La telefonata nel bosco e un aiuto dall’alto

Mandate il vostro racconto a redazione@sacrocuore-bologna.it: raccontate l’episodio che avete vissuto e diteci come avete letto, con gli occhi della fede, quella che potrebbe essere una semplice coincidenza oppure un piccolo (o grande) “segno del cielo”. Noi pubblicheremo i vostri racconti sulla rivista e/o sul sito nel segno dell’ascolto reciproco e della condivisione. Leggete, se volete, l’articolo di presentazione di questa ricerca sul “soprannaturale quotidiano”.

Nel cuore di una valle senza segnale, una donna vive l’angoscia per la salute del marito lontano. Il cammino diventa preghiera, finché un incontro inatteso – un’edicola dedicata a San Michele Arcangelo – apre uno spiraglio di speranza. E subito arriva incredibilmente una buona notizia.

Una brevissima testimonianza per un evento accadutomi qualche anno fa e che io vissi come un intervento del Cielo.

Ero in una passeggiata sulle Alpi marittime sopra Cuneo con la sorella di mio marito, che invece si trovava al lavoro a Bologna. Il cellulare non aveva connessione perché eravamo inoltrati in una vallata impervia.

Ma a un certo punto squillò: lui mi stava telefonando dal Pronto Soccorso dell’ospedale S. Orsola, perché lo aveva colpito una potente emicrania con strani sintomi neurologici. Io rimasi impietrita, perché lui aveva avuto in passato gravi problemi cardiovascolari a rischio della vita. Vidi buio, paura, anzi terrore, e gli chiesi di telefonarmi a ogni nuova notizia. Ma poi la connessione scomparve per il resto del tragitto. Decidemmo con gli altri cosa fare: non si poteva tornare indietro perché era un giro ad anello, bisognava andare avanti. Ogni passo per me era una preghiera e un dolore sempre più pesante nel cuore. Il cellulare in mano mi tremava: non dava segnali, sempre silenzio!

Dopo più di un’ora e mezza di cammino nel bosco, selvaggio e senza case, si stagliò una piccola edicola dedicata a San Michele Arcangelo, a cui io sono particolarmente devota. Mi inginocchiai, e implorai in silenzio.

Poi rincorsi mia cognata e suo marito che erano andati avanti e dopo due minuti il mio cellulare squillò: “Sono io, tutto bene mi hanno già fatto varie visite, è una strana forma di emicrania ma non c’è da preoccuparsi mi dicono” e di nuovo la connessione scomparve. Noi ci abbracciammo, piangemmo di gioia come bambini. Appena ritornati al rifugio la linea riprese a funzionare. San Michele Arcangelo, grande protettore e custode delle ns fragili vite ti sei chinato su di noi, hai capito che io non avrei più retto all’angoscia.

Ancora oggi nel ricordare questo mi commuovo.

F. L.

Immagine di copertina generata artificialmente

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