Testimoni della fede

Angelica Tiraboschi verso gli altari?

Angelica Tiraboschi, giovane di Treviglio, affronta con fede e coraggio la malattia che la colpisce a 18 anni. Vivace e sensibile, difende la sua fede tra i compagni e trova forza nella preghiera, nel Rosario e nel Rinnovamento nello Spirito Santo. Di fronte al tumore, consola i familiari e affida tutto a Dio: “Andare oltre il limite spetta solo a Lui”. Nei suoi ultimi giorni lascia un testamento spirituale: “Il vero miracolo è continuare ad amare la vita nonostante le sofferenze, perché è sempre l’amore la chiave di ogni risurrezione”. La sua testimonianza continua a ispirare molti.

Testimoni della fede

Don Giuseppe Allamano: «Prima santi e poi missionari»

Giuseppe Allamano (1851‑1926), sacerdote astigiano, fu rettore del Santuario della Consolata di Torino. Dopo la guarigione miracolosa da una polmonite nel 1900, maturò la decisione di creare un istituto missionario piemontese, incoraggiato dal cardinale Richelmy. Ordinato nel 1873, si dedicò alla formazione dei giovani preti e al rilancio del santuario, fondando opere sociali. Nel 1901 nacquero i Missionari della Consolata, seguiti dalle Suore nel 1910, inviati in Africa. Beatificato nel 1990, è stato canonizzato da papa Francesco nel 2024.

Spiritualità

Tutto quello che serve per la vita si impara all’asilo

Le lezioni più importanti per la vita si imparano già all’asilo: piccoli semi di saggezza — come l’empatia verso chi è cattivo perché soffre, l’ascolto della voce interiore, il coraggio di chiedere aiuto, il rispetto di sé e degli altri, l’accettazione di non piacere a tutti, il valore del riposo e la consapevolezza che sbagliare è parte dell’apprendimento — restano impressi nei bambini. Storie di resilienza e amore insegnano che si è amati per ciò che si è, non per i risultati. E come nell’infanzia, la vita va attraversata dando la mano al “più grande”, Dio, che custodisce ogni passo.

Attualità

Antonino Zichichi: “Io credo in Colui che ha fatto il mondo”

Ieri si è concluso il percorso terreno di Antonino Zichichi, e in queste ore sono tante le voci che ne ricordano il profilo scientifico e non solo. Nel pensiero del Prof. Zichichi, scienza e fede coesistono in modo del tutto armonico. Noi vogliamo ricordarlo ripubblicando a questo proposito l’intervista uscita su “Vivere – Sacro Cuore” nel marzo 2017.

Missioni

Africa frontiera delle missioni salesiane

L’Africa, inizialmente trascurata dai Salesiani, vide le prime opere tra fine Ottocento e inizio Novecento, spesso ostacolate da leggi anticlericali e da guerre. Dopo il 1945 la presenza si ampliò, fino al “Progetto Africa” del 1978, che segnò una svolta: oratori, scuole, centri giovanili e parrocchie sorsero in decine di paesi, sostenuti anche da volontari laici. Oggi i Salesiani sono radicati in 42 nazioni africane, con oltre 250 opere guidate da confratelli locali, segno di un volto africano di don Bosco. Papa Leone XIV richiama a un nuovo slancio missionario, fondato su comunione e corresponsabilità.

Testimoni della fede

Don Andrea Santoro, martire del dialogo

Sognava le missioni già dagli anni del Seminario: dopo trent’anni dall’ordinazione sacerdotale, Don Andrea Santoro viene inviato in Turchia come “fidei donum” della diocesi di Roma. Domandandosi continuamente il senso della sua presenza in un Paese dove i cristiani sono una ridotta minoranza, dialoga con quelli che credono comunque nell’unico Dio, fino alla tragica uccisione.

Storie di vocazione

Dalla carriera di medico a suora di clausura

Dopo un’infanzia di fede semplice e gioiosa, l’adolescenza segnata dal dolore e dal dubbio l’ha allontanata da Dio. A vent’anni, grazie a relazioni, studi e comunità cristiana, è tornata alla Chiesa, scoprendo la dolcezza di Dio nei poveri e nei disabili. Un incontro con la Parola le ha rivelato Gesù come pienezza d’amore e l’ha condotta a consacrarsi. Dopo esperienze missionarie, ha percepito la chiamata alla vita monastica a Montefalco, dove da dieci anni vive la fraternità agostiniana. La sua vocazione è preghiera, servizio e segno di comunione, con il cuore già rivolto al paradiso.

