Missioni

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Missioni salesiane, i primi passi in America

Nel 1875, con l’invio dei primi missionari in Argentina su impulso di don Bosco, lo scopo era evangelizzare gli immigrati italiani e gli indigeni della Patagonia. Nonostante le enormi difficoltà culturali, climatiche e politiche, i salesiani fondarono numerose opere educative e religiose. La loro azione missionaria ispirata a una visione inclusiva e sociale, anticipa quella promossa oggi dalla Chiesa.

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In attesa dell’ora della provvidenza

La ricorrenza dei 150 anni della prima spedizione missionaria salesiana (avvenuta nel 2025) ha ricordato l’avvio, nel 1875, del dinamismo missionario di don Bosco, maturato in un clima ottocentesco di forte slancio evangelizzatore. Pur non previsto inizialmente nelle Costituzioni, l’impegno missionario nacque da contatti, richieste e dal Concilio Vaticano I. Don Bosco attese il momento opportuno, mentre già viveva una “missione” tra i giovani poveri di Torino. Oggi la missione non è più solo partire, ma testimoniare il Vangelo nel proprio ambiente.

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Africa frontiera delle missioni salesiane

L’Africa, inizialmente trascurata dai Salesiani, vide le prime opere tra fine Ottocento e inizio Novecento, spesso ostacolate da leggi anticlericali e da guerre. Dopo il 1945 la presenza si ampliò, fino al “Progetto Africa” del 1978, che segnò una svolta: oratori, scuole, centri giovanili e parrocchie sorsero in decine di paesi, sostenuti anche da volontari laici. Oggi i Salesiani sono radicati in 42 nazioni africane, con oltre 250 opere guidate da confratelli locali, segno di un volto africano di don Bosco. Papa Leone XIV richiama a un nuovo slancio missionario, fondato su comunione e corresponsabilità.

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Don Francesco Convertini

Don Francesco Convertini, missionario salesiano, dedicò la sua vita all’India, dove visse per oltre cinquant’anni tra i più poveri e dimenticati. Con semplicità e profonda fede, fu per tutti un padre, un confessore e un amico, capace di parlare al cuore delle persone. La sua missione si fondava sull’ascolto, la preghiera e la carità concreta. Morì nel 1976 ed è stato dichiarato venerabile nel 2011.

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