Vita del Santuario

A servizio del Santuario e della Parrocchia

Chiamato a diventare parroco del Santuario del Sacro Cuore, don Piergiorgio Placci si presenta e parla dei suoi programmi ed impegni: valorizzare il Santuario come luogo di preghiera, rilanciare l’adorazione e la disponibilità alle confessioni, promuovere pellegrinaggi e percorsi spirituali, proseguire il cammino pastorale parrocchiale, sostenere giovani, famiglie, anziani e le molte realtà attive, mantenendo viva l’identità cristiana della comunità.

Testimoni della fede

Un ragazzo alla ricerca della felicità: il Servo di Dio Marco Gallo

Si apre a Milano l’inchiesta per la beatificazione di Marco Gallo, giovane cattolico morto a 17 anni in un incidente stradale nel 2011. Ragazzo vivace e curioso, Marco ha vissuto una fede profonda, cercando risposte alle domande ultime della vita tra scuola, amicizie e l’amore per i Santi. Attraverso scritti e testimonianze, ha indicato ai coetanei che la felicità non è nelle cose effimere, ma nell’incontro con Cristo. Il suo lascito spirituale continua a guidare centinaia di giovani che, nel suo nome, cercano oggi “colui che è vivo”.

Sacro Cuore e dintorni

Dio, Misericordia infinita, ama la Chiesa

Nelle rivelazioni di Maccio la SS. Trinità parla della Chiesa con un linguaggio dolce e sponsale: la chiama figlia e sposa, immagine nel tempo dell’Amore eterno che unisce le Persone divine. Nella Chiesa, dove Cristo è il capo e noi le membra, possiamo intuire questo Amore. Maria, immagine della Chiesa pura, intercede perché sia sempre guidata dalla Misericordia. Gli Scritti richiamano l’unità, la fedeltà dei sacerdoti alla loro missione e la centralità dell’Eucaristia. La Trinità Misericordia implora la Chiesa di tornare a mettere Dio al centro e di portare al mondo il Suo Amore.

Attualità

La tragedia di Crans-Montana ci interpella

A un mese dalla tragedia di Capodanno, riflettiamo sul dolore per la perdita di quaranta giovani vite. Nonostante l’amarezza per gli errori umani e le inadempienze, emerge una rete di solidarietà che unisce soccorritori e famiglie. La morte prematura scuote la presunzione di sicurezza della società moderna, ricordandoci la nostra fragilità. Dio non è assente o punitivo, ma piange con l’uomo e accoglie le vittime in un abbraccio eterno, trasformandole in angeli che guidano i propri cari verso la speranza.

Testimoni della fede

Il messaggio di Gesù a san Paolo VI

Il testo del 1968, rivolto da Gesù a Paolo VI attraverso Vera Grita, rappresenta la sintesi della spiritualità dei Tabernacoli Viventi. Gesù si presenta come Via, Verità e Vita, e chiede di diffondere la sua Opera d’Amore: Tabernacoli Viventi capaci di portarlo tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle parrocchie. L’invito è rivolto a sacerdoti, laici e giovani, guidati da Maria Ausiliatrice, per diventare strumenti di grazia e salvezza. Paolo VI è chiamato a riconoscere e legare questa Opera all’autorità della Chiesa, affinché si diffonda nel mondo intero.

Testimoni della fede

Un calice pieno di sangue: Santi Luigi Versiglia e Callisto Caravario

Luigi Versiglia (1873‑1930), accolto da Don Bosco e ordinato sacerdote nel 1895, guidò la prima missione salesiana in Cina, fondando la casa madre di Macau e la missione di Shiu‑chow, di cui divenne vescovo nel 1920. Callisto Caravario (1903‑1930), giovane salesiano torinese, lo raggiunse in Cina nel 1924 e fu ordinato sacerdote. Il 25 febbraio 1930, durante una visita pastorale, entrambi furono assaliti da pirati e uccisi per difendere le giovani catechiste, realizzando la profezia di Don Bosco sul “calice di sangue”. Beatificati nel 1983, furono canonizzati da Giovanni Paolo II nel 2000.

Testimoni della fede

Fulvio Colucci, 16 anni di vita vera

Fulvio Colucci, giovane casertano, affronta con serenità e fede un tumore cerebrale che lo rende tetraplegico. Fin da piccolo dimostra una profonda sensibilità spirituale e una straordinaria capacità di consolare chi soffre, vivendo con gioia e dedizione la sua esperienza scolastica salesiana. Anche durante le cure, mantiene uno sguardo luminoso e una forza interiore alimentata da una preghiera che si fa sempre più intensa. Muore il 22 febbraio 2020, lasciando una testimonianza di luce che ispira la nascita dell’associazione “Sui passi di Fulvio Colucci”.