Don Bosco oggi

Il sacerdote Giovanni Bosco

In questa omelia del 1988, il Card. Anastasio Ballestrero ci parla di come San Giovanni Bosco abbia incarnato in modo pieno e luminoso la figura del sacerdote di Cristo: vocazione fin da bambino, profonda vita interiore, dedizione instancabile per i giovani. Il suo ministero univa fede e intraprendenza, preghiera e azione, discernimento e carità pastorale.
In tempi difficili, fu sempre fedele al Vangelo, alla Chiesa e al Papa. Aprì le porte ai giovani vocati, offrendo formazione umana e spirituale. La sua dedizione alla gioventù divenne missione fondante della famiglia salesiana.
Guidato da mamma Margherita e dalla presenza viva di Maria Ausiliatrice, Don Bosco ha mostrato che ogni cammino cristiano è sostenuto dalla maternità di Maria e dalla forza dell’Eucaristia. Un prete per il suo tempo — e per ogni tempo.

Don Bosco oggi

Educare alla fede, oggi

Molti giovani vivono la fede tra dubbi, domande e frammenti di ricerca. Don Bosco ci insegna che proprio dalla fragilità può nascere la santità. Educare alla fede oggi significa favorire l’incontro personale con Gesù, serve una spiritualità “a misura di giovane”, vissuta nel quotidiano, nella scuola, nell’amicizia, nel servizio. L’educatore è chiamato a essere presenza viva, testimone credibile, accompagnatore paziente.

Don Bosco oggi

La Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Don Bosco, spinto dalla sua devozione mariana e dalla realtà di abbandono vissuta da molte ragazze, fondò nel 1872 l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), con Maria Domenica Mazzarello come cofondatrice. A Mornese, lei già guidava un gruppo di giovani donne impegnate nell’educazione cristiana e pratica delle ragazze povere. Da Mornese a Nizza Monferrato, fino alle missioni in Uruguay e Argentina, le FMA si diffusero nel mondo, portando avanti una tradizione educativa fondata su gioia, fede, lavoro e dedizione. Oggi sono presenti in 97 nazioni con oltre 10 mila suore.

Don Bosco oggi

Maria Ausiliatrice nella vita e nella storia di Don Bosco

Don Bosco, educato da mamma Margherita alla devozione mariana, maturò nel tempo un legame profondo con Maria Ausiliatrice, specialmente nei momenti difficili per la Chiesa. Nel 1862, dopo il sogno delle due colonne e le apparizioni di Spoleto, comprese che Maria voleva essere invocata come Ausilio dei cristiani. La costruzione della Basilica di Valdocco fu il segno concreto di questa fede: un santuario nato dalla fiducia e dalla generosità del popolo. Don Bosco ne era certo: «Propagate la devozione a Maria Ausiliatrice e vedrete che cosa sono i miracoli».

Gesù e Maria

Devozione matura a Maria

Maria, affidata da Gesù al discepolo amato, occupa un posto centrale nella vita cristiana. La devozione mariana, radicata nell’Incarnazione e nella Redenzione, va oltre il sentimento popolare e chiede maturità: conoscere Maria attraverso i Vangeli, amarla per il suo “sì” che ci ha donato Cristo, imitarla nella fede, nel servizio e nell’accoglienza della volontà di Dio, e diffonderne la devozione come madre e maestra. Paolo VI ne ha indicato le quattro dimensioni autentiche: conoscenza, amore, imitazione e diffusione, guida per una fede più consapevole.

Attualità

Il ricercatore dell’Infinito

Simone Cristicchi racconta il suo percorso artistico e spirituale: dalla ribellione giovanile verso la Chiesa fino al riavvicinamento grazie a figure illuminate e all’incontro con Papa Francesco. Alcune sue canzoni sono diventate preghiere e strumenti di catechesi, cantate in chiese e scuole. Con spettacoli come Franciscus propone un messaggio di speranza e cambiamento, invitando ciascuno a riscoprire bellezza, poesia e spiritualità come antidoto al nichilismo.

Vita del Santuario

Sito nuovo e social attivi

Abbiamo rinnovato il sito sacrocuore-bologna.it, ora fruibile da ogni dispositivo e più centrato sui contenuti, con articoli della rivista anche online e nuove rubriche. Accanto al sito, sono attivi Facebook, Instagram, WhatsApp e Telegram per rafforzare il dialogo con i lettori. Questo percorso digitale nasce dal desiderio di diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù, sostenere missionari e seminaristi, promuovere celebrazioni e offrire spunti di fede. Come don Gavinelli e Don Bosco, confidiamo nella Provvidenza e nel contributo dei sostenitori per continuare l’opera salesiana.

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