Un nuovo modo di celebrare la creazione
In vista della Giornata del Creato del 1° settembre ripubblichiamo in questo periodo gli articoli usciti sulla rivista dal settembre 2024 ad ottobre 2025, che presentano un nuovo percorso alla scoperta della creazione: la Via Creationis.
In occasione della Giornata del Creato, che si celebra il 1° settembre di ogni anno e che apre il Tempo della Creazione, un periodo che dura fino al 4 ottobre, festa di S. Francesco, abbiamo pensato di avviare, con questo numero della rivista, un nuovo percorso alla scoperta della Creazione. Ci faremo aiutare da uno strumento nuovo, ancora poco conosciuto, ma molto interessante: la Via Creationis.
LA CREAZIONE
Per riflettere davvero su cosa sia la Creazione, pensiamo ad essa non come ad un fatto avvenuto una volta sola miliardi di anni fa, quando Dio diede origine al cosmo; pensiamo piuttosto a qualcosa in continuo divenire, una storia iniziata e mai finita, di cui noi esseri umani non solo siamo parte in quanto creature e custodi per mandato divino, ma di cui siamo anche co-artefici. Intendiamo la Creazione, quindi, come atto creativo originario, come processo ancora in corso e come insieme armonico delle creature. La creazione che vediamo oggi intorno a noi non è la creazione degli inizi. L’universo ci ha messo circa 14 miliardi di anni per arrivare ad essere quello che è oggi; il nostro mondo, quello che noi ci sforziamo di conoscere, non è altro che un frammento infinitesimale di una storia lunghissima. E ci sono voluti miliardi di anni perché, dopo quell’esplosione primordiale, si creassero una dopo l’altra le condizioni affinché nascesse la vita sulla nostra terra. Quant’è stato importante quel primo atto creativo da cui tutto ebbe inizio! Essenziale, fondamentale, un grandissimo dono da parte di Dio, che da quel momento si rivelò come Creatore. Per entrare nel grande mistero della Creazione, soffermiamoci quindi sull’inizio. Ciò che avvenne all’inizio, cioè miliardi di anni fa ha, infatti, dell’incredibile, e ci viene spiegato molto bene dalla scienza, oltre che dalla Bibbia. La Sacra Scrittura e la Scienza, infatti, non sono necessariamente in contrapposizione, ma – anzi – si integrano a vicenda: laddove la Genesi ci dà una versione poetica e religiosa della Creazione, la scienza ci spiega ciò che fisicamente e materialmente è accaduto, facendoci scoprire meraviglie infinite e invogliandoci ad andare sempre più a fondo nel mistero della conoscenza. La grandezza e la magnificenza dell’atto creativo e di tutto ciò che ne è conseguito, non possono non portarci a pensare che solo una mente divina poteva progettare qualcosa di così grande. Talmente grande che la sua dimensione non è comprensibile, ovvero non può essere contenuta, ricompresa, neanche nella nostra immaginazione. Lo studio dell’universo ci costringe a riconoscere i nostri limiti e a meravigliarci della magnifica azione del Creatore.
LA VIA CREATIONIS
La Via Creationis – spiega il Movimento Laudato Si’ – è una nuova preghiera per celebrare e contemplare la Creazione. Come la Via Crucis commemora il mistero della Passione, la Via Creationis commemora il mistero della Creazione. Lo fa “leggendo” i due libri sacri che Dio ha scritto, il Libro della Bibbia (Scrittura) e il Libro della Creazione (la natura e tutto ciò che ci circonda), per apprezzare il grande mistero della creazione del cosmo da parte di Dio. Le otto1 stazioni che la compongono sono i doni che Dio considera “buoni”: la luce, il cielo, la terra e il mare, i corpi celesti, le creature dell’acqua e dell’aria, le creature terrestri e infine una raccolta di tutte le cose create. Ad ogni stazione il Signore viene lodato e ringraziato per averci donato queste “bontà”.
PERCHÉ PREGHIAMO PER LA CREAZIONE?
