IN FAMIGLIA
Siamo tutti in apprensione, e non solo i genitori, per gli adolescenti di oggi. Sembrano così enigmatici e imprevedibili. Che cosa non abbiamo fatto? Che cosa ci suggerisce il vecchio caro sistema preventivo?
Non si può mai sapere cosa resterà impresso nella mente di un bambino. “A volte mi raccontano frasi dette da una nonna o da un allenatore che per noi adulti sembrerebbero insignificanti, ma per loro diventano fondamentali” spiega una educatrice.
Ecco perché è importante che genitori ed educatori ricordino i piccoli semi di saggezza che ci hanno insegnato alla scuola d’infanzia.
LE PERSONE CATTIVE MOSTRANO SOLO COME SI SENTONO DENTRO
Una storia lo spiega chiaramente: Un serpente inseguiva una lucciola per divorarla. Il piccolo insetto faceva l’impossibile per fuggire dal serpente, che la inseguì per giorni. A un certo punto la lucciola, stanca ed esausta, si fermò e chiese al serpente: «Posso farti una domanda, anzi tre?» «Non sono abituato a rispondere a nessuno, ma dato che ti devo mangiare, chiedi pure».
«Faccio parte della tua dieta?» «No». «Ti ho fatto qualcosa di male?» «No». «Allora perché vuoi mangiarmi?» «Perché non sopporto vederti brillare». Chi è gentile con sé stesso lo è anche con gli altri. Le parole crudeli parlano più di chi le dice che di chi le riceve. Se qualcuno ti sta maltrattando, è perché si sente male con se stesso. È così importante che i bambini sappiano che chi si sente bene con se stesso, è gentile con le altre persone. Questa non è una scusa per il comportamento offensivo dei bulli, ma invita all’empatia. Le vespe pungono perché sono piene di veleno.
ASCOLTA SEMPRE IL TUO “ANGIOLETTO SULLA SPALLA”
Ciò che ci fa persone umane è la capacità di scegliere. Gli animali, le piante, perfino i pianeti e le stelle non possono decidere: sono programmati così e non possono cambiare. La persona umana invece può cambiare e prendere decisioni.
Dentro di noi convivono due voci: una ci invita a scegliere ciò che è buono e giusto, l’altra il piacere immediato. Da bambino mi hanno spiegato che tutti noi abbiamo un “diavoletto” su una spalla che ci dice di fare cose che potrebbero farci sentire bene in quel momento, ma che non sono la scelta migliore, e un “angelo” sull’altra che ci dice qual è la cosa giusta in quel momento.
CHIEDERE AIUTO È UN ATTO DI CORAGGIO
Non bisogna affrontare tutto da soli: la vulnerabilità è una forma di forza. I bambini hanno bisogno di capire che va bene chiedere aiuto. Siamo tutti vulnerabili, questo è sicuro, ma la vulnerabilità può essere la chiave per costruire relazioni autentiche, rafforzare la resilienza e connettersi profondamente con gli altri. Scegliere di mostrarsi vulnerabili, in un mondo che spesso spinge alla perfezione, è un atto di grande coraggio e autenticità.
IL RISPETTO COMINCIA DA TE
È meraviglioso scoprire che nell’Universo non esistono due persone uguali. Ogni persona ha caratteristiche proprie e queste diversità vanno accolte e rispettate. A partire da noi stessi. Stabilire limiti e confini sani e saldi è di fondamentale importanza per il nostro benessere in quanto ci aiuta a preservare il nostro spazio vitale, le nostre energie, la nostra famiglia e a prevenire situazioni che, alla lunga, possono diventare fonte di ansia e pericolo. Per stabilire limiti e confini anzitutto dobbiamo imparare a dire dei no… anche se è difficile. Porre un freno alle richieste eccessive anche se vengono da amici è salvaguardare la propria vita. Dopotutto, un vero amico capirà di non oltrepassare il limite quando si tratta della tua salute, felicità e sicurezza. Mantieni sempre il controllo della tua integrità fisica e morale. Le persone che perdono il controllo di se stesse sono le più pericolose.
