Vera Grita, mistica dell’Eucaristia nella crisi del 1968

Interpretazione “eucaristica” della spiritualità di Vera

NEL SUO CONTESTO STORICO

Conviene considerare l’esperienza e la testimonianza di Vera nel suo contesto ecclesiale degli anni 19671969, e poi interpretarla alla luce del passato e del futuro, inserendola nel cammino eucaristico della Chiesa rappresentato dai santi e dalle sante vissuti prima di lei e dopo di lei.
Anzitutto è importante ricordare il contesto ecclesiale dell’esperienza mistica di Vera nei due ultimi anni della sua vita che sono anche i più caratteristici della grande crisi della Chiesa del dopo Concilio. È una profonda crisi di fede, e per questo motivo il santo Papa Paolo VI ha voluto indire un anno della fede che si conclude il 30 giugno 1968 con il suo grande Credo del Popolo di Dio, nel quale viene riaffermata tutta la fede cattolica, soprattutto le verità più negate riguardo all’Eucaristia, alla Madonna e alla Chiesa (specialmente il primato del Papa e il sacerdozio ministeriale).
Nel maggio del 1968 è esplosa la contestazione anche all’interno della Chiesa contro il Papa e il suo Magistero. Seguirà poi la contestazione dell’Enciclica Humanae Vitae. La “rivoluzione sessuale” è stata forse la più distruttiva per le famiglie, per i giovani, e anche per i sacerdoti e consacrati, con le terribili ferite che rimangono aperte oggi e che appaiono in tanti scandali. Quando si perde l’amore di Gesù Eucaristia, della Madonna e del Papa (i “tre Amori bianchi” di Don Bosco), è tutta l’esistenza cattolica che si dissolve. Così in questi anni moltissimi sacerdoti, religiosi e religiose hanno perso la loro vocazione.
Vera vive intensamente questa Passione della Chiesa in una comunione profondissima con san Paolo VI che è il principale destinatario dei suoi scritti. La sua è una testimonianza di fede, speranza e amore in mezzo a grandi sofferenze fisiche e spirituali, con una forte parola d’incoraggiamento e di consolazione, e con la nuova proposta spirituale dei Tabernacoli Viventi.

ALLA LUCE DEI SANTI PRECEDENTI E SUCCESSIVI

Per capire bene una tale proposta, bisogna considerarla alla luce dei santi precedenti e successivi, cioè considerare Vera in questo “girotondo dei santi” dipinto dal beato fra’ Angelico dove i santi e gli angeli si danno la mano e ci danno la mano nel nostro cammino di santità.
Infatti Vera appare come una delle grandi mistiche dell’Eucaristia, di queste sante “donne eucaristiche” che insieme a Maria hanno aiutato tutta la Chiesa a crescere nell’amore di questo meraviglioso e inesauribile Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo. È lo stesso “profetismo femminile” di santa Giuliana di Cornillon che aveva spinto il vescovo di Liegi ad istituire per la prima volta la festa del Corpus Domini nel XIII° secolo. Più tardi, dopo la morte di Giuliana, Urbano IV ne farà una solennità per la Chiesa Universale, chiedendo a san Tommaso d’Aquino di scriverne l’ufficio liturgico. Lo stesso Papa aveva conosciuto personalmente la santa quando era arcidiacono di Liegi (cf. la catechesi di Benedetto XVI su santa Giuliana, il 17 novembre 2010). Bisogna sottolineare il fatto che l’umile donna aveva preceduto tutti questi grandi uomini!
Nel XIV° secolo Santa Caterina da Siena riporterà la Chiesa, allora tanto ferita dal peccato degli ecclesiastici, al suo centro vivo di santità che è il Corpo e il Sangue di Cristo, vivendo anche la comunione quotidiana con sette secoli di anticipo.
Alla fine del XIX° secolo, Santa Teresa di Lisieux vivrà in una nuova profondità la “mistica del Sacramento”, superiore a tutti i fenomeni mistici, felicemente assenti nella sua esperienza (cf. Deus Caritas est, n. 13-14). Per lei, è il Sacramento dell’Amore Misericordioso di Gesù che non vuole rimanere nel freddo tabernacolo di pietra, ma che desidera venire ogni giorno nel tabernacolo vivente del nostro cuore. Il suo desiderio della comunione quotidiana, non realizzato durante la sua vita, sarà definitivamente confermato da san Pio X nel 1905. Invece, santa Gemma Galgani, morta nel 1903, poteva fare la comunione ogni giorno e questa comunione quotidiana era il centro di gravità di tutta la sua vita mistica.
Dopo la “piccola Teresa” e la “povera Gemma”, l’umile Vera è come l’ultima e più recente sorella di tutte queste sante, nella stessa grande dinamica della spiritualità eucaristica della Chiesa che è una dinamica di vicinanza, di fiducia e di amore. La richiesta di Vera a Paolo VI per i Tabernacoli Viventi era come una spinta per un nuovo passo sullo stesso cammino, nella stessa direzione, non fattibile sul momento, ma progressivamente nel futuro.

