Testimoni della fede

Beato Mario Borzaga, felice e simile a Cristo crocifisso

Nel 1954 tre giovani Oblati pregano per il Laos senza immaginare che uno di loro, Don Mario Borzaga, vi avrebbe donato la vita. Trentino, sensibile e riflessivo, scopre presto la vocazione missionaria e, dopo gli studi e un intenso cammino spirituale, parte per il Laos nel 1957. Tra povertà, solitudine e fede profonda, serve i villaggi come “Padre dal cuore retto”. Nel 1960 viene ucciso dai guerriglieri, insieme con il catechista Paolo. Beatificato nel 2016, il suo Diario di un uomo felice continua a ispirare.

Spiritualità

Se papà è troppo silenzioso

Un professore dona ai suoi studenti un braccialetto viola con la frase «Quello che sono fa la differenza», invitandoli a riconoscere chi, nella loro vita, lascia un segno. Un ragazzo lo consegna al padre, che scopre quanto il figlio avesse bisogno di sentirsi amato. Il racconto mostra quanto spesso gli adulti tacciano parole decisive. I padri silenziosi comunicano anche nei gesti, ma serve imparare a incontrarli dove sono, ascoltare le loro storie e trovare modi diversi per connettersi, prima che sia troppo tardi.

Testimoni della fede

Vera Grita, mistica dell’Eucaristia nella crisi del 1968

Nella crisi ecclesiale del 1968, segnata da contestazioni e perdita di vocazioni, Vera Grita visse la sua mistica eucaristica come risposta di fede e speranza. In comunione profonda con Paolo VI, propose l’Opera dei Tabernacoli Viventi, invitando i fedeli a diventare dimora viva di Cristo. La sua esperienza si inserisce nella tradizione delle grandi “donne eucaristiche” della Chiesa, da Giuliana di Cornillon a Teresa di Lisieux, e trova conferma nella testimonianza del cardinale vietnamita Van Thuân. Vera resta così voce profetica di amore eucaristico e di consolazione per la Chiesa ferita.

Don Bosco oggi

Una panchina per due

La tragedia di Crans-Montana non rivela tanto il narcisismo dei giovani, quanto il vuoto lasciato dagli adulti, incapaci di essere guida e argine. Ci troviamo sempre più spesso di fronte a genitori disorientati e ragazzi in cerca di presenza credibile. Da qui nasce la nuova rubrica “Chiedilo al Prof Salesiano”, ispirata al Sistema Preventivo di Don Bosco: ragionevolezza, ricerca di senso e amorevolezza. Educare richiede alleanze solide e adulti che non restino soli di fronte alle sfide dei giovani.

Storie di vocazione

Una Via che conduce all’Amore

Un incontro con Dio vissuto in molti luoghi e volti, dove il Signore ha parlato alla sua vita. La certezza che lo sostiene è essere “un sogno di Dio”, fondato sul Cuore di Cristo. Il suo cammino “verso l’Alto” è scendere nel cuore e scoprirsi amati. La vocazione salesiana gli ha mostrato che non è lui a salvare, ma Cristo: il sacerdote è una feritoia di luce. Maria e Don Bosco lo guidano nel dono totale. Sogna comunità vive, educatori appassionati e giovani che possano dire: “Qui ho scoperto che Dio mi ama”.

Spiritualità

Insegnare ai figli a chiedere scusa

Il perdono è sempre più difficile da praticare perché molti adulti non hanno imparato da piccoli il linguaggio delle scuse. Il Giubileo ci ha ricordato l’importanza di riconciliazione e responsabilità. I bambini devono essere guidati a capire che le loro azioni hanno conseguenze sugli altri, che esistono regole e che chiedere scusa è necessario per mantenere relazioni sane. Un percorso in cinque passi — rammarico, responsabilità, riparazione, impegno, richiesta di perdono — aiuta a sviluppare una “mentalità del perdono”, sostenuta soprattutto dall’esempio dei genitori.

Gesù e Maria

Imitare più che ammirare Maria

La devozione a Maria, radicata nell’Incarnazione, deve maturare passando dall’ammirazione all’imitazione. I privilegi mariani — Immacolata Concezione, maternità divina e Assunzione — rivelano il progetto di Dio sull’umanità e la piena apertura di Maria al bene. Madre di Gesù nella carne e nello spirito, collaborò alla sua crescita umana. Assunta in cielo, partecipa già alla vittoria di Cristo. La Chiesa invita oggi a una devozione più consapevole, fondata sulla conoscenza evangelica e sull’imitazione della sua fede.

Testimoni della fede

Gridare il Vangelo con la vita

Annalena Tonelli ha dedicato la vita ai poveri tra Kenya, Somalia e Somaliland, vivendo in povertà radicale e servizio totale. Ha insegnato, curato malati, combattuo carestie e soprattutto la tubercolosi, condividendo tutto con i poveri. Spinta dal Vangelo, ha affrontato persecuzioni, minacce e solitudine, e nel 2003 è stata uccisa a Borama. Ha chiesto solo di dare gloria a Dio per i doni ricevuti.

