Abbiamo trovato un ago in un pagliaio

Mandate il vostro racconto a redazione@sacrocuore-bologna.it: raccontate l’episodio che avete vissuto e diteci come avete letto, con gli occhi della fede, quella che potrebbe essere una semplice coincidenza oppure un piccolo (o grande) “segno del cielo”. Noi pubblicheremo i vostri racconti sulla rivista e/o sul sito nel segno dell’ascolto reciproco e della condivisione. Leggete, se volete, l’articolo di presentazione di questa ricerca sul “soprannaturale quotidiano”.

Enzo ci racconta come una ricerca che appariva impossibile, quando ancora non c’erano cellulari e internet, si sia risolta positivamente in poco tempo grazie ad una incredibile coincidenza.

Negli anni ’90, io e mia moglie Laura eravamo da poco pensionati, e svolgevamo opera di volontariato presso alcuni campi nomadi di Bologna, la nostra città.

Un giorno la Caritas diocesana ci informò che una signora di etnia rom, abitante in uno dei campi nomadi della città, era preoccupatissima perché aveva ricevuto importanti documenti destinati alla sorella, ma non sapeva come raggiungerla. All’epoca non c’erano ancora i cellulari, e lei della sorella non aveva né l’indirizzo né un numero telefonico: sapeva soltanto che la sorella si trovava a Roma, ed abitava in uno dei campi nomadi della capitale. Con mia moglie andammo a parlare con la signora rom di Bologna per approfondire la questione, ed effettivamente si trattava di documenti molto importanti, da recapitare al più presto. Ma come fare?

Ci venne in mente che ci avevano parlato della Comunità di Sant’Egidio, che ci dicevano operasse anche nei campi nomadi della capitale. Spiegare però tutta la faccenda per iscritto – nemmeno la posta elettronica era ancora diffusa, all’epoca – era una cosa molto complicata. Allora decidemmo di andare noi stessi a Roma, contattare di persona la Comunità di Sant’Egidio e chiedere loro un aiuto per provare a rintracciare la sorella della signora rom bolognese.

Così siamo partiti in treno alla volta di Roma, e giunti alla Stazione Termini abbiamo preso l’autobus per raggiungere l’albergo che avevamo prenotato. Alla fermata successiva, sul nostro stesso autobus è salita una mendicante con due bambini per chiedere l’elemosina. Io e mia moglie l’abbiamo osservata attentamente e mia moglie senza esitazione ha detto: “Ma questa persona è uguale identica alla signora rom di Bologna! Non può essere che sua sorella!”.

L’abbiamo avvicinata e le abbiamo chiesto come si chiamava: era proprio la sorella! Allora siamo scesi dall’autobus con lei, le abbiamo spiegato tutta faccenda, abbiamo fornito indirizzo e numero di telefono di sua sorella a Bologna e in questo modo le interessate hanno potuto prendere contatto e risolvere la questione.

Ecco come in modo del tutto fortuito (o provvidenziale) ha potuto risolversi un problema molto complesso, con modalità eccezionali. Infatti già era difficile pensare di riuscire a rintracciare la sorella a Roma, ma quante erano le probabilità che la persona rom che noi cercavamo salisse proprio sul nostro stesso autobus appena giunti a Roma? È una coincidenza del tutto eccezionale. Ma, come si dice, le vie del Signore sono infinite.

Enzo

Immagine di copertina di Friedrich Breznev con licenza CC BY-SA 4.0, Link

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