UNA CONFERMA: FRANÇOIS-XAVIER NGUYEN VAN THUÂN

Infatti, pochi anni dopo la morte di Vera, un santo Pastore della Chiesa, il venerabile cardinale vietnamita François-Xavier Nguyen Van Thuân darà una verifica eclatante di tutta la spiritualità dei Tabernacoli Viventi. Nominato vescovo da Paolo VI nel 1967, Mons. Van Thuân è stato arrestato il 15 agosto 1975 ed è rimasto 13 anni nelle carceri comuniste fino alla sua liberazione il 21 novembre 1988. San Giovanni Paolo II l’ha invitato a predicare gli esercizi spirituali per la Curia Romana nel 2000 sul tema della speranza e poi l’ha creato cardinale. È morto a Roma nel 2002. Papa Francesco ha riconosciuto le sue virtù eroiche nel 2017.
Discepolo di Teresa di Lisieux e di Luigi Maria di Montfort, Mons. Van Thuân era anche amico di Chiara Lubich, ma evidentemente non poteva conoscere la spiritualità eucaristica di Vera, eppure la conferma pienamente e in qualche modo la reinventa con tutta la sua autorità di vescovo e adesso di venerabile!
Infatti, nei suoi testi scritti in carcere e dopo la sua liberazione e nelle testimonianze riunite nella Positio per la sua beatificazione, colpisce il suo modo di vivere l’eucaristia quotidiana in tutte le sue dimensioni di celebrazione, comunione, adorazione ed evangelizzazione, e questo nelle condizioni estreme di povertà e di piccolezza evangelica, nella kenosi dell’Incarnazione e della Croce.
Durante i 9 anni d’isolamento, egli celebrava la Messa ogni giorno con tre gocce di vino nel palmo di una mano e un frammento di ostia nell’altra. Non avendo una cappella con il tabernacolo, egli portava continuamente l’ostia consacrata nella tasca della sua camicia per poter vivere sempre l’adorazione eucaristica, dicendo a Gesù: “Ti porto con me giorno e notte”! Con Gesù Eucaristia sempre presente su di lui, poteva vivere fino in fondo l’Amore dei nemici, specialmente verso le sue guardie, questi duri poliziotti comunisti che spesso diventavano i suoi amici!
È tuttavia impressionante il fatto che questo santo Pastore della Chiesa è stato preceduto da una umile laica che aveva profetizzato tutto ciò che lui avrebbe vissuto nel futuro!

Padre François-Marie Léthel, Ocd Carmelitano

Gesù insegna a Vera questa preghiera (10 marzo 1969)

Gesù le dice: «Ripeti con Me e con i miei Angeli:
“Viva Gesù Eucaristia. Venga presto il Regno dell’amore di Dio per Gesù Eucaristia.
O Maria, Madre di Gesù, insegnaci ad incarnare Gesù Ostia Consacrata, a portare Gesù, a donare Gesù. Maria Santissima Ausiliatrice, sii nostra Madre, nostra Maestra, nostra Regina.
Noi ti eleggiamo insieme ai tuoi Santi, davanti al trono della santissima Trinità, nell’adorazione degli Angeli a Dio Padre, a Dio Figlio, a Dio Spirito Santo, Madre della nostra anima eucaristica affinché tu la prepari e la disponga a divenire quel Tabernacolo vivente desiderato e voluto dal tuo Gesù.
Nella tua mano di Regina dei Cieli e della Terra, deponiamo noi stessi.
Abbi pietà, Maria, delle nostre debolezze, delle nostre miserie, delle nostre incapacità.
Sollevaci dalla terra affinché da qui noi viviamo e siamo per il Cielo, per il Regno del figlio tuo. Nella tua mano è la nostra piccola offerta: lavala con le tue lacrime, immergila nel Sangue prezioso del tuo Gesù ed uniscila a quella dei tuoi Santi, di tutte le anime purganti, di tutte le anime che vivono sulla terra. Allora nel tuo Fiat, o Maria, salga il nostro fiat; fa’ che sia puro fa’ che sia santo, fa’ tu che sia degno di Gesù.
Ora, Maria santissima Madre nostra, disponici ad accettare quanto Dio Padre, in Gesù Cristo, ha stabilito per noi, perché la sua volontà sia manifesta al santo Padre, perché l’Opera d’amore di Gesù, scaturita dalla ferita del suo divin Cuore, sia manifesta ai suoi chiamati, per quella spada di dolore che trapassò l’anima tua. O Maria, ascoltaci, o Maria esaudiscici, o Maria soccorri i tuoi figli.”

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