“Come cristiani, abbiamo posto così tanta enfasi sulla nostra comprensione di Dio come Redentore che abbiamo trascurato l’importanza di Dio come Creatore”, spiega Tomás Insua, già Direttore Esecutivo del Movimento Laudato Si’, che ha contribuito alla stesura della prima versione della Via Creationis. Papa Benedetto XVI insegnava infatti che “negli ultimi decenni la dottrina della Creazione era quasi scomparsa dalla teologia. Il Redentore è il Creatore e se non proclamiamo Dio nella sua piena grandezza, come Creatore e come Redentore, sminuiamo anche il valore della Redenzione”. “La Via Creationis ci aiuta a riflettere su questo mistero e a lodare il nostro Creatore per le meraviglie della Creazione”, aggiunge Tomás. “Si tratta di un esperimento per mettere in pratica la ‘spiritualità ecologica’ proposta nella Laudato Si’, coniugando fede e ragione, Scrittura e scienza. Abbiamo bisogno di nuovi riti per celebrare il Tempo del Creato e riscoprire la sacralità del cosmo.” Questa nuova devozione ci aiuta ad assaporare il famoso “Dio vide che era buono” che si ripete lungo tutto il primo capitolo della Genesi. La Via Creationis ci invita a imitare Dio, “guardando” e contemplando le diverse parti della creazione, affinché anche noi possiamo riconoscere che tutte le creature sono “buone”, un vero dono.
QUANDO DOVREMMO PREGARE LA VIA CREATIONIS?
I fine settimana sono particolarmente adatti per pregare la Via Creationis a causa del loro simbolismo. Potrebbe essere sabato, “l’ultimo giorno” della sequenza della Genesi in cui Dio si dona al riposo contemplativo, godendo della bellezza del cosmo. Oppure potrebbe essere la domenica, il “primo giorno” della sequenza della Genesi in cui Dio dà inizio al mistero dell’attività creativa. Il Tempo del Creato (che si celebra ogni anno dal 1° settembre al 4 ottobre), o Tempo della Creazione come è stato recentemente rinominato, è anche un momento particolarmente speciale per pregare la Via Creationis. Così pure la Settimana Laudato Si’ nel mese di Maggio. Ma, ciò che mi sento di dire è che ogni momento è buono per pregare per la creazione, con la creazione e nella creazione.
COME PREGARE LA VIA CREATIONIS?
Preghiamola all’aperto, nella “Cattedrale della Creazione”. Può trattarsi di un parco o giardino urbano, di campagna o di natura selvaggia; più è silenzioso, meglio è. Essere vicino all’acqua (mare, lago, fiume, stagno o ruscello) sarebbe l’ideale per le stagioni legate all’acqua… Se si è in gruppo o in un ritiro, non è male identificare in anticipo 8 posti per ognuna delle 8 stazioni (potrebbero essere molto vicine tra loro oppure abbastanza distanti). Camminare dall’una all’altra in un cammino di preghiera. Preparare immagini che rappresentano ciascuna stazione (come fotografie della natura, oggetti naturali, dipinti, sculture o opere d’arte fatte in casa), che possono essere posizionate in ciascuna delle 8 posizioni o semplicemente portate con te per essere esposte in ciascuna stazione, è anche un suggerimento valido.
IL TESTO DELLA VIA CREATIONIS
Verrà proposto nei prossimi numeri della rivista ed è una rielaborazione – realizzata dal Circolo Laudato Si’ nelle Selve di Roma, di cui ho la fortuna di fare parte – del testo originario proposto dal Movimento Laudato Si’ in occasione del Tempo della Creazione 2023. Il testo è servito anche come esperimento con un gruppo di bambine e bambini che frequentano la nostra parrocchia (i cd. Circolini: bambini che si prendono cura del creato) per meditare e dare voce alle emozioni e all’immaginazione suscitate dai testi proposti: il frutto di questo lavoro sono stati dei bellissimi disegni che – da quel momento – ci accompagnano nelle nostre preghiere per la Creazione.
Emanuela Chiang
NOTE:
1 Si sta lavorando anche ad una versione con 9 stazioni, dove alla bontà degli esseri umani viene dedicata una stazione a sé.
Immagine di copertina: dettaglio della Creazione dipinta da Michelangelo sulla Volta della Cappella Sistina, foto di Calvin Craig su Unsplash