NON DEVI PIACERE A TUTTI, E VA BENE COSÌ
Bambini e adulti hanno tutti bisogno di tre cose: sentirsi ascoltati, sentirsi compresi, sentirsi accettati. Molte persone crescono cercando l’approvazione degli altri, comportandosi in modo da essere accettati. Per poter essere se stessi è necessario imparare a non aderire forzatamente al pensiero altrui e a non omologarsi obbligatoriamente per la paura di non essere ben accetti. Per integrarci in determinati gruppi, a volte indossiamo maschere sociali molto lontane dalla nostra vera personalità.
FA’ SEMPRE UN SONNELLINO DOPO PRANZO
All’asilo, un tempo, c’era sempre il momento del lettino. In un mondo frenetico e sovraccarico come l’attuale, lo stress cronico è diventato un’epidemia silenziosa, che colpisce centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Un momento di quiete ti permette di elaborare le emozioni senza sovraccaricare il tuo sistema nervoso. Quando ti prendi del tempo per stare fermo, offri al tuo corpo e alla tua mente lo spazio per ricaricarsi.
SBAGLIARE NON SIGNIFICA ESSERE “CATTIVI”
Commettere errori non ti rende cattivo, significa solo che stai imparando come quando da piccolo cadevi tentando di camminare. Questa è una delle lezioni più importanti da instillare nei bambini. Quando alcuni giovani provano qualcosa di nuovo, si arrendono se non sono bravi subito. Viviamo in questo mondo perfezionista e pensiamo: «Devi fare le cose bene la prima volta, e se non lo fai, allora c’è qualcosa che non va in te o sei stupido». È davvero triste, perché quando impari a camminare, non inciampi un milione di volte?
RICORDATI SEMPRE CHE IN UN ATTIMO PUOI ROVINARTI LA VITA
Una storia vera: “Cos’è questo?” “Una giacca… per te.” “Ma io volevo una bici!” Quel giorno urlai. Buttai il regalo per terra, corsi in camera mia e sbattei la porta con tutta la forza che avevo. Papà non disse nulla, raccolse la giacca, la piegò con cura, e se ne andò in silenzio. Avevo dieci anni e credevo che l’amore si misurasse nei giocattoli. Pensavo che se non ottenevo ciò che volevo, significasse che non ero amato abbastanza. Ci sono voluti vent’anni per capire.
Un pomeriggio freddo, mi imbattei in una vecchia foto: papà, con gli stessi vestiti logori di sempre. E io, al caldo, sorridente, con addosso quella giacca che un tempo avevo odiato. Fu allora che compresi tutto. Quel giorno non mi diede ciò che volevo, mi diede ciò di cui avevo bisogno. Mi tenne al caldo, anche se questo significava uscire senza il suo maglione. Mi insegnò la resilienza, anche se non capivo che fosse una lezione. E ora che non c’è più, non è la bici che non ho mai avuto a farmi male ma il suo abbraccio che non gli ho mai dato. Il “grazie” che non gli ho mai detto. L’ingiustizia di aver giudicato il suo amore dal prezzo di un regalo. Perché alcuni doni non arrivano incartati, vengono donati attraverso il sacrificio. E questo lo capisci davvero… solo quando è troppo tardi. «Ah, se potessi tornare indietro…», quante persone pronunciano questa frase!
SEI AMATO PER QUELLO CHE SEI, NON PER CIÒ CHE FAI
Il valore non si misura con i risultati: chi ti vuole bene è lì per te, non per i tuoi successi. Prima quel messaggio viene impresso nel cervello di un bambino, meno è probabile che si appoggi all’ansia e al perfezionismo che potrebbero inseguirlo per tutta la vita.
QUANDO DEVI ATTRAVERSARE LA STRADA DÀ SEMPRE LA MANO A UNO PIÙ GRANDE
Questa vita è come una strada che nessuno di noi potrà ripercorrere un’altra volta. Non mancano piccoli e grandi inciampi e difficili attraversamenti. Nella scuola d’infanzia insegnano che prima di attraversare una via trafficata bisogna dare la mano a uno più grande. Noi conosciamo il più grande di tutti, il nostro Creatore. Dio ha promesso: «Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Sulle mani essi ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra».
Don Bruno Ferrero, Direttore del Bollettino Salesiano
Immagine di copertina: “Un serpente inseguiva una lucciola per divorarla…”