Testimoni della fede

Angelica Tiraboschi verso gli altari?

Angelica Tiraboschi, giovane di Treviglio, affronta con fede e coraggio la malattia che la colpisce a 18 anni. Vivace e sensibile, difende la sua fede tra i compagni e trova forza nella preghiera, nel Rosario e nel Rinnovamento nello Spirito Santo. Di fronte al tumore, consola i familiari e affida tutto a Dio: “Andare oltre il limite spetta solo a Lui”. Nei suoi ultimi giorni lascia un testamento spirituale: “Il vero miracolo è continuare ad amare la vita nonostante le sofferenze, perché è sempre l’amore la chiave di ogni risurrezione”. La sua testimonianza continua a ispirare molti.

Testimoni della fede

Don Giuseppe Allamano: «Prima santi e poi missionari»

Giuseppe Allamano (1851‑1926), sacerdote astigiano, fu rettore del Santuario della Consolata di Torino. Dopo la guarigione miracolosa da una polmonite nel 1900, maturò la decisione di creare un istituto missionario piemontese, incoraggiato dal cardinale Richelmy. Ordinato nel 1873, si dedicò alla formazione dei giovani preti e al rilancio del santuario, fondando opere sociali. Nel 1901 nacquero i Missionari della Consolata, seguiti dalle Suore nel 1910, inviati in Africa. Beatificato nel 1990, è stato canonizzato da papa Francesco nel 2024.

Spiritualità

Tutto quello che serve per la vita si impara all’asilo

Le lezioni più importanti per la vita si imparano già all’asilo: piccoli semi di saggezza — come l’empatia verso chi è cattivo perché soffre, l’ascolto della voce interiore, il coraggio di chiedere aiuto, il rispetto di sé e degli altri, l’accettazione di non piacere a tutti, il valore del riposo e la consapevolezza che sbagliare è parte dell’apprendimento — restano impressi nei bambini. Storie di resilienza e amore insegnano che si è amati per ciò che si è, non per i risultati. E come nell’infanzia, la vita va attraversata dando la mano al “più grande”, Dio, che custodisce ogni passo.

Attualità

Antonino Zichichi: “Io credo in Colui che ha fatto il mondo”

Ieri si è concluso il percorso terreno di Antonino Zichichi, e in queste ore sono tante le voci che ne ricordano il profilo scientifico e non solo. Nel pensiero del Prof. Zichichi, scienza e fede coesistono in modo del tutto armonico. Noi vogliamo ricordarlo ripubblicando a questo proposito l’intervista uscita su “Vivere – Sacro Cuore” nel marzo 2017.

Missioni

Africa frontiera delle missioni salesiane

L’Africa, inizialmente trascurata dai Salesiani, vide le prime opere tra fine Ottocento e inizio Novecento, spesso ostacolate da leggi anticlericali e da guerre. Dopo il 1945 la presenza si ampliò, fino al “Progetto Africa” del 1978, che segnò una svolta: oratori, scuole, centri giovanili e parrocchie sorsero in decine di paesi, sostenuti anche da volontari laici. Oggi i Salesiani sono radicati in 42 nazioni africane, con oltre 250 opere guidate da confratelli locali, segno di un volto africano di don Bosco. Papa Leone XIV richiama a un nuovo slancio missionario, fondato su comunione e corresponsabilità.

Testimoni della fede

Don Andrea Santoro, martire del dialogo

Sognava le missioni già dagli anni del Seminario: dopo trent’anni dall’ordinazione sacerdotale, Don Andrea Santoro viene inviato in Turchia come “fidei donum” della diocesi di Roma. Domandandosi continuamente il senso della sua presenza in un Paese dove i cristiani sono una ridotta minoranza, dialoga con quelli che credono comunque nell’unico Dio, fino alla tragica uccisione.

Storie di vocazione

Dalla carriera di medico a suora di clausura

Dopo un’infanzia di fede semplice e gioiosa, l’adolescenza segnata dal dolore e dal dubbio l’ha allontanata da Dio. A vent’anni, grazie a relazioni, studi e comunità cristiana, è tornata alla Chiesa, scoprendo la dolcezza di Dio nei poveri e nei disabili. Un incontro con la Parola le ha rivelato Gesù come pienezza d’amore e l’ha condotta a consacrarsi. Dopo esperienze missionarie, ha percepito la chiamata alla vita monastica a Montefalco, dove da dieci anni vive la fraternità agostiniana. La sua vocazione è preghiera, servizio e segno di comunione, con il cuore già rivolto al paradiso.

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