Il motore si ferma, la Provvidenza no

Un pulmino si spegne a pochi metri da un distributore, senza più gasolio e senza possibilità di ripartire. Mentre cresce la preoccupazione, qualcuno propone di pregare. Nel mezzo della pozzanghera e dell’incertezza, arriva un aiuto inatteso: un uomo che “non sa perché” è tornato indietro ed ha con sè quanto serve per risolvere il problema.

Autostrada direzione Milano, van a nove posti colmo di passeggeri e bagagli, cielo grigio piombo. È il tardo pomeriggio di una domenica di fine inverno, siamo di ritorno da Bologna ed è qui che inizia un’esperienza che ricorderemo per sempre.

Lo smartphone appoggiato sul quadro del volante copre l’indicatore del serbatoio del gasolio; così ci si accorge tardi di essere non solo in riserva, ma quasi a secco.
Il tentativo di uscire dall’autostrada per raggiungere il distributore più vicino sembra riuscire, ma il motore, inesorabilmente, perde potenza e ciò rende necessario un accostamento di fortuna ad un guardrail, nel bel mezzo di una grande pozzanghera, a circa cinquanta metri dalla pompa di benzina. L’auto si spegne e non si riaccende.

C’è un supermercato che uno di noi raggiunge a piedi per acquistare un innaffiatoio; lo riempie con dieci litri di gasolio, che vengono così travasati nel serbatoio. Ma niente da fare, nemmeno così l’auto parte, probabilmente è entrata aria nei circuiti che portano il carburante al motore. Si cercano tutorial su Internet, si telefona a parenti esperti… si compiono vari tentativi di manovre di accensione… ma nulla. [Molti diesel diesel moderni richiedono un’operazione di spurgo dell’aria entrata nel circuito per ripartire dopo essere rimasti senza carburante NdR]

In auto qualcuno ricorda un amico, che siamo stati a trovare proprio quella domenica, e la sua abitudine a pregare ad alta voce con i salmi. Così, in auto, uno di noi proclama il salmo 23: “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza…”. Poi si inizia insieme a pregare il santo Rosario.
Nel frattempo viene chiamata l’assistenza stradale, ma c’è un problema nella geolocalizzazione della nostra posizione. Ci richiameranno. Il Rosario prosegue, siamo alla terza decina.

In una carreggiata a fianco a quella su cui siamo accostati, vediamo fermarsi un’apecar bianca, cassonata. Scende un uomo che si avvicina alla nostra auto: “Avete bisogno?”.
Raccontiamo la nostra situazione. Chiede di aprire il cofano. Lo facciamo. Guarda il motore, sporgendosi dal bordo della pozzanghera. “Aspettate”. L’uomo va all’apecar. Ritorna con un astuccio. Lo appoggia sul guard rail, e dice: “È il mio astuccio di scuola”. Lo apre: è pieno di chiavi inglesi. Ne prende una e la porge a chi di noi si trova, dall’altra parte della pozza d’acqua, vicino al cofano aperto. “ Ecco quella del 7; penso dovrebbe andare bene”.

Da qui in poi, a voce, guida passo passo nelle varie manovre da effettuare: “Adesso gira… ancora un po’… fermo… adesso risali in auto e accendi… non si accenderà ancora… scendi… gira ancora…”. Guida le operazioni come chi sa esattamente cosa fare. L’auto riparte.
Ci racconta che il suo astuccio è pieno di attrezzi perché ha studiato da meccanico. E ci dice: “Ero già passato una prima volta [con l’apecar] senza fermarmi. Poi, non so il perché, ma ho sentito dentro che dovevo tornare indietro e venire da voi, così ho fatto il giro e sono tornato”. Io in lacrime dal finestrino: “Glielo dico io chi l’ha chiamata… sa che noi stavamo pregando il Rosario?!”

Scende dall’apecar anche una giovane ragazza. Entrambi dicono che loro pensano si debba far circolare il bene; oggi io faccio un favore a te e tu lo farai un domani ad altri. Non sappiamo come ringraziarli. Promettiamo di pregare per loro.
Ringraziamo Dio, l’intercessione di Maria. La Parola del salmo si è realizzata.
In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape […] nulla vi sarà impossibile”. (Mt 17,20)

E. P.

Mandate il vostro racconto a redazione@sacrocuore-bologna.it: raccontate l’episodio che avete vissuto e diteci come avete letto, con gli occhi della fede, quella che potrebbe essere una semplice coincidenza oppure un piccolo (o grande) “segno del cielo”. Noi pubblicheremo i vostri racconti sulla rivista e/o sul sito nel segno dell’ascolto reciproco e della condivisione. Leggete, se volete, l’articolo di presentazione di questa ricerca sul “soprannaturale quotidiano”.

Immagine di copertina generata artificialmente

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