Missioni

In attesa dell’ora della provvidenza

La ricorrenza dei 150 anni della prima spedizione missionaria salesiana (avvenuta nel 2025) ha ricordato l’avvio, nel 1875, del dinamismo missionario di don Bosco, maturato in un clima ottocentesco di forte slancio evangelizzatore. Pur non previsto inizialmente nelle Costituzioni, l’impegno missionario nacque da contatti, richieste e dal Concilio Vaticano I. Don Bosco attese il momento opportuno, mentre già viveva una “missione” tra i giovani poveri di Torino. Oggi la missione non è più solo partire, ma testimoniare il Vangelo nel proprio ambiente.

Vita del Santuario

A servizio del Santuario e della Parrocchia

Chiamato a diventare parroco del Santuario del Sacro Cuore, don Piergiorgio Placci si presenta e parla dei suoi programmi ed impegni: valorizzare il Santuario come luogo di preghiera, rilanciare l’adorazione e la disponibilità alle confessioni, promuovere pellegrinaggi e percorsi spirituali, proseguire il cammino pastorale parrocchiale, sostenere giovani, famiglie, anziani e le molte realtà attive, mantenendo viva l’identità cristiana della comunità.

Testimoni della fede

Un ragazzo alla ricerca della felicità: il Servo di Dio Marco Gallo

Si apre a Milano l’inchiesta per la beatificazione di Marco Gallo, giovane cattolico morto a 17 anni in un incidente stradale nel 2011. Ragazzo vivace e curioso, Marco ha vissuto una fede profonda, cercando risposte alle domande ultime della vita tra scuola, amicizie e l’amore per i Santi. Attraverso scritti e testimonianze, ha indicato ai coetanei che la felicità non è nelle cose effimere, ma nell’incontro con Cristo. Il suo lascito spirituale continua a guidare centinaia di giovani che, nel suo nome, cercano oggi “colui che è vivo”.

Sacro Cuore e dintorni

Dio, Misericordia infinita, ama la Chiesa

Nelle rivelazioni di Maccio la SS. Trinità parla della Chiesa con un linguaggio dolce e sponsale: la chiama figlia e sposa, immagine nel tempo dell’Amore eterno che unisce le Persone divine. Nella Chiesa, dove Cristo è il capo e noi le membra, possiamo intuire questo Amore. Maria, immagine della Chiesa pura, intercede perché sia sempre guidata dalla Misericordia. Gli Scritti richiamano l’unità, la fedeltà dei sacerdoti alla loro missione e la centralità dell’Eucaristia. La Trinità Misericordia implora la Chiesa di tornare a mettere Dio al centro e di portare al mondo il Suo Amore.

Attualità

La tragedia di Crans-Montana ci interpella

A un mese dalla tragedia di Capodanno, riflettiamo sul dolore per la perdita di quaranta giovani vite. Nonostante l’amarezza per gli errori umani e le inadempienze, emerge una rete di solidarietà che unisce soccorritori e famiglie. La morte prematura scuote la presunzione di sicurezza della società moderna, ricordandoci la nostra fragilità. Dio non è assente o punitivo, ma piange con l’uomo e accoglie le vittime in un abbraccio eterno, trasformandole in angeli che guidano i propri cari verso la speranza.

Testimoni della fede

Il messaggio di Gesù a san Paolo VI

Il testo del 1968, rivolto da Gesù a Paolo VI attraverso Vera Grita, rappresenta la sintesi della spiritualità dei Tabernacoli Viventi. Gesù si presenta come Via, Verità e Vita, e chiede di diffondere la sua Opera d’Amore: Tabernacoli Viventi capaci di portarlo tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle parrocchie. L’invito è rivolto a sacerdoti, laici e giovani, guidati da Maria Ausiliatrice, per diventare strumenti di grazia e salvezza. Paolo VI è chiamato a riconoscere e legare questa Opera all’autorità della Chiesa, affinché si diffonda nel mondo intero.

Testimoni della fede

Un calice pieno di sangue: Santi Luigi Versiglia e Callisto Caravario

Luigi Versiglia (1873‑1930), accolto da Don Bosco e ordinato sacerdote nel 1895, guidò la prima missione salesiana in Cina, fondando la casa madre di Macau e la missione di Shiu‑chow, di cui divenne vescovo nel 1920. Callisto Caravario (1903‑1930), giovane salesiano torinese, lo raggiunse in Cina nel 1924 e fu ordinato sacerdote. Il 25 febbraio 1930, durante una visita pastorale, entrambi furono assaliti da pirati e uccisi per difendere le giovani catechiste, realizzando la profezia di Don Bosco sul “calice di sangue”. Beatificati nel 1983, furono canonizzati da Giovanni Paolo II nel 2000.

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