L’incontro con l’Opera dei Tabernacoli Viventi è una realizzazione della”bella copia” del Salesiano, auspicata e predetta da don Bosco, attraverso la centralità eucaristica, dettata da Gesù a Vera Grita e rivolta ai Sacerdoti Salesiani. L’Opera dei Tabernacoli Viventi è una lunga”Lettera d’Amore”che Gesù, Sacerdote Eterno, scrive ai suoi Fratelli Sacerdoti attraverso Vera, la “maestrina di Savona”, Salesiana Cooperatrice:
“Ai miei amati Sacerdoti mando, attraverso te, il mio sguardo d’Amore, di dolcezza. Scrivi, scrivi a loro poiché io voglio scrivere a loro, perché con loro desidero ardentemente parlare. Forse che non sarà gradito per loro ricevere una lettera dal loro Amore, dal loro Gesù? Gesù scrive attraverso te, e chi mi ama accoglie e aspetta …”. 25.1.1968 [pp. 166-167]
Gesù, attraverso le sue Lettere, vuole effondere sui Sacerdoti il calore del suo Cuore Sacerdotale:
“Noi scriveremo molto, perché per i miei amati Sacerdoti voglio effondere tanto amore, tanto conforto, tanto calore: il calore del mio Cuore di Sacerdote Eterno. Anche per loro Gesù compie un’Opera d’Amore unica: Gesù scrive ai suoi sacerdoti, ai suoi “Se stesso” sulla terra. Essi mi sentiranno così molto, molto vicino, e la mia Grazia crescente in loro, le mie Lettere, saranno di conforto, di letizia, di pace. Sì, figlia mia, tanto li amo, e se vuoi farmi dono gradito, prega per loro: per tutti i miei Sacerdoti”. 28.1.1968 [p. 167]
Questa lunga lettera d’Amore che Gesù comunica a Vera durante gli ultimi 2 anni e mezzo (1967-1969) della sua breve vita terrena costituisce l’Opera dei Tabernacoli Viventi.
Cercherò di sintetizzarne il contenuto servendomi di quattro passaggi dell’Opera: 1. l’origine, 2. le finalità, 3. il contenuto, 4. la chiamata per i Salesiani. Nel fare questo userò il più possibile le parole stesse di Gesù comunicate a Vera affinché possa giungere a voi in modo più diretto la sua stessa parola.
1. L’ORIGINE
L’Opera nasce a Torino e precisamente nel cuore di Valdocco, proprio dove la Madonna ha indicato a don Bosco la costruzione della Basilica di Maria Ausiliatrice nello stesso luogo dove sono stati martirizzati i santi della legione Tebea: Solutore, Avventore e Ottavio. Ecco come Maria Ausiliatrice e Gesù si esprimono in un messaggio a Vera nella cappella delle reliquie della Basilica di Maria Ausiliatrice dove lei si era recata in pellegrinaggio:
“Dì alle genti che il momento è grave. Sono venuta a propagare e a diffondere la devozione al mio Cuore Materno e l’Amore al mio Figlio nella SS. Eucaristia. I Tabernacoli vedranno la luce nel mio Cuore di Madre. Apritevi all’Amore, alla Grazia, al Dono di Dio per divenire Templi del mio Gesù. La via ai Tabernacoli Viventi, sono lo: l’Ausiliatrice. Da Torino, nell’Opera di S. Giovanni Bosco, sorga l’Opera! Dal Papa, la luce e l’approvazione. Si facciano preghiere e voti perché Io venga presto su voi per sempre. Maria Ausiliatrice a Vera per intercessione di S. Giovanni Bosco, in questa Cappella dell’Apparizione. … Gesù: È qui la culla del mio Messaggio, del mio Trionfo perché l’opera salesiana porterà al mondo la mia luce. Da qui partiranno i primi Tabernacoli Viventi con approvazione ecclesiastica: martiri della Fede e di Me! Io, Gesù ho detto tutto…”. 18.5.1968 [pp. 210-211]
2. LE FINALITÀ
All’inizio dei suoi messaggi Gesù dice a Vera: “Il vino e l’acqua siamo noi: Io e te, tu ed Io. Siamo una cosa sola. Io scavo in te, scavo, scavo per costruirmi un tempio lasciami lavorare, non pormi ostacoli” […] “e la volontà del Padre mio è questa che Io rimanga in te, e tu in Me. Insieme porteremo gran frutto” 19.9.1967.
E il giorno dopo: “Portami con te, portami da Pina, da tutti. Andiamo “insieme”, stiamo sempre insieme” 20.9.1967. In questi due primi messaggi emerge una duplice finalità: a) una profonda unione con Lui, Gesù, come l’acqua unita al vino nel calice, formare una sola anima, una sola cosa, Gesù e l’anima; b) portare Gesù con sé, andare insieme in missione, in uscita, stare sempre insieme.
Le finalità dell’Opera sono molteplici. La prima che Gesù comunica a Vera e che sembra motivare tutte le altre è una finalità missionaria ed escatologica. Rivolgendosi ai Sacerdoti ed in particolare ai Salesiani, il 13 novembre ’68 Gesù dice: “Ora aprite la mente alle bellezze dell’Amore e mirate nel firmamento Dio. Da questa volta celeste scenderà il vostro Sposo in un tempo non lontano, e là, ove Egli sarà, sarete anche voi se mi avrete seguito fino all’ultimo. Io, con i miei sacerdoti, con le mie anime voglio visitare tutta l’umanità. Io, Gesù, voglio essere “Chiesa” che va, che cammina, e cerco anime generose, anime piccole, pure, anime innamorate del mio Amore. Farò di voi un esercito, una “Lega di anime”, per la quale potrò incontrare e abbracciare tutti gli uomini. Il mio invito è rivolto ai miei amici Sacerdoti e primi fra tutti, i Salesiani, perché la mia SS. Madre, Maria Ausiliatrice vi è e vi sarà di aiuto, di sostegno, maestra e guida individuale e della vostra vita; perché S. Giovanni Bosco guiderà le anime dei giovani al mio incontro eucaristico e preparerà questi giovani a “portare Me”; perché a S. Giovanni Bosco dovranno essere affidati i ragazzi, e a lui, per mezzo della santa Madre mia, la scelta dei “chiamati”. [pp. 297-298]
3. IL CONTENUTO
Il contenuto dell’Opera è strettamente legato ai desideri di salvezza per tutta l’umanità, umanità che, Gesù vuole visitare, avvicinare direttamente con la sua Presenza eucaristica attraverso i suoi nuovi Tabernacoli.
Il protagonista è in modo inequivocabile Gesù Eucaristia che continua la sua Missione di Inviato del Padre per la salvezza dell’umanità:
“Io, Gesù Eucaristia, per mezzo vostro desidero raggiungere le mie Anime nel mondo, comunicare con le anime; Io ho scelto un altro Tempio: abitazioni, strade, ovunque voi andate. Io ho scelto altri Tabernacoli; non in muratura, ma vivi!” 4.2.1968
Il contenuto viene ampiamente esposto nel lungo messaggio indirizzato al santo Padre Paolo VI l’11 giugno 1968. (vedi pag. 13-15)
4. LA CHIAMATA PER I SALESIANI
“L’Opera deve essere portata a Torino, presso i Sacerdoti Salesiani sotto la protezione della Madre mia Ausiliatrice, perché Ella non manchi di donarvi gli aiuti celesti che vi devono assistere perché Io, Gesù Eucaristico, mi confonda in ogni tipo di anime in mezzo a voi. Pregate, pregate perché le anime da Me preparate ricevano Me. Voglio che a Torino la mia Opera si diffonda fra i Sacerdoti salesiani, ed essi sapranno preparare altre anime che vivono nel mondo, ma non del mondo, a ricevere Me. Queste mi porteranno nelle strade, nelle case, nelle famiglie, perché Io viva vicino ad altre anime lontane da Me, perché queste sentano costantemente la mia Presenza eucaristica.
“Ho scelto i Salesiani poiché essi vivono con i giovani, ma la loro vita di apostolato dovrà essere più intensa, più attiva, più sentita”. 2.2.1968
Conclusione: Gesù a Vera 4.2.1968: “Per tutti i Salesiani, il loro Fondatore, San Giovanni Bosco, sarà, dal luogo ove è nella Gloria mia, Padre amorevole, protettore, conforto, sostegno. Sì, anche don Bosco vuole ritornare a vivere fra voi, attraverso la mia Opera d’Amore. Sì, don Bosco ritorna in voi perché Gesù vuole rinnovare in voi la sua Vita, il suo Amore, il suo Sacerdozio, tutto se stesso. Io in voi, voi in Me, per donare “frutti”al Padre mio, per salvare le anime, per morire per le anime. Io, Gesù, vostra Vita, vostra Via, vostra Verità: a voi, amati Sacerdoti, a voi tutto e sempre Me”.
Don Francesco Marcoccio, salesiano
Immagine di copertina: Torino, Valdocco, Cappella del Sacro Cuore.




