ogni mia Immolazione, su tutta la faccia della Terra. Io in te, e tu in Me, come il vino si unisce all’acqua, come Io sono nel Padre, ed il Padre è in Me, come lo Spirito Santo, Amore, risplende in Noi. Ti faccio dono gratuito di Tutto. Sei contenta? È croce, è amore: è la mia Croce, è il mio Amore. Vieni, seguimi!”. [p. 117]
Gesù in Vera raggiunge pertanto tutte quelle realtà umane che appartengono alla vita di Vera donandosi alle anime che incontra attraverso lei: i suoi familiari, gli scolari a scuola, i degenti in ospedale durante i suoi lunghi ricoveri ecc.. Vera in Gesù condivide la sua Vita divina e raggiunge pertanto tutte le realtà che appartengono a Cristo attraverso la Santa Messa.
15.7.1968 Gesù: “Sì nella Santa Messa c’è l’incontro divino, l’Unione. Io ti attiro a Me, ti immergo nel mio santo Sacrificio, e tu cessi finalmente di vivere per te stessa, ma vivi, più viva che mai per Me. Ah! Vera, a questa Unione voglio condurti perché nessuna sposa è dello Sposo se non fa così. Una santa Messa continua che non ha fine nel tempo, e che ebbe inizio con la mia Incarnazione”. [p. 236]

UN ESEMPIO CONCRETO ED EFFICACE

Quasi una sintesi di quanto detto, la troviamo nel Messaggio rivolto a don Gabriello Zucconi, direttore spirituale di Vera:
4 ottobre ’67 Gesù: “Scrivi a Padre Gabriello. Io sono con lui, e lui è in Me. Egli porta la fiaccola del mio Amore alle anime che lo attendono. Io in lui mi do alle anime, e lui in Me si dà al Padre mio. Voglio che bruci di questo Amore divino.
Egli è nel mio Cuore come consolatore delle mie agonie, come fratello, amico. Egli è lo Sposo che va incontro alla Sposa. In lui Io mi nascondo per cercare le mie pecore, per radunare il mio gregge. In lui parlo, agisco, soffro e, soprattutto, amo.
Di’ a P. Gabriello che il suo Gesù tanto lo ama, e che non esiterebbe un istante a ridonargli tutto il suo Sangue. Ecco, io lo mando per il mondo come un giorno andai Io per il mondo. Egli deve portare Me, deve dare Me, perche egli, Padre Gabriello è in Me. Non sono queste parole che gli recheranno gioia, ma la Grazia che metto in queste parole, perché sono, saranno Me”
. [p. 120]

ISTRUZIONI PER TUTTE LE ANIME

Il 29.10.’67 Gesù comunica a Vera delle indicazioni precise per chi aderisce all’invito ad essere suo Tabernacolo Vivente, chiarendo ulteriormente le finalità di questa chiamata in parte già accennate nel Messaggio rivolto a don Zucconi:
“Gesù. Vita voglio donare, Vita, Vita, Vita, tutta la mia Vita. Voglio passare, attraverso le anime umili e disposte, ad altre anime ancora insensibili ai miei richiami. Queste anime devono purificarsi per accogliere Me, devono offrire se stesse in Me al Padre mio Celeste, perche Io viva in loro. Ritornerò alle anime, cercherò ancora le anime così”. [p. 124]
Ed ancora il 22.12.’67: “O anime che mi ascoltate, che mi seguite, unitevi nel mio Nome, unitevi in Me, Gesù; fatemi posto nel vostro cuore, nella vostra anima, perche Io dimori sempre in voi.
Ricordatevi di Me, della mia Presenza Eucaristica nella vostra anima. Siate i miei Tabernacoli Viventi e fatemi andare incontro alle anime dei vostri fratelli. Tenetemi in voi presente in tutta la mia realtà divina e umana, quindi parlatemi, fatemi partecipi di voi, delle vostre cose; conversate con Me, sì con Me, con Gesù.
Quale amico, quale confidente, quale amore più desiderabile del mio? Io scendo per dialogare con l’anima che mi fa posto. Quest’anima avrà sempre Me, e ogni giorno rinnoverò in essa la mia Presenza Eucaristica, l’accrescerò attraverso la Santa Comunione.”
26.12.’67 Gesù all’anima: “Sarò in ogni anima in misura del posto che questa lascia a Me. La mia Grazia compirà grandi cose. Io, Vivente e Presente nell’anima, entro nelle famiglie, nella vostra casa, rimango con voi. Stamani ti ho detto di portarmi in seno alla tua famiglia: il tuo bacio è stato il mio bacio per ciascuno di loro. Poi saranno le “parole”, saranno le vostre parole. Io mi servirò del vostro modo di parlare, di esprimervi, per parlare, per arrivare alle altre anime. Datemi le vostre facoltà, perché io possa incontrarmi con tutti e in ogni luogo. Sull’inizio sarà per l’anima un lavoro di attenzione, di vigilanza, per scartare da sé tutto ciò che pone ostacolo alla mia Permanenza in lei. Le mie grazie nelle anime chiamate a quest’Opera, saranno graduali. Oggi tu porti di Me in famiglia, il mio bacio; un’altra volta, qualcosa di più e sempre più ancora, finché quasi all’insaputa dell’anima stessa, io farò, agirò, parlerò, amerò, attraverso lei quanti si avvicineranno a quest’anima, e cioè a Me.
C’è chi agisce, parla, guarda, opera sentendosi guidato solo dal mio Spirito ma io sono già Tabernacolo Vivente in quest’anima, ed essa non lo sa. Deve però saperlo, perché io voglio la sua adesione alla mia PERMANENZA EUCARISTICA nella sua anima; voglio che quest’anima mi dia anche la sua voce per parlare agli altri uomini, i suoi occhi perché i miei incontrino lo sguardo dei fratelli, le sue braccia perché io possa abbracciare altri, le sue mani per carezzare i piccoli, i bambini, i sofferenti.
Quest’Opera ha però per base l’amore e l’umiltà. L’anima deve avere sempre innanzi a sé le proprie miserie, le proprie nullità, e mai dimenticare di quale pasta è stata impastata.
Quanto do all’anima, è un dono, dono d’Amore del Padre mio Celeste, per mezzo mio alle anime. È il Padre mio che mi manda a voi, fra voi, per confondermi fra voi, come una volta a Betlemme, per chiamarvi alle cose del Cielo”
. [p. 142]

Maria Rita Scrimieri, responsabile Centro studi “Opera dei Tabernacoli viventi” (trascritto da video call)

Immagine di copertina: crocifisso nella chiesa dell’Eremo carmelitano in località Deserto di Varazze